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Vendicatori uniti

di Giorgio Lavagna

Vendicatori: chi sono costoro?
I Vendicatori (in originale, Avengers) nacquero ufficialmente nel settembre del 1963 sulle pagine di The Avengers 1. Stan Lee e Jack Kirby erano le menti creative  dietro all’idea, che essenzialmente era quella di dare anche alla Marvel un gruppo che mettesse tutti insieme i personaggi di spicco delle sue varie pubblicazioni. Il modello era Justice League of America, una serie della concorrenza in cui figuravano insieme Superman, Batman, Wonder Woman e altri eroi minori. I ragazzi amavano vedere in azione i loro beniamini in avventure comuni, sapere che questi grandi eroi erano legati da rapporti di amicizia e da obiettivi condivisi, e nei loro giochi avevano da tempo anticipato l’idea editoriale che diede vita ai “gruppi di supereroi”. Come era loro costume, Lee e Kirby rivoluzionarono le caratteristiche di quel modello. Thor, Iron Man, Hank Pym (nella doppia identità di Ant-Man e Giant-Man), Wasp e Hulk furono i membri originari, i fondatori, gli unici a comparire nel numero d’esordio degli Avengers. Un dio, un inventore miliardario e playboy, uno scienziato, una… esperta di moda (come definire all’epoca Janet Van Dyne?) e un mostro creato dalle radiazioni. In realtà nessuno di loro, a parte forse Hulk, era un personaggio di prima fila del nascente Universo Marvel. Nel 1963 i Fantastici Quattro e ancor più Spider-Man erano in gli eroi di punta della casa editrice, anche se il Marvel Universe si stava rapidamente popolando di protagonisti e comprimari. Quella di escludere gli eroi che avrebbero potuto catturare da soli l’attenzione dei lettori fu una scelta della casa editrice che accompagnò i Vendicatori per tutta la loro storia. Nel ventesimo secolo quello dei Vendicatori non fu mai il gruppo degli eroi più famosi della Marvel, ma obbedendo a una logica interna al Marvel Universe piuttosto che a una logica di mercato, quello dei più potenti. Se i Fantastici Quattro erano favolosi, se Hulk era incredibile e l’Uomo Ragno stupefacente, nel gioco tutto marvelliano degli aggettivi iperbolici i Vendicatori furono fin dall’inizio potenti. Nel primo numero della serie Thor e Hulk garantirono l’indispensabile potenza di fuoco, mentre a Iron Man toccò il ruolo di coordinatore e stratega. Ant-Man e Wasp, all’epoca una coppia felice, portarono negli Avengers quell’elemento di “famigliarità” che ricordava i Fantastici Quattro (tra i quali era ugualmente presente una coppia in cui lui, Reed Richards, era uno scienziato). Inoltre, fu fondamentale nel caratterizzare il gruppo la presenza di un membro onorario, Rick Jones, l’adolescente “amico dei supereroi”, primo motore che portò alla creazione del gruppo, a sancire il concetto che i “potenti Vendicatori” nacquero dal “sogno di un ragazzo”.

Vendicare cosa?
Benché “Vendicatori” sia un nome che ben si adatta a un gruppo di avventurieri mascherati, benché sia un appellativo destinato a colpire l’immaginazione e rimanere nella memoria, ai lettori italiani è sempre rimasta la curiosità di sapere cosa avessero da “vendicare” Thor, Hulk, Iron Man, Ant-Man, Wasp e coloro che li seguirono. In realtà il termine “Avengers” in inglese ha una gamma più ampia di significati e, nel caso della nostra compagine, il senso più preciso è quello di “raddrizzatori di torti”, un modo come un altro per dire “giustizieri”. Ma “Vendicatori” è indubbiamente più bello di “giustizieri” (per non dire di “raddrizzatori”!) e va dato credito al mitico Luciano “Bunker” Secchi dell’Editoriale Corno per la felice scelta: “Vendicatori” fu e “Vendicatori restò”, per sempre e per fortuna! Il primo grosso scoglio che i neonati Vendicatori trovarono sulla propria strada era un interno al team: la presenza di Hulk. Hulk si poneva certamente come l’essere più genericamente forte del nascente ma già ben strutturato Universo Marvel. Non poteva teletrasportarsi, non emetteva raggi infuocati dagli occhi, non leggeva nelle menti altrui, ma era dotato di una forza tale da rendere insignificante la mancanza di altri poteri. Ma nonostante la sua prima apparizione negli Avengers Hulk fosse ancora abbastanza “razionale”, si trattava di una presenza ingestibile. Hulk rappresentava, in modo chiaro, estremizzato, l’essenza di tutte le novità che la Marvel aveva portato nel genere supereroico. Hulk non era un amico della polizia come Batman, non era un eroe popolare americano come Superman. Hulk era ricercato dall’esercito, temuto dalla gente come si teme un terremoto: era una minaccia vera. Fu coraggiosa e anche efficace la scelta di inserirlo nei primi Vendicatori, ma non poteva durare. E infatti Hulk fu il primo membro ad abbandonare il gruppo. Qualcosa del Mostro Verde, però, rimase per sempre nel DNA dei Vendicatori. Pur avendo sempre aspirato a un ruolo istituzionale (e a un certo punto riuscirono anche a conquistarlo), i Vendicatori sono rimasti, in fondo, il ricettacolo di una lunga schiera di disadattati.

I Vendicatori crescono (di numero)
Il primo delle nuove reclute fu Capitan America, sul numero 4. Leggendario eroe della Seconda Guerra Mondiale, superuomo creato dal primo esperimento sul siero del supersoldato, Steve Rogers, dato per disperso alla fine della guerra, si era “conservato” per vent’anni in stato di ibernazione nel cuore di un iceberg e fu infine trovato dai Vendicatori stessi. Cap chiuse gli occhi negli anni Quaranta per riaprirli nei primi anni Sessanta. L’ultima cosa che avevano visto quegli occhi era la morte del giovane aiutante Bucky; la prima che videro nel riaprirsi fu un gruppo composto da un uomo in un’armatura di ferro, un energumeno biondo che affermava di essere un dio nordico, una vivace ragazza delle dimensioni di un insetto e un tale la cui personalità oscillava fra quella di un colosso che, a causa delle dimensioni, non poteva entrare in alcun edificio e quella di uno scienziato che si muoveva a cavallo di una formica! Come non comprendere che Steve Rogers si sentisse un po’… spaesato? La seconda recluta, entrata nel gruppo nel sedicesimo episodio della serie, fu Clint Barton, Occhio di Falco, un arciere che tutti ritenevano un criminale. Nello stesso numero si unirono ai Vendicatori Quicksilver e Scarlet, che erano dei criminali, anzi dei supercriminali. Figli di Magneto, il letale arcinemico degli X-Men, i due avevano fatto parte dell’organizzazione terroristica del padre. I Vendicatori però non chiudevano la porta in faccia a nessuno. L’ingresso di Ercole, semidio figlio di Zeus, e di Pantera Nera, nobile sovrano della nazione africana di Wakanda (sesta e settima recluta), restituirono un po’ di onorabilità all’ufficio assunzioni degli Avengers, ma già con l’ottavo acquisto, la Visione (robot in origine progettato da Ultron per distruggere i Vendicatori), si tornò in alto mare.

Vendicatore per sempre
Peter Benjamin Parker, più conosciuto come Spider-Man, lo stupefacente Uomo Ragno, fu ufficialmente accettato nei ranghi dei Vendicatori nel 1990, come documentato su The Avengers 316. Era la trentasettesima recluta, un anno prima del suo tradizionale nemico Uomo Sabbia, il quarantunesimo tesserato. I rapporti fra Spider-Man e gli Eroi più potenti della Terra erano cominciati in realtà molti anni prima e avevano conosciuto alti e bassi. La prima avventura che vide insieme Spidey e i Vendicatori fu proposta su Avengers 1nel 1964. I motivi che spinsero il nostro eroe a considerare la possibilità di unirsi al supergruppo non erano dei più nobili: Peter aveva sentito dire che i membri dei Vendicatori percepivano uno stipendio. All’epoca il Tessiragnatele era vessato da pressanti problemi economici e l’idea di unire l’utile (dare la caccia ai malvagi) al dilettevole (essere pagato per questo) non gli sembrava affatto male. Si rese conto però che i Vendicatori condividevano nei suoi confronti gli stessi sentimenti della cittadinanza di New York che, a causa delle infuocate campagne del Daily Bugle, considerava l’Uomo Ragno una minaccia pari a quella dei supercriminali che infestavano la città. Il pregiudizio nei confronti di Spidey cadde abbastanza in fretta, grazie soprattutto all’intelligenza di Capitan America, che si accorse della buona indole del Ragno. Peter aveva spesso combattuto “dalla parte giusta” senza nemmeno attribuirsi il merito delle azioni compiute e questo era un comportamento indubbiamente eroico. Per lungo tempo, però, non fu considerato un “uomo di squadra” e solo tardivamente fu accettato, pur non essendo mai un membro attivo degli Avengers. Non fino a un fatidico giorno…

 

Vendicatori Divisi
La carriera dei Vendicatori fu lunga e onorata. Più volte combatterono “minacce contro le quali nessun eroe, da solo, avrebbe potuto vincere” (come recitava il loro slogan): Kang il conquistatore; Ultron, il folle robot sterminatore; Thanos, il semidio innamorato della Morte; Korvac, fortunatamente sconfitto per sempre; gli imperi alieni Kree e Skrull, nemici fra loro, ma entrambi nemici della Terra. Dopo tante vittorie infine giunse, per i Vendicatori, la giornata più nera. Scarlet, figlia di Magneto e moglie di Visione, era sempre stata, in fieri, la più potente dei Vendicatori. La sua magia quantistica, di origine mutante, era in grado di modificare la probabilità degli eventi di verificarsi. Usata in modo totale ed estensivo, avrebbe potuto modificare radicalmente l’intera realtà. Scarlet non aveva mai usato in questo modo i suoi poteri, non fino al giorno fatale in cui impazzì, perdendo il controllo. La crisi scatenata da Scarlet, raccontata nella saga Vendicatori Divisi, distrusse i Vendicatori, per sempre.

The New Avengers
Direttamente dal Daily Bugle: “Nell’America di oggi c’è ancora bisogno dei Vendicatori? Nonostante Tony Stark avesse dichiarato all’indomani dello scioglimento degli Avengers che no, il gruppo aveva ormai concluso la sua funzione storica, non appena è sorta una minaccia ‘che nessun eroe potrebbe affrontare da solo’, ecco che un gruppo di superguerrieri si è ritrovato insieme, a far fronte comune per difendere i deboli. Incredibilmente, il nucleo di questo gruppo embrionale sembrerebbe essere composto da due eroi che poco hanno in comune: l’Uomo Ragno, considerato ancora dall’opinione pubblica ‘una minaccia’, e Capitan America, il simbolo vivente degli ideali americani. E i ben informati mormorano il nome di Wolverine, ex Arma X del governo canadese, da anni membro preminente degli X-Men…”. Il gruppo degli Eroi Marvel del 2000 non si chiama più “Vendicatori”, bensì “Nuovi Vendicatori”, e quel “nuovi” introduce una rottura col passato. Ideati da Brian Michael Bendis, i Nuovi Vendicatori nascono da un concetto fondamentalmente diverso: non più gli eroi più potenti, per la prima volta la Marvel ha una supersquadra “all stars” che raccoglie i personaggi più famosi, più popolari e più noti al grande pubblico. Spider-Man, Wolverine, Capitan America e Iron Man costituiscono una prima linea imbattibile, che porta The New Avengers 1 in testa alle classifiche di vendita. Dietro, Bendis ha schierato una scelta di comprimari poco conosciuti, le cui storie personali sono avvolte nel mistero: Sentry, un tempo il più grande degli eroi, ma il cui ricordo è stato cancellato dalla memoria dell’umanità. Luke Cage, ex eroe a pagamento in voga negli anni Settanta e ora reinterpretato secondo concept innovativi. La Donna Ragno, unica donna del gruppo, dotata di feromoni che la rendono “irresistibile” per gli uomini. Il misterioso Ronin, un’oscura presenza che aleggia sul team, il cui segreto sarà svelato solo molto più tardi. Un gruppo di ineguagliabile potenza di fuoco e con una bella dose di misteri da centellinare numero dopo numero.





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