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Il nuovo volto dell’Uomo Ragno
Il ciclo di David Michelinie e il ritorno di Gerry Conway 1988-1989
Di Giuseppe Guidi

Un valzer di autori

Dopo la parentesi noir degli anni precedenti, assistiamo al ritorno di Gerry Conway ai testi di The Spectacular Spider-Man, coadiuvato dall’ottimo Sal Buscema ai disegni, con storie ricche di azione e di pathos. Su tutte, la spaventosa saga del killer Lapide (Tombstone), che arriva a spezzare la schiena al giornalista Joe “Robbie” Robertson del Daily Bugle. Nel novero delle testate ragnesche Marvel Team-Up viene rimpiazzata da Web of Spider-Man, destinata a storie più urbane e realistiche. Dopo un breve ciclo iniziale di Louise Simonson, la serie passa nelle mani di David Michelinie, che pone le basi per l’avvento di Venom, nuova nemesi di Spidey. Dopo un litigio con Jim Shooter, editor-in-chief della Marvel, Michelinie abbandona la testata. Il motivo è la bocciatura di una sua storia dai contenuti politici piuttosto forti ambientata in Irlanda. Ma Shooter viene licenziato pochi mesi dopo e Michelinie può tornare a occuparsi del Tessiragnatele, questa volta però sulla testata ammiraglia, The Amazing Spider-Man, lasciando Web a Conway. Tra le sue perle, ricordiamo il matrimonio di Peter e Mary Jane, il lancio definitivo di Venom e una sequenza di spassosissime avventure realizzate in coppia con il disegnatore canadese Todd McFarlane, astro nascente del fumetto internazionale.

Fusioni simbiotiche… e unioni

Sul finire degli anni Ottanta per Spidey si staglia la minaccia di Venom, nuovo incubo dell'Arrampicamuri. Michelinie inizialmente voleva che fosse una ragazza, ma Jim Salicrup, editor di Amazing, gli contestò l’idea, sostenendo che il pubblico non avrebbe mai accettato di vedere Spidey picchiato da una donna. Vigilante psicopatico ghiotto di cervelli umani, Venom è il prodotto dell'unione di due esseri: un simbionte alieno che si nutre di emozioni e Eddie Brock, giornalista fallito del Daily Globe. Entrambi hanno un conto in sospeso con l'Uomo Ragno. L'alieno è l'ex costume nero di Spidey, “ripudiato” dall'eroe una volta saputo che si trattava di un essere vivente. Quanto a Brock, è un reporter che, dopo aver smascherato il presunto criminale Mangiapeccati, viene clamorosamente sbugiardato dall'Uomo Ragno e declassato a giornalista scandalistico (il nome “Venom”, ossia “veleno”, deriva proprio dalle storie al vetriolo che Brock è costretto a scrivere per i rotocalchi scandalistici). La loro simbiosi crea dunque questa entità sovrumana dotata di tutti i poteri di Spidey, ma con una forza fisica assai superiore. Attraverso il rapporto empatico e psichico con il simbionte, Brock impara molte cose su Spider-Man, compresa la sua identità segreta. Dopo vari scontri con il suo odiato “persecutore”, Venom raggiunge una tregua con il Tessiragnatele, convinto di poter usare i propri poteri a beneficio del prossimo. Con l'appellativo di "Protettore letale" dell'umanità, infligge la sua punizione solo a coloro che reputa colpevoli di ingiustizie e violenze. Peter, intanto, si trasferisce con la moglie Mary Jane alle lussuose Bedford Towers nell'Upper West Side, lasciando lo storico edificio di Chelsea Street. Sempre in tema di unioni, segnaliamo il matrimonio tra il burbero J. Jonah Jameson e Marla Madison, elettrobiologa di fama internazionale. Nozze anche per Harry Osborn e Liz Allen, che daranno alla luce Norman Jr., e per Randy Robertson (figlio di Joe) e Amanda, ragazza bianca sposata all'insaputa dei genitori e introdotta dagli autori di Spidey per trattare lo spinoso argomento dei matrimoni interrazziali.

Un Ragno in parata

La reputazione di Spider-Man come icona della cultura popolare americana fu accresciuta e legittimata nel 1987 quando, per la prima volta, sfilò a mo’ di pallone gigante nella tradizionale parata allestita a New York dai grandi magazzini Macy’s per il Giorno del ringraziamento. Tenuto in aria da 27.000 m³ di elio, il “Ragno-aerostato” (lungo ventiquattro metri e largo undici) fu costruito da Manford Bass, uno specialista di palloni giganti, su un progetto di John Romita, l’art director della Marvel. “Manny Bass è il genio dietro questi palloni ed è giusto che il merito vada a lui” avrebbe affermato Romita: “Durante il nostro primo incontro mi insegnò i rudimenti dell’aerodinamica, spiegandomi che la parte più capiente doveva necessariamente stare in alto. In genere, una grossa testa riempita di elio mantiene i palloni in posizione verticale. Ma io avevo in mente una figura strisciante, e quindi pensai al posteriore e alle cosce da adibire a serbatoio per il gas. Da un mio disegno Manny realizzò un modellino lungo un metro e io dovetti disegnarci sopra l’esatta trama della ragnatela e delle lenti ottiche, oltre alla posizione di guanti e stivali. Da un mio modello si è arrivati a un megapallone da parata e questa è una sensazione straordinaria”. Lo Spidey gigante, insieme al “collega” Superman, ha sfilato ogni novembre dal 1987 fino alla seconda metà degli anni Novanta, ammirato da circa due milioni di persone dal vivo e da ben ottanta milioni di spettatori televisivi. Da un paio d’anni è in piedi una petizione per restituire il nostro eroe alla parata.

11- continua...



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