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LE SUE ORIGINI, LA SUA STORIA
di Giorgio Lavagna

C’era una volta l’Età dell’oro… e dell’argento
L’Uomo Ragno comparve nel panorama del fumetto statunitense nel 1962. I supereroi non erano assolutamente l’ultima novità. I pittoreschi eroi in calzamaglia erano nati più di vent’anni prima, avevano già conosciuto un’Età dell’oro (la Golden Age dei comics) fatta di grandi successi, una successiva decadenza e una nuova epoca di vacche grasse (battezzata Silver Age, l’Età dell’argento), cominciata  a metà degli anni 50. Eppure l’arrivo di Spider-Man diede il via a una vera “rivoluzione copernicana” del genere, a un’esplosione di contenuti  che riportò i supereroi in prima linea sul fronte del nuovo.

L’Era Marvel dei comics
Hulk e i Fantastici Quattro furono la prova generale per la Marvel, la nuova, dinamica casa editrice che Stan Lee si trovò a guidare all’inizio degli anni 60. Lee e l’artista Jack Kirby lavorarono su una grafica di tipo dinamico, ipercinetica, e nei contenuti lavorarono sull'interiorità dei personaggi – che era ovviamente una super-interiorità! “Supereroi con superproblemi” non era  solo uno slogan: era una strategia. Nei fumetti Marvel si agitavano concetti come quello di “inconscio” e si insinuava persino che la scienza potesse nascondere aspetti non del tutto positivi. I nuovi supereroi Marvel si trovarono a cavalcare l’onda della Silver Age, ma fu con Spider-Man che il fumetto americano entrò con decisione nella Marvel Age.

Spider-Man: le origini (I)
Uno studente liceale, Peter Parker, viene morso da un ragno radioattivo durante un esperimento scientifico. È il 1962, l’anno della Crisi dei missili di Cuba, e il Paese si trova per la prima volta sull’orlo di una guerra termonucleare totale. L’incidente con le radiazioni non getta il giovane Parker nel baratro di una storia dell’orrore (come invece era successo a Hulk); anzi, il morso del ragno lo cambia in meglio. Si ritrova a possedere “fantastici poteri”. Può aderire alle pareti, camminare sul soffitto, sollevare pesi enormi. Si ritrova addirittura con un senso speciale che lo avverte dei pericoli imminenti  (lo chiama “senso di ragno”). Non appena si è accorto dei suoi nuovi poteri, Peter  ha pensato quello che avremmo pensato noi: divertirsi e fare un po’ di soldi. La prima volta che gli capita di vedere un ladro in fuga, non si getta all’inseguimento (come avrebbero fatto senz’altro Superman, Batman o i Fantastici Quattro), ma si gira dall’altra parte. In seguito scoprirà che, se lo avesse fermato,  quello stesso ladro non avrebbe ucciso il suo caro zio Ben…

Poteri e responsabilità
La morte dello zio pone fine alla spensieratezza di Peter. Il senso di colpa, la responsabilità nei confronti di zia May aprono dentro di lui una voragine. Nel dolore, Peter elabora il significato del suo essere Spider-Man: se i superpoteri gli offrono la possibilità reale di aiutare il prossimo, rifiutarsi di farlo mette in moto una sorta di karma vendicativo che gli dimostra quanto non farlo sarebbe moralmente inaccettabile. Pur partendo dai cliché determinati dal prototipo Superman (l’identità segreta, il lavoro come giornalista), l’Uomo Ragno trascina i suoi lettori molto oltre. Spider-Man fornisce al suo pubblico qualcosa che negli eroi della concorrenza è venuto a mancare da molti anni: azione, eccitazione, dramma e una discreta dose di violenza, persino gratuita. Superman è rilassato e adorato dai cittadini comuni. l’Uomo Ragno è lacerato, intenso, e l’uomo della strada lo guarda con sospetto, travisando gli sforzi di Spidey di agire per il bene. E la stampa lo definisce “una minaccia”. L’Uomo Ragno, però, rappresenta anche la riscossa dei “secchioni”, la rivincita dello zimbello della scuola, ignorato dalle ragazze, deriso dai “fusti” della squadra di football. Quello che di nascosto legge i fumetti! Gli storici ci avvertono che i creatori di Spider-Man lavorarono su idee preesistenti, ma il carattere di Peter Parker riflette un'intuizione di portata enorme, e cioè che gli adolescenti, i giovani, nel 1962 sono molti, e sono sul punto di diventare i protagonisti di quella che già alcuni chiamano “società dei consumi”.

Marvel Pop Art Productions
La Pop Art, nata in Inghilterra negli anni 50, trova nell’America degli anni 60 l’humus sociale per svilupparsi compiutamente. Mentre Andy Warhol apre a New  York le sue Factory, esplode il fenomeno dei Beatles, che porta alla ribalta i giovani, avanguardia sociale del consumismo. Nasce un intero mercato destinato ai ragazzi e la Pop Art conferisce dignità artistica alle forme del consumo di massa. La Marvel ne è pienamente consapevole, tanto che nel 1965 nelle copertine di The Amazing Spider-Man compare la scritta “Marvel Pop Art Productions”, e nel numero 31 un motto che ha il sapore di una chiamata alle armi: “Dedicato a voi, la grande nuova generazione di lettori Marvel!”. I lettori dell’Uomo Ragno sentono di far parte di qualcosa di nuovo e di diverso e leggere fumetti Marvel diventa un modo di distinguersi dagli altri, di sentirsi all’avanguardia.

Fuori dal Paradiso Terrestre
Nel giugno dei 1973, mentre gli ultimi soldati americani lasciano i Vietnam e il presidente USA Richard Nixon comincia a vacillare sotto i colpi dello scandalo Watergate, la Marvel infligge ai lettori di Spider-Man uno shock: la morte di Gwen Stacy, la ragazza di Peter, uccisa da Goblin sotto gli occhi dell’eroe, che non riesce a salvarla. Il peggior incubo di Peter, quello di non essere degno dei poteri di Spider-Man, si manifesta con una crudeltà devastante. La morte di Gwen e la morte dello stesso Goblin segnano la fine del periodo seminale dell’Uomo Ragno. A quel punto la leggenda è tutta scritta, l’adolescenza finita e per Spidey ha inizio l’età della ragione.

Spider-Man: le origini (II)
Esiste un “tempo mitologico”dell’Uomo Ragno che è diventato patrimonio di tutte le generazioni di lettori che si sono avvicendate. Una leggenda che inizia con il morso del ragno radioattivo e arriva, all’incirca, fino alla morte di Gwen. In questo continuum leggendario sono raccontati i grandi eventi miticidell’Uomo Ragno. Il sorgere dei suoi più importanti nemici, le sue perdite, i suoi errori e i suoi trionfi. Ci sarà sempre una Betty Brand (c’è anche nelle origini del primo film, e da come le brillano gli occhi quando guarda Peter sappiamo che sì, è stata lei il suo primo amore!), ci sarà sempre una Gwen Stacy (e infatti c’è, biondissima, in Spider-Man 3). Non è forse la stessa storia? Non è forse bella ed eccitante anche se aggiornata e rivista in alcuni dettagli? Le leggende vivono e quindi ogni volta devono cambiare, com’è nella natura del mito. Oggi gli autori della Marvel lanciano strane “sonde narrative” nel passato, all’interno delle classiche origini degli eroi. E recuperano pezzi di quel tempo mai raccontato, ma non perduto. Abbiamo recentemente scoperto alcuni imbarazzanti segreti sul passato di Gwen, cose di cui Peter non era al corrente. Poco tempo fa ci è stato raccontato per la prima volta l’incontro fra Mary Jane e Peter… visto dalla parte di Mary Jane. La leggenda non è finita. Continua.

IL RAGNO DEL NUOVO MILLENNIO




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