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UN RAGNO NEL FIRMAMENTO
UN RAGNO NEL FIRMAMENTO
Di Giuseppe Guidi

Cambio di rotta

Nella primavera del 1966, Steve Ditko, il creatore dell’Uomo Ragno insieme a Stan Lee, lascia la Marvel per contrasti insanabili con l’editore Martin Goodman. Al suo abbandono, The Amazing Spider-Man veleggia al primo posto tra le testate delle Casa delle Idee, con una media di 340.000 copie vendute al mese, contro le 329.000 di Fantastic Four e le 296.000 di Thor. Nei trentotto numeri della loro gestione (oltre a due Annual) Lee & Ditko introducono il ricco cast dei comprimari e una galleria impressionane di criminali, ben diciannove, frutto di una tensione creativa dai risvolti sorprendenti. Per colmare il vuoto lasciato da Ditko, Stan affida l’Arrampicamuri a un altro grande artista della sua scuderia, l’eclettico John Romita. Mai scelta si rivelò più azzeccata. John si getta a capofitto nel nuovo incarico e in poco tempo trasforma la serie. I toni amari ed esasperati della precedente gestione scompaiono quasi del tutto. Peter socializza con il collega universitario Harry Osborn, si chiarisce con il rivale in amore Ned Leeds (per Betty Brant) e ottiene la comprensione di Flash Thompson, suo antagonista per eccellenza. In un solo numero (il 39) la serie perde gran parte dei suoi elementi di conflitto. Anche l’identità segreta dell’arcinemico Goblin viene svelata – un tormentone che Ditko si era trascinato dietro per oltre due anni. Grazie al suo passato da disegnatore di storie rosa, Romita dona fascino e bellezza a tutti i personaggi. Le ragazze sono più formose e sensuali, perfino zia May appare ringiovanita. E pensare che all’inizio non voleva nemmeno disegnarlo! Nei primi sei mesi si affanna a scimmiottare Ditko, convinto che l’assenza del predecessore sia di breve durata. Poi inizia a imprimere una sua direzione all’albo con storie meno cupe, misteriose, e diventerà il disegnatore per eccellenza del Tessiragnatele, colui che ne definirà l’immagine. Lee, dal canto suo, sensibile ai fermenti studenteschi, comincia a tenere conferenze nei campus universitari per promuovere la filosofia Marvel e i suoi eroi, primo fra tutti Spidey, anch’esso studente. Il personaggio, da oggettivista reazionario, diventa un liberal di larghe vedute e comincia a sponsorizzare le rivendicazioni giovanili, appoggiando le lotte per i diritti civili, osteggiando la guerra nel Vietnam. Alla fine degli anni 60 il realismo trova sempre più spazio nelle pagine dell’Uomo Ragno, e ancora di più ne troverà agli inizi del decennio successivo.

John Romita, un Ragno nel destino

Poliedrico, pignolo e perfezionista fino all’eccesso, John Romita è un pezzo di storia del fumetto americano, un disegnatore che con il suo tratto pulito e raffinato ha rappresentato lo stile Marvel per circa un trentennio. Nato a Brooklyn, New York, il 24 gennaio 1930, mostra fin da bambino la sua propensione per il disegno. Il primo lavoro professionistico di John risale al 1949, quando disegna una storia di dodici pagine per la testata Famous Funnies. Nello stesso anno inizia a collaborare con la Timely Comics (la futura Marvel) realizzando fumetti di vario genere: dal western al mystery, dal bellico al rosa. Nel 1954 viene coinvolto nel vano tentativo di far rivivere alcuni eroi della Seconda Guerra Mondiale, tra cui Capitan America, la Torcia Umana e Sub-Mariner. Nel 1957 viene licenziato dalla Atlas (questo il nome della casa editrice dal 1951 al 1957), vittima della crisi del settore. Passa allora alla DC Comics per disegnare storie rosa (romance) fino al 1965, anno in cui rientra in Marvel per volere di Stan Lee. Inizia curando le chine di Avengers (la testata dei Vendicatori) e le matite di Daredevil. Il passo successivo sarà quello che segnerà per sempre la sua carriera: l’incontro con l’Uomo Ragno. Uno dei suoi maggiori vanti è quello di aver dato un volto a Mary Jane Watson, futura moglie di Peter Parker. “Mi ispirai all’attrice Ann-Margret nel film Bye Bye Birdie” ricorda Romita: “Era una rossa dal fisico esplosivo con degli occhi vispi e ballerini”.

Le due donne del Ragno: Gwen e Mary Jane

La gestione Lee & Romita dell’Uomo Ragno dona alle serie una componente soap assai stimolante. Dopo la rottura con Betty Brant, Peter Parker rivolge le sue attenzioni alla biondissima Gwen Stacy, ex reginetta di bellezza del liceo Standard e studentessa universitaria. Gwen è una ragazza fiera e sicura di sé, forte di carattere. Dopo qualche incomprensione, i due cominciano a frequentarsi. Il loro avvicinamento viene però turbato dalla focosa Mary Jane, rossa mozzafiato che irrompe sulla scena come un tornado. Nata a Pittsburgh, Pennsylvania, Mary Jane è la nipote di Anna Watson, vicina di casa dei Parker a Forest Hills. Figlia di un professore di letteratura con l'ossessione di diventare scrittore, la ragazza si rifugia dietro una maschera di gioia e frivolezza per allontanare da sé i gravi problemi familiari. Gli esempi della madre e della sorella, entrambe prive di una vita propria a causa dell'opprimente peso della famiglia, la inducono a rifiutare un solido legame sentimentale. Tuttavia, le situazioni rosa nel nuovo gruppo di amici – costituito da Peter, Flash, Harry, Gwen e la stessa Mary Jane – si susseguono senza sosta, fino a raggiungere una certa stabilità. Tra Peter e Gwen sboccia un amore travolgente, Mary Jane comincia a far coppia con Harry, e Flash, più tronfio e guascone che mai, va a ingrossare le file dei soldati americani in Vietnam.

MARVEL, LA NUOVA FRONTIERA DEI COMICS

Le ragioni per cui la Marvel diventa un punto di riferimento degli appassionati di fumetti degli anni 60 sono molteplici. Tra le più importanti, la maggiore libertà creativa concessa agli artisti, Jack Kirby e Steve Ditko in testa; la fusione di più generi nelle storie, quali il romance, l’umoristico, l’avventuroso e il fantasy; i dialoghi freschi e frizzanti di Stan Lee e il suo modo di rapportarsi con i lettori, con toni sempre amichevoli e confidenziali. Stan dà del tu al lettore e lo rende complice dei suoi intrighi narrativi. Inoltre conia delle espressioni a effetto che derivano in gran parte dal gergo militare acquisito durante il periodo di leva: “Tue Believers”, “Face Front!” “’Nuff Said” ed “Excelsior” (ovvero, “sempre più in alto”), il motto dello stato di New York. I fan rispondono con entusiasmo e ripagano le simpatiche e accattivanti lusinghe di Lee creando fanzine sul mondo Marvel. Nello sforzo di conquistare una fetta sempre maggiore di pubblico, nel 1965 la Casa delle Idee crea un proprio club ufficiale, chiamato Merry Marvel Marching Society (M.M.M.S.), rimpiazzato dal Friends of Old Marvel (F.O.O.M.) nella metà degli anni 70. Club Marvel nascono in quasi tutte le università americane, a dimostrazione della grande presa dei “supereroi con superproblemi” tra i giovani. Nel 1966 i personaggi Marvel sbarcano perfino in televisione con il programma The Marvel Superheroes, seguito nel 1967 dalla prima serie di cartoni animati su Spider-Man, suddivisa in tre stagioni. La Rai la programmò in parte nell’ambito della storica trasmissione Supergulp.

4- continua...



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