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LA RAGNATELA INTRECCIATA
Tra noir e oggettivismo: la seconda fase dell’Uomo Ragno 1965-1966
Di Giuseppe Guidi

Due autori di culto

Chi sono Stan Lee e Steve Ditko, i creatori dell’Uomo Ragno? Stanley Martin Lieber, in arte Stan Lee, nasce il 28 dicembre 1922 a New York da una coppia immigrati romeni ebrei. Nel 1940 inizia a lavorare per la Timely Comics (Atlas negli anni 50; Marvel dal 1961) e a soli 20 anni assume la carica di editor-in-chief (direttore responsabile) della divisione fumetti. Dopo un periodo d’oro, nella seconda metà degli anni 50 Lee si ritrova ad affrontare una grave crisi del settore. Il desiderio di mollare tutto e di cambiare lavoro è forte. L’ultima chance gli viene offerta dall’editore Martin Goodman, che gli chiede di creare nuovi supereroi. Stan richiama artisti di prim’ordine per confezionare le poche testate disponibili e concede loro la massima libertà espressiva, rendendoli partecipi della creazione delle storie, dei personaggi e di un intero trend. Tra questi artisti c’è Steve Ditko. Nato a Johnstown, Pennsylvania, il 2 novembre 1927, figlio di immigrati ucraini, nel 1950 Ditko si trasferisce a New York, dove frequenta una scuola di illustrazione nella quale insegna Jerry Robinson, il disegnatore di Batman, che sarà per lui un grande ispiratore. Nel 1953 inizia la sua luminosa carriera di disegnatore di comics lavorando per diverse case editrici, tra cui la Harvey e la Charlton Press. Nel 1955 entra in contatto con Stan Lee e produce i primi lavori per la Marvel/Atlas. Dopo un’altra parentesi alla Charlton, torna in pianta stabile alla Marvel per rimanervi fino alla metà del 1966.

Spider-Man, un eroe randiano

Con l’avvento degli eroi Marvel, Ditko cura trame e matite dell’Uomo Ragno e del Dottor Strange (Lee si occupa dei dialoghi), portando entrambi i personaggi a un successo inaspettato. Steve è un vero maestro dello storytelling (la narrazione per immagini), il migliore che il Tessiragnatele abbia mai avuto. La sua saga ragnesca è uno degli esempi più riusciti di fumetto d’azione metropolitano, un capolavoro di tecnica narrativa unito a una superba immaginazione. La concatenazione della vicenda avventurosa con la vita privata del personaggio è pressoché perfetta. I ritmi sono serrati e incalzanti. Ditko presta grande attenzione agli sfondi e ai dettagli. Le zone infide della città sono oscure e nebbiose, quasi come nei racconti noir di Dashiell Hammett e Raymond Chandler. Il realismo e la razionalità sono elementi su cui si fondano le sue trame. Dogmatico e conservatore fino all’eccesso, Ditko sposa in pieno la filosofia oggettivista di Ayn Rand e ne fa una dottrina di vita per un’esistenza corretta. L’oggettivismo celebra l’uomo come essere unico e irripetibile, eroicamente in lotta contro una collettività che cerca di annullarlo. L’eroe randiano ha un codice morale rigido e irreprensibile e pone la ragione come valore assoluto. Questo è l’Uomo Ragno di Ditko. Al suo abbandono, gli subentrerà “Jazzy” John Romita, l’artista che più di ogni altro ha caratterizzato l’immagine di Spider-Man. Ma questa è un’altra storia.

STORIE EPICHE

Tra le storie che più caratterizzano questo periodo spicca la saga del Coordinatore (Amazing Spider-Man 31-33). Zia May è in fin di vita all’ospedale e l’unico che può salvarla è l’Uomo Ragno. Con la forza della disperazione, l’eroe riesce a strappare la cura per la zia dalle mani del perfido Dottor Octopus. Ritmo, angoscia e tensione si fondono in un autentico trionfo del dramma per una pietra miliare dell’intera produzione Marvel. Altra storia significativa è quella con il Signore del crimine (Amazing Spider-Man 26-27), in cui domina la rappresentazione realista delle zone più malfamate della città. Peter Parker, intanto, continua i suoi alterchi con Flash Thompson, si diploma e iscrive alla facoltà di Scienze dell’Empire State University, conosce Harry Osborn e la splendida Gwendolyne Stacy, rompe con la fidanzata Betty Brant e trova finalmente il tempo di conoscere Mary Jane Watson, la “rossa mozzafiato” che diventerà sua moglie. Un capitolo a parte merita la saga di Goblin. Dotato di una scopa volante (poi modificata in aliante) e di un armamentario ispirato a Halloween, Goblin compie le sue prime scorribande prendendo di mira l’Uomo Ragno, convinto che il mondo criminale avrebbe rispettato chiunque l’avesse sconfitto. Per tutto il ciclo di Lee e Ditko va avanti il tormentone della sua identità segreta per la differente visione dei due autori. Non appena Ditko lasciò Spidey, Lee e Romita consegnarono agli annali del fumetto la storia rivelatrice: Il vero volto di Goblin.

3- continua...



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