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Il Ragno all’altare
Un triennio da immortalare: dal noir al gotico passando per il romance 1985-1987
Di Giuseppe Guidi

La fase noir

Tra il 1985 e il 1987 gli autori Marvel ripropongono nei fumetti di Spider-Man i problemi della droga e dell'emarginazione. In particolare, nel ciclo dello scrittore Peter David su The Spectacular Spider-Man. Ex impiegato del reparto vendite della Marvel, David diventa l’autore delle più sconcertanti storie del Tessiragnatele in versione costume nero. Con lui torna sull’Uomo Ragno la questione sociale, trattata con intelligenza e senso critico. Rispetto agli anni Sessanta, le tematiche vengono qui affrontate con maggiore sforzo analitico e valutate in un contesto di degrado metropolitano. Peter Parker si ritrova coinvolto in situazioni spiacevoli e delicate, alle quali una persona sola, seppur dotata di superpoteri, non può porre rimedio. I pericoli da affrontare non vengono dai soliti supercriminali, ma dal teppismo giovanile, dalle bande di strada, dalle violenze sui minori. In un tale caos urbano anche l'eroe, condizionato dall'ambiente miserabile in cui vive, smarrisce il senso della giustizia, abbandonandosi talvolta ad atti inconsulti e riprovevoli, contravvenendo dunque al suo rigoroso codice etico. Prerogativa dominante di questi racconti è il sapore noir, una sensazione amara che assale il lettore alla fine di ogni episodio. A suggellare il tutto, un rettangolino a mo’ di necrologio riporta i nomi degli autori a caratteri bianchi su sfondo nero. Sì, nero, come il costume dell'Uomo Ragno; nero come l'atmosfera della saga; nero come Jim Owsley, editor della testata, scopritore del talento di David e latore tra le righe di un rabbioso manifesto "black". Tra le storie più riuscite, citiamo quella ispirata al caso di Leopold e Loeb, due studenti universitari che si resero protagonisti di un omicidio senza movente pensando di poter commettere il "delitto perfetto", e quella della morte di Jean DeWolff, tenente di polizia molto cara a Spidey, vittima della follia del Mangiapeccati.

Il matrimonio di Peter e Mary Jane

Dopo una pausa di riflessione che l'aveva portata a disertare le file dei comprimari di Spidey per qualche tempo, torna in scena la frizzante Mary Jane Watson, più bella e accattivante che mai. È lei stessa a raccontare a Peter i retroscena della propria vita, mostrando una personalità ben più complessa e intrigante di quella a cui eravamo abituati. Al tutto si aggiunge una scottante rivelazione: la ragazza confida a Peter di essere sempre stata al corrente del suo segreto e questo segnerà una svolta decisiva nella loro relazione. Infatti, dopo un breve fidanzamento, i due decidono di sposarsi (The Amazing Spider-Man Annual 21 del giugno 1987). Già in passato la coppia era stata sul punto di compiere il grande passo, ma la rossa mozzafiato aveva declinato la proposta di Peter proprio perché consapevole della sua identità di Uomo Ragno (e troppo immatura per affrontare la responsabilità di un tale segreto). Il matrimonio si rivela benefico per entrambi e riporta Peter sui binari giusti dopo un periodo in cui l'eroe appariva cupo, insoddisfatto, insicuro del suo ruolo e privo di legami sentimentali. Le nozze vengono celebrate anche sulle strisce quotidiane dell’Uomo Ragno, firmate da Stan Lee e Larry Lieber. Il 5 giugno 1987 l’evento viene perfino organizzato dal vivo allo Shea Stadium di New York, trenta minuti prima di una partita di baseball tra i New York Mets e i Pittsburgh Pirates. È Stan Lee in persona a presenziare alla cerimonia, davanti a una folla di oltre cinquantamila persone, unendo virtualmente in matrimonio un attore mascherato da Spidey (con tanto di frac) e un’attrice dalla lunga chioma rossa.

L’ultima caccia di Kraven

Subito dopo il matrimonio Spidey vive un'esperienza agghiacciante contro Kraven il Cacciatore, nemico di tante battaglie, straziato da un complesso di inferiorità nei confronti del Tessiragnatele, reo di essere l’unica preda al mondo su cui non ha mai avuto la meglio. Kraven, alias Sergei Kravinoff, russo di Stalingrado, ordisce un piano allucinante per eliminare la sua nemesi: dopo aver catturato l’Uomo Ragno, lo seppellisce vivo! Gli autori di questo capolavoro a fumetti sono Jean-Marc DeMatteis (testi) e Mike Zeck (disegni), coadiuvati alle chine dall’ottimo Bob McLeod. La saga di Kraven (ottobre-dicembre 1987; pubblicata sul quinto volume di questa collezione) è uno splendido affresco gotico, un viaggio nei meandri oscuri della psiche dell'Uomo Ragno e del suo nemico: il cacciatore cerca di ritrovare dignità e onore battendo Spider-Man, mentre quest'ultimo si aggrappa al suo lato umano e all’amore per Mary Jane per risorgere e ribellarsi. Il messaggio di Kraven, sebbene deviato e perverso, è un invito appassionato a combattere strenuamente contro tutti quegli ostacoli che possono rendere un uomo schiavo e succube. E per lui l'ostacolo è l'Uomo Ragno, sua unica e vera ossessione. Il suo frustrante senso di inferiorità viene infine rimosso nel momento in cui sconfigge, seppur indirettamente, il suo odiato antagonista. Ora è finalmente un uomo libero dalle proprie angosce e anche la morte può essere affrontata serenamente. Le tematiche trattate si rivelano profonde e affascinanti: a dominare su tutto, l'enfasi della vita primitiva e selvaggia, il disprezzo per la società moderna che aliena l'individuo e umilia antichi valori quali l'onore e la libertà. Alla fine Kraven si uccide, incapace di vivere in una civiltà marcia e corrotta.

Le nuove serie animate

Dopo la prima serie animata dedicata al nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere, in onda dal 1967 al 1979, nei primi anni Ottanta arrivano altre due serie, praticamente parallele tra loro, intitolate Spider-Man (1981-1982) e Spider-Man and His Amazing Friends (1982-1985). Entrambe vengono proposte da DePatie-Freleng Enterprises (la stessa casa di produzione dei cartoni della Donna Ragno) e sotto il profilo tecnico risultano assai più evolute della precedente. Spider-Man colpisce soprattutto per la massiccia presenza di eroi e cattivi di ogni genere (da Capitan America al Dottor Octopus, dalla Gatta Nera a Lizard, da Namor al Teschio Rosso), riuscendo peraltro a catturare l’elemento della satira e lo spirito ironico che hanno sempre contraddistinto i fumetti Marvel. Spider-Man and His Amazing Friends, destinata a un pubblico ancora più giovane, presenta le performance di un bizzarro supergruppo che comprende l’Uomo Ragno, l’Uomo Ghiaccio (Bobby Drake, un membro degli X-Men) e Firestar (Angelica Jones, creata appositamente per la serie animata e che nel 1989 verrà introdotta nei comics come membro dei New Warriors). Stan Lee, il papà di Spidey, partecipa alla produzione nel ruolo di narratore degli episodi. A queste due serie, più volte trasmesse dalla RAI (con tagli pesanti: quattro/cinque minuti su ventidue), sono state dedicate parecchie uscite in videocassetta (in versione integrale). Una documentazione tutto sommato convincente, benché incompleta e di non facile reperibilità.

10- continua...



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