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IL RAGNO DEL NUOVO MILLENNIO
di Massimiliano Brighel

Decostruire un supereroe
La domanda questa volta è abbastanza semplice: come si fa a narrare nuove avventure di un personaggio creato nel 1962, normalmente protagonista ogni mese di novantasei pagine complessive (spalmate su varie collane)? Soprattutto quando le storie seguono un filo logico come quelle di Spider-Man, e sono quindi sequenziali e cronologiche come in una soap opera, il compito dello scrittore diventa a dir poco arduo. A questo si aggiunga il fatto che l’eredità lasciata dai papà del Tessiragnatele, Stan Lee & Steve Ditko, su Amazing Fantasy 15 dell’agosto 1962 è ancora bellissima: un adolescente assiste a una mostra sulle radiazioni e, alla fine di un esperimento, viene morso da un ragno irradiato che gli dona le caratteristiche di un aracnide. Inizialmente, dopo aver fabbricato un costume rossoblù e addirittura delle armi da polso per sparare ragnatele di sua invenzione (!), decide di usare i propri poteri (capacità di aderire alle pareti, superforza e una sorta di sesto senso che lo avvisa dei pericoli) per guadagnare soldi nel mondo dello spettacolo e aiutare economicamente gli zii, presso cui vive. Poi, quando lo stesso anonimo ladro che il giorno prima non si era curato di fermare uccide suo zio Ben, Spider-Man capisce che da un grande potere derivano grandi responsabilità. Nel caso dell’Uomo Ragno c’è poi una regola fondamentale da rispettare: Peter Parker non può uccidere esseri umani. La cosiddetta continuity, la cronologia degli eventi, può anche essere un minimo piegata alle esigenze dello scrittore e, se necessario, ricostruita. I presupposti iniziali – il morso del ragno, l’assassinio dello zio Ben, zia May vedova, Peter che capisce che da un grande potere derivano grandi responsabilità – possono insomma essere un po’ “variati”. Avete visto i film e magari i cartoni animati, quindi sapete come sia possibile miscelare gli ingredienti per ottenere una ricetta comunque gustosa.

Chapter One
Proprio per rendere la Ragno-ricetta più fragrante per i lettori del XXI secolo, nel 1998 il direttore editoriale della Marvel Bob Harras dette carta bianca al cartoonist John Byrne: in pratica, avrebbe potuto riscrivere a suo piacimento le primissime avventure del Tessiragnatele di Stan Lee & Steve Ditko e, da quel momento, quella sarebbe stata la continuity ufficiale dell’Uomo Ragno. Byrne, il quale già aveva riscritto nel 1986 la storia ufficiale di Superman, si lanciò a capofitto nell’impresa riscrivendo e disegnando il “primo anno” dell’Arrampicamuri nella maxiserie in tredici numeri intitolata Spider-Man: Chapter One. A onor del vero, essendo un grande appassionato delle storie di Lee/Ditko, Byrne non si allontanò molto dal loro solco, aggiornando le prime avventure agli anni Ottanta, così che Peter Parker fosse ancora un ventenne nelle storie attuali (pur avendo già avuto quindici anni nel 1962); inoltre collegò la sua origine a quella del Dr. Octopus. In pratica, nella prima storia Peter rimaneva vittima di un’esplosione atomica provocata da un errore dello scienziato Otto Octavius ed entrambi acquisivano i rispettivi poteri: Peter perché morso da un ragno radioattivo; Otto perché si trovava vicino alle braccia d’acciaio estensibile di propria invenzione. Sulla base di queste premesse Byrne rinarrò il primo anno di vita del Tessiragnatele, negando quindi innumerevoli racconti precedenti basati sul presupposto di due incidenti separati. Usò tuttavia la libertà a sua disposizione in modo “irresponsabile” – almeno secondo legioni di fan dello “Spider-Man classico”, tra cui militavano, e militano, anche autori di fumetti! Fatto sta che, quando fu commissionata una Ragno-storia a Paul Jenkins, scrittore britannico appassionato di Spider-Man sin dalla tenera età, quest’ultimo decise di ignorare l’operato di John Byrne ripristinando l’originale versione di Lee & Ditko. In poche parole, Peter Parker non veniva coinvolto in un’esplosione, ma riceveva i poteri ragneschi dal morso di un aracnide irradiato durante una dimostrazione scientifica. Byrne non la prese affatto bene, soprattutto quando fu chiaro che Spider-Man: Chapter One era stata cancellata dalla mappa, come se non fosse mai stata scritta.

Entra in scena J.M. Straczynski
Joseph Michael Straczynski, JMS per i fan, è quel che si definisce un creativo a 360 gradi. Nato il 17 luglio 1954 a Paterson, New Jersey, ha quattro lauree (in Sociologia, Psicologia, Filosofia e Letteratura) e ha insegnato creative writing (“scrittura creativa”) alla San Diego State University. Scrive sin dai tempi del liceo, quando la sua scuola gli commissionò una commedia poi rappresentata davanti all’assemblea scolastica. Ha lavorato per diversi media, pubblicato romanzi, pièce teatrali, saggi sul fumetto, è stato produttore e sceneggiatore di telefilm – La signora in giallo, The Real Ghostbusters, Walker Texas Ranger, Jake & Sason Detectives, Jeremiah (tratto dall’omonima serie di graphic novel di Hermann) – e ha ideato il seminale serial di fantascienza Babylon 5, vincitore di due premi Hugo. Il suo debutto nel mondo dei comics è storia relativamente recente, ma già dalle prime pagine della maxiserie in ventiquattro albi Rising Stars (Image/Top Cow; 1999) ci si rende conto di trovarsi davanti a un maestro della parola scritta. Proprio questa complessa opera sui supereroi, spesso paragonata al capolavoro Watchmen di Moore & Gibbons, portò Straczynski all’attenzione del nuovo direttore editoriale della Marvel, Joe Quesada, il quale nel 2001 gli chiese “semplicemente” di svecchiare l’immagine dell’Uomo Ragno su The Amazing Spider-Man, collana portante del Tessiragnatele sin dal marzo 1963. “Quel che intendo fare è portare Peter Parker nel XXI secolo” scrisse all’epoca J.M. Straczynski in una sorta di manifesto programmatico: “Dubito infatti che un lettore a digiuno dell’Uomo Ragno riuscirebbe a percepire la differenza tra le storie degli anni Ottanta o Novanta e quelle più recenti. Il personaggio non è infatti cresciuto. Le cose attorno a lui sono cambiate, il cast dei comprimari si è evoluto, ma quella crescita personale, che era fondamentale agli esordi, si è bloccata. L’Uomo Ragno mi è sempre parso un personaggio legato al proprio tempo, alla New York attuale, al presente… mentre quello delle ultime storie sembra imprigionato in una bolla. Non si è mai trasferito nel presente. Ed è tempo che le cose cambino”. Nel giro di sei mesi le vendite di Amazing triplicarono e Straczynski diventò uno degli sceneggiatori di supereroi più amati dal pubblico e dalla critica. Tra (molti) alti e (pochissimi) bassi, JMS ha concluso proprio nel 2007 il suo ciclo di storie con una saga che sconvolgerà l’Uomo Ragno per gli anni a venire. Conoscendo la trama, sarà un altro travolgente successo per un autore sempre più sulla cresta dell’onda e per un personaggio che ha evidentemente ancora moltissime storie da raccontarci.

RESURREZIONI SERIALI




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