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GLI ANNI D’ORO DI SPIDER-MAN
Da eroe del fumetto a icona del nostro tempo 1970-1972
Di Giuseppe Guidi

Nuovi personaggi

Nei suoi sette anni di militanza sulla testata storica dell’Uomo Ragno, The Amazing Spider-Man, il disegnatore John Romita lancia nuovi personaggi di cui cura personalmente il design. Lo scrittore di Spidey per eccellenza, il sorridente Stan Lee, si limitava infatti a scrivere il nome del criminale o del comprimario che voleva introdurre nella trama da consegnare all’artista. Per esempio, “il prossimo mese Rhino”, oppure “Kingpin”. Quindi Romita inventava il character da zero. Tra le sue creazioni più importanti: il capocronaca nero del Daily Bugle, Joe “Robbie” Robertson, ideato inizialmente con un background da pugile e ispirato al noto attore Sidney Poitier; il capitano di polizia George Stacy, padre di Gwen, ispirato all’attore Charles Bickford; il villain Rhino, concepito insieme alla collega Marie Severin; Kingpin, il re del crimine di New York, ispirato al massiccio attore Robert Middleton. E poi ancora Shocker, Prowler, Kangaroo, Gibbon, Tarantula, il Punitore. A lui si devono anche il nuovo look della Vedova Nera e i design di Wolverine, Miss Marvel, Fratello Voodoo, Satana e della Capitan Marvel nera, realizzata insieme al figlio John Jr. e modellata sull’attrice Pam Grier. Romita contribuisce anche alle trame delle storie di Amazing. Tra le più note ricordiamo la morte del capitano Stacy, la trilogia sulla droga e la morte di Gwen. Tre storie in cui però John cede l’onore delle matite a Gil Kane, limitandosi alle chine. Ricorda Romita con una punta di amarezza: “Per la morte del capitano Stacy mi ritrovai su Fantastic Four per ovviare alla partenza di Jack Kirby dalla Marvel, per i numeri sulla droga fui spostato su Captain America e per la morte di Gwen ero stato appena nominato art director e mi occupavo della supervisione di tutte le pubblicazioni Marvel. Così Gil Kane si ritrovò sulla testata sempre al momento giusto e io dovetti accontentarmi delle chine”. Intanto, tra la fine degli 60 e l’inizio dei 70 nuove testate ragnesche affiancano Amazing. La prima è The Spectacular Spider-Man (novembre 1968), in formato rivista e destinata a un pubblico maturo. Nonostante la cura certosina di Lee & Romita nel realizzarla, la serie si esaurisce nel breve spazio di due numeri. La seconda è Marvel Team-Up (marzo 1972), consacrata a storie di Spidey in coppia con altri supereroi Marvel.

Realismo e impegno sociale

La propensione per il realismo nelle storie dell’Uomo Ragno da parte di Stan Lee e John Romita si afferma definitivamente agli albori degli anni 70. Amazing affronta in rapida successione temi delicati e scabrosi come il rapporto tra genitori e figli, la corruzione politica, il terrorismo, l’inquinamento, la droga, la condizione delle carceri, il razzismo, la guerra in Vietnam. Ritratti indelebili di un’epoca turbolenta che contribuiscono al successo della testata e alla vertiginosa crescita di popolarità del personaggio tra i giovani, che arrivano persino a scandirne il nome durante le manifestazioni studentesche. Il Vietnam viene vissuto attraverso l'esperienza di Flash Thompson, un tempo allegro sbruffone, ora segnato nell'animo dagli orrori di cui è stato testimone (nn. 108-109). La questione razziale viene dibattuta nella saga della tavoletta egizia (nn. 68-77), che reca nelle sue iscrizioni il segreto dell'eterna giovinezza. L'inestimabile reperto archeologico è oggetto delle brame di pezzi grossi del crimine come Kingpin e Silvermane. Questo procura all'Uomo Ragno guai in serie con villain di ogni tipo, tra cui Shocker, Marko e Lizard. Parallelamente alla vicenda ragnesca, nella vita reale crescono le inquietudini degli studenti universitari, stanchi di subire decisioni ingiuste senza essere interpellati, così come la sfiducia dei neri verso il proprio futuro. Sfiducia che riaffiora prepotente nella parabola di Prowler, un ragazzo di colore che si dà al crimine in mancanza di un’alternativa valida nella vita (nn. 78-79). In questo contesto si snoda la vicenda di Randy Robertson, figlio di Joe, simpatizzante dei gruppi nazionalisti neri e accanito oppositore del “sistema”. Celebri le sue battaglie per le rivendicazioni studentesche e i diritti dei cittadini, unite all’impegno contro la droga e l'inquinamento. Quanto a J. Jonah Jameson, all’editore del Daily Bugle vanno riconosciute le battaglie a colpi di penna in difesa dei diritti civili, delle minoranze etniche e quelle contro la criminalità organizzata. Il tema dell'inquinamento fa da cornice a una delle svolte più drammatiche nella vita di Spidey, la morte del capitano Stacy, il padre di Gwen (n. 90). Le circostanze della sua morte chiamano in causa il Tessiragnatele che, durante uno scontro con il Dottor Octopus, impedisce al criminale di controllare le braccia meccaniche. Il crollo accidentale di un camino travolge Stacy, accorso per salvare un bimbo. Di questa morte il nostro eroe si riterrà (e sarà ritenuto) responsabile, con inevitabili strascichi sulla sua coscienza, sul suo rapporto con Gwen e sulla sua immagine pubblica. La piaga della droga fa invece la sua comparsa in un trittico di racconti passati alla storia per non aver ottenuto il visto del Comics Code, il codice di moralità del fumetto americano, introdotto negli anni 50. Nella circostanza, il ricco rampollo di casa Osborn, Harry, cade vittima dell'LSD. La droga è qui vista non come un problema esclusivo dei disperati e dei neri, ma come un male sociale che colpisce indistintamente ricchi e poveri (nn. 96-98).

SPIDER-MAN, LA PRIMA SERIE ANIMATA

Fin dal 1966 l’Uomo Ragno valicò i confini del fumetto per dare bella mostra di sé in altri prodotti commerciali quali gomme da masticare, poster, giochi da tavolo, giocattoli e costumi di Halloween. La fiorente popolarità dell’Arrampicamuri portò ben presto alla realizzazione della prima serie di cartoni animati a lui dedicata. A occuparsene fu la Grantray-Lawrence, guidata dal grande Ray Patterson, animatore e direttore dell’animazione per Disney, MGM e Hanna & Barbera. Lo storico debutto avvenne nel settembre 1967 sulla rete americana ABC. Spider-Man rappresentò un capitolo rivoluzionario per la Marvel: al posto delle sequenze di vignette fisse con le sole bocche in movimento, ancora utilizzate nei contemporanei lavori dedicati a Thor, Iron Man, Capitan America e Hulk, figuravano infatti immagini realmente animate. La stagione inaugurale comprendeva episodi di tredici minuti ciascuno che venivano programmati a coppie. Le due successive, realizzate dalla Krantz Animation in collaborazione con Ralph Bakshi, presentarono avventure di durata standard, cioè poco meno di venticinque minuti, e andarono in onda fino al 1970. A prestare la voce al personaggio fu l’attore Paul Soles, che interpretò sia Spidey sia Peter Parker. “Mi sentivo più a mio agio a fare Peter piuttosto che l’Uomo Ragno – ricorda Soles –perché nel fisico e nella presenza non mi sono mai visto come un supereroe. Quindi identificarmi con questo tipo di figura non fu affatto facile, ma fu molto divertente.”

5- continua...



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