Home

I nemici dell'Uomo Ragno

I tentacoli del Dottor Octopus

Il malvagio folletto verde

L'ultima caccia o la prima?

L'Uomo Sabbia

Nessuno uscirà vivo da qui



L’UOMO SABBIA

di Giorgio Lavagna

Arriva Sandman
I nuovi lettori, quelli che fra voi hanno conosciuto il Sandman della Marvel nello straordinario Spider-Man 3, lo strabordante terzo capitolo della saga cinematografica di Sam Raimi, non possono rischiare di confonderlo con “l’altro” Sandman dei comics americani, il diafano antieroe gotico e dark dei fumetti di Neil Gaiman. Succede di frequente che nello sterminato mondo degli eroi cartacei si verifichino dei casi di omonimia (ma questo non capita anche nella vita reale?), e il caso ha voluto attribuire lo stesso nome a due personaggi estremamente diversi. Il “nostro” Sandman, uno dei cattivi di Spider-Man 3, è stato conosciuto per quasi quarant’ anni dai lettori de L’Uomo Ragno come l’Uomo Sabbia. Chiarito che, come Spider-Man è l’Uomo Ragno, Sandman è l’Uomo Sabbia, possiamo fare la conoscenza di William Baker, conosciuto anche come Flint Marko. L’Uomo Sabbia aggredisce per la prima volta i ragazzini americani nel settembre del 1963 dallo splendido paginone iniziale di The Amazing Spider-Man 4 (che provvidenzialmente apre questo volume). Nell’immagine, Flint ci sbatte in faccia due semplici concetti. Primo: che non è uno di quei supercriminali psicopatici intenzionati a diventare padroni del mondo; esibisce infatti un sacco pieno di denaro, frutto di un colpo a una banca realizzato grazie ai suoi incredibili poteri. Secondo: che la superforza dell’Uomo Ragno non gli fa nemmeno il solletico (il titolo dell’episodio, in effetti, è Nessuno può fermare l’Uomo Sabbia!). Indagando sulle origini del personaggio, il saggio Stan Lee ci avverte che anche Sandman – come Hulk, come lo stesso Uomo Ragno – è un “figlio dell’atomo”, un prodotto della “bomba”, della tecnologia dei primi anni 60. John Wayne aveva girato tutti i suoi film fra Il massacro di Fort Apache e I Comancheros a pochi passi dal poligono nucleare, ma erano gli anni del Dopoguerra e l’energia atomica era stata presentata al pubblico americano come la chiave d’accesso a un futuro meraviglioso di automobili nucleari e autostrade a mille corsie, di reattori in ogni casa per cuocere il tacchino nel Giorno del Ringraziamento. Ma poi la crisi di Cuba proietta l’America in un domani più incerto e l’ambiguità dell’atomica si riflette nei fumetti più moderni e coraggiosi, quelli Marvel. Le radiazioni avevano creato un eroe, ora hanno creato la sua nemesi. L’Uomo Sabbia indossa un’uniforme, ma non è un costume da battaglia, come quello dell’Uomo Ragno. Si tratta di una vecchia maglia verde a righe e di un paio di calzonacci marroni: abiti arraffati nel corso di una recente fuga dal carcere. Le rapine degli esordi, il fatto che l’Uomo Ragno lo affronti pubblicamente, non riescono a fare dell’Uomo Sabbia il nemico pubblico numero uno.

Tutti contro il Ragno
L’ostilità della gente che assiste ai combattimenti fra Spider-Man e il nuovo avversario è diretta principalmente, e paradossalmente, contro il paladino della giustizia! La gente preferisce sempre e comunque odiare Spider-Man! L’Uomo Sabbia entra nella vita di Peter Parker in un momento molto delicato. Diventato un superuomo, il giovane nerd ha deciso di usare i suoi nuovi poteri per impedire che agli innocenti e agli indifesi possa accadere quello che è successo allo zio Ben, ucciso da un ladro in fuga, un ladro che Peter si era rifiutato di acciuffare. Ma il mondo che Stan Lee sta inventando per l’Uomo Ragno non è quello ottimista e positivo degli eroi classici. Nel mondo dei vecchi eroi i paladini della giustizia erano amati dal pubblico. I sindaci non facevano che inaugurare monumenti e musei dedicati ai superuomini in costume. Il popolo, acclamante, li adorava come moderne divinità di una mitologia futuribile, sostanzialmente identica a quella dell’antichità. Ma il Marvel Universe è tutt’altra cosa. L’Uomo Sabbia arriva proprio mentre è in atto una violenta campagna di stampa contro l’Uomo Ragno. Il più autorevole giornale di New York presenta Spider-Man come una minaccia pubblica, lo accusa esplicitamente di essere in combutta con i supercriminali per terrorizzare la città, di fingere di combattere mostri come il Dottor Octopus e l’Avvoltoio per ingannare la gente, di spartirsi la refurtiva con i criminali. L’Uomo Sabbia si trova di fronte un eroe nervoso, insicuro, che inspiegabilmente getta la spugna proprio nel momento in cui potrebbe vincere. Non si accorge nemmeno di aver quasi smascherato il nemico di fronte a una folla ostile a quest’ultimo. Sono momenti di importanza straordinaria nella genesi dello stile Marvel, quello stile che, proprio in quegli anni, avrebbe rivoluzionato completamente il fumetto di genere fantastico.

Un’immagine vincente
L’Uomo Sabbia non si limita a minacciare Spider-Man. Alla Marvel si accorgono che Flint Marko ha delle grosse potenzialità. Negli anni della Pop Art l’immagine assume un’importanza enorme e l’Uomo Sabbia ha un’immagine vincente. Il suo superpotere ha un impatto grafico sensazionale, il suo corpo, continuamente cangiante, domina le pagine, travasandosi da una vignetta all’altra come… sabbia. Può persino trasformare parti del suo corpo in strumenti, come Mr. Fantastic dei Fantastici Quattro (non a caso Flint comincerà a tormentare il primo gruppo della Marvel, arrivando persino a promuovere e capeggiare i Terribili Quattro, versione speculare, in negativo, del Favoloso Quartetto). Inoltre, la Marvel sta scoprendo l’importanza, enorme, dei cattivi e sta popolando le proprie testate di supercriminali bizzarri e variopinti. Lizard, l’Avvoltoio, il Cervello Vivente, Electro, Mysterio, Goblin, Kraven il cacciatore diventeranno grandi personaggi, ma l’Uomo Sabbia è il cattivo prediletto di Stan Lee! Benché sia evidentemente un criminale, benché commetta crimini e, in termini di superpoteri, sia decisamente più potente di un Goblin o di un Dottor Octopus, l’Uomo Sabbia è diverso. È cattivo, certo. Ha un carattere impossibile, certo (non perdonerà mai all’Uomo Ragno di avere usato contro di lui un aspirapolvere!), ma non è vero malvagio, non è un pazzo assassino. E se Spider-Man non gli è simpatico, non nutre verso di lui, come tanti altri cattivi, un odio maniacale. Da questo punto fermo comincia la futura evoluzione del personaggio.

L’UOMO FANGO
Il mondo è bello perché è vario; non stupitevi perciò se scoprirete che molte persone, specie fra gli intellettuali, odiano i supereroi. Li considerano personaggi arroganti, maschilisti, moralmente deprecabili, e considerano i fumetti di supereroi letture stupide (attenzione: i supercriminali vedono i supereroi proprio in questo modo!). Ebbene, alla Marvel sono state scritte e disegnate storie che sembrano fatte apposta per sostenere le tesi di chi odia i supereroi. Storie inverosimili, involontariamente ridicole, stupide. Il motivo è che negli anni la Marvel ha pensato anche a quelli a cui non piacciono i supereroi. The Amazing Spider-Man 217, del 1981, sembra proprio una di quelle storie. È quella in cui l’Uomo Sabbia si fonde con Hydro (man), “l’Uomo Acqua”, una fusione da cui risulta il mostruoso “Uomo Fango”. Abbastanza stupida come idea, almeno così appare in questa sintesi, ma non bisogna mai commettete l’errore di sottovalutare una storia della Marvel. Da quell’avventura (in realtà molto più complessa) ha inizio il cammino psicologico che porterà l’Uomo Sabbia a cambiare vita, a combattere il male a fianco (persino) dell’Uomo Ragno e a entrare nei Vendicatori, il gruppo dei cosiddetti “Eroi eroi più potenti della Terra”. Avrebbe potuto essere un finale magnifico per “il cattivo preferito di Stan Lee”, ma l’Uomo Sabbia è un cattivo troppo bravo, e la vita per i supereroi sarebbe troppo facile senza un arcinemico come lui. Per questo la conversione dell’Uomo Sabbia fu solo temporanea. E oggi i più grandi artisti del fumetto americano possono sbizzarrirsi ancora con le sue forme sempre cangianti e sempre minacciose. “Nessuno può fermare l’Uomo Sabbia!”

L’UOMO SABBIA E SPIDER-MAN 3
Grazie alla sua immagine sensazionale, l’Uomo Sabbia è stato spesso protagonista di grandi storie, sia come nemico dell’Uomo Ragno sia come avversario dei Fantastici Quattro e di Hulk. Ma proprio il suo look elaborato ne ha limitato le apparizioni in cartoni animati e telefilm. Oggi però, con il perfezionamento della computer graphic animation, l’aspetto “sabbioso” di Flint Marko non costituisce più un impedimento (le tecniche di animazione particellare sperimentate ne La Mummia e La Mummia 2 nel 2007 sono state enormemente perfezionate). E non ci sono soltanto gli effetti speciali. L’Uomo Sabbia arriva al cinema con uno “spessore morale”: si è infatti dato al crimine perché la figlioletta, colpita da una rara e gravissima malattia, necessita di costose cure mediche. Fin dalle prime battute Flint Marko appare più disperato che cattivo. È fondamentalmente questo il nuovo Uomo Sabbia del cinema, un uomo con le spalle al muro, costretto dagli eventi a cadere sempre più in basso. E il suo ruolo diventa via via più inquietante con il procedere della narrazione. Il Sandman di Spider-Man 3 ha una funzione importantissima nella vita dell’Uomo Ragno, ma di questo è del tutto inconsapevole. A Flint Marko, Sam Raimi e gli sceneggiatori di Spider-Man 3 hanno voluto attribuire una rilevanza fondamentale nella saga delle origini cinematografiche di Spidey: è lui ad aver spinto Peter Parker – commettendo involontariamente un orrendo delitto – a intraprendere la sua battaglia senza tregua contro il crimine.



Acquista L’UOMO RAGNO nel nostro Shop Online


Vai...

PANINI COMICS SITES

Paninicomics.it
Paninicomics.com
Panini.it
Paninigroup.com