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IL MEGLIO DI SPIDER-MAN

di Massimiliano Brighel

Siete persone che amano fare compilation per gli amici o la fidanzata/il fidanzato? Secondo il Rob di Alta fedeltà fare una bella compilation richiede un vero talento, perché ci sono molte (troppe) regole da rispettare: non si possono insomma accatastare belle canzoni alla rinfusa con la speranza che stiano bene una accanto all’altra, perché l’ascoltatore inevitabilmente se ne accorge. Nel caso di un greatest hits dedicato a un unico autore o a un’unica band, invece, le cose dovrebbero andare decisamente più lisce, anche se si può rischiare di escludere una canzone favolosa, magari per motivi di spazio, oppure perché non è mai stata un successo. Noi, per esempio, quella canzone (pardon, storia) abbiamo deciso di includerla, proponendovi in coda al volume un gioiellino del 2005 che – a nostro avviso – merita di essere conosciuto da una platea più ampia di quella del bisettimanale L’Uomo Ragno, sul cui numero 428 apparve per la prima volta in Italia.
Ma andiamo con ordine, partendo dalla prima “traccia” del volume che – guarda caso – è la primissima storia del Tessiragnatele.

Amazing Fantasy 15: L’Uomo Ragno
Nel 1962 la Marvel e i suoi nuovi supereroi iniziavano a mietere i primi successi di vendita: dopo i Fantastici Quattro, Stan Lee e Jack Kirby avevano infatti creato altri personaggi entrati nel mito come Hulk, Thor e Iron Man. Sembrava che gli eroi con superpoteri avessero ricominciato a tirare dopo molti anni bui, e i due autori decisero di crearne un altro… che all’editore Martin Goodman non piacque per nulla. Tanto per cominciare, era un adolescente, e fino a quel momento i teenager erano stati impiegati solo in ruoli da spalla (come Robin con Batman); inoltre, aveva i poteri di un aracnide… e tutti odiano i ragni! Tuttavia, Lee sapeva che Goodman aveva intenzione di chiudere una fallimentare testata di brevi storie di fantascienza (Amazing Adult Fantasy) con il numero 15, e lo convinse a ospitare lì il suo nuovo eroe: Spider-Man. Non particolarmente interessato ai contenuti dell’ultimo numero della testata, Goodman lasciò carta bianca a Lee, Kirby e a Steve Ditko, che ebbe il compito di disegnare la storia. Le prime tavole realizzate da Kirby non convinsero infatti Stan Lee, che trovò invece l’illustratore perfetto in Ditko, già all’opera per la Marvel in diversi racconti mystery e fantascientifici.

Amazing Spider-Man 50: La fine dell’Uomo Ragno
Non stupitevi se questa storia e alcune sue vignette vi ricordano Spider-Man 2: si tratta di una precisa scelta di Sam Raimi! Anzi, con un accordo senza precedenti tra Sony e Marvel, una ristampa tascabile dell’albo fu allegata all’edizione speciale a tiratura limitata del DVD del film. Oltre che per la (terza) "fine dell’Uomo Ragno", Amazing Spider-Man 50 si contraddistingue per l’esordio di un villain fondamentale, Kingpin, i cui tratti caratteriali distintivi vennero sviluppati anche dal suo creatore grafico, John Romita, che in un’intervista concessa al magazine Comic Book Artist così si espresse: "L’unica cosa che Stan [Lee] era solito fare nel periodo 1966/72 era entrare nell’ufficio e lasciarmi un appunto sul tavolo da disegno che diceva ‘Il mese prossimo: Rhino’. Tutto qua: non mi diceva nient’altro. Poi avrebbe scritto ‘Kingpin’ e io mi sarei dovuto preoccupare di fornirgli un look particolare. Così, disegnai un gigante da 180 kg; questa fu la mia idea. Lo feci pelato, gli fornii un bastone e gli diedi un look da uomo d’affari".

Spectacular Spider-Man 200: Nemici del cuore
Già autore di un buon numero di storie del Tessiragnatele apparse sulle collana Marvel Team-Up e dell’acclamata saga L’ultima caccia di Kraven (pubblicata nel quinto volume di questa collana), J.M. DeMatteis scrisse alcuni dei racconti più drammatici e introspettivi dell’Uomo Ragno, diventandone in un certo senso lo "psicologo" per eccellenza. Tra di essi abbiamo scelto quello in cui si conclude la triste parabola di Harry Osborn, iniziata in una celebre trilogia degli anni Settanta imperniata sul tema delle droghe. Anche in questo caso troverete affinità con la serie cinematografica, poiché la vicenda a fumetti di Harry, sebbene ci siano voluti circa vent’anni per vederne il compimento, è davvero molto simile a quella dei tre film.

Amazing Spider-Man 400: Il dono
J.M. DeMatteis fu anche uno degli autori coinvolti nella realizzazione della controversa seconda Saga del clone dell’Uomo Ragno, un lunghissimo ciclo di storie che ebbe il suo zenit proprio ne Il dono. Anche se il finale della storia fu successivamente "sconfessato", Il dono ebbe ai tempi un fortissimo impatto sui Ragno-fan grazie a una narrazione suggestivamente poetica, con la citazione di un celebre passo di Peter Pan. DeMatteis in questo caso non fu affiancato da un autore "classico" come Sal Buscema, ma dal giovane Mark Bagley, ora tra i cartoonist più amati della Marvel, in particolare dai fan dell’Uomo Ragno.

Amazing Spider-Man 477: 11/9/01
Sicuramente la storia più controversa mai prodotta dalla Marvel, 11/9/01 è firmata da J. Michael Straczynski, lo sceneggiatore che ha riplasmato la figura delll’Arrampicamuri all’alba del XXI secolo. L’attentato al World Trade Center avvenne nel periodo in cui Straczynski stava scrivendo il suo primo, fondamentale ciclo di storie dedicate al Ragno (presenti sul nono volume di questa collana, Tornando a casa), e ne rimase così sconvolto da dedicargli un racconto con protagonista proprio l’Uomo Ragno. L’idea alla base della storia è che da sempre i personaggi Marvel vivono nella New York reale, e per questo non potevano rimanere indifferenti davanti a una simile tragedia. Eccessivo patriottismo a parte, la storia è stata aspramente criticata per due motivi: se davvero esistessero, i supereroi avrebbero fatto il possibile per impedire la strage; e poi tre dei personaggi Marvel che esprimono cordoglio (il Dr. Destino, Magneto e Kingpin) sono normalmente considerati criminali, in misura non minore dei terroristi di Al Qaeda. Solo lodi invece per il disegnatore John Romita Jr., più che degno erede del padre, autore di punta delle storie di Spider-Man negli anni Settanta.

Amazing Spider-Man 248: Il ragazzo che collezionava l’Uomo Ragno
Il gennaio del 1984 viene ancora oggi ricordato in Marvel come "il mese dell’assistant editor": in pratica, i redattori delle varie collane vennero tutti mandati in ferie e i loro giovani e inesperti assistenti ebbero carta bianca sulle storie e sugli autori da impiegare per la loro realizzazione. In alcuni casi ci furono piccoli golpe da parte degli autori (per esempio, John Byrne riuscì a realizzare un numero di Alpha Flight con una lunga sequenza di tavole senza disegni); in altri gli assistenti editor commissionarono storie fuori dagli schemi come Il ragazzo che collezionava l’Uomo Ragno, uno struggente racconto frequentemente incluso nei greatest hits dedicati a Spider-Man.

Spectacular Spider-Man (vol. 2) 27: L’ultima chiamata
Per il suo canto del cigno come scrittore di storie di Spider-Man, l’inglese Paul Jenkins optò per una sorta di autocelebrazione, affidandosi al talento grafico di Mark Buckingham, l’artista con cui aveva prodotto alcuni dei suoi racconti più memorabili. Il risultato è una vera e propria summa di cinque anni di storie, con protagonisti bizzarri personaggi ormai entrati nella fantasia dei Ragno-fan (il Tipografo, Fusione, la gang dei Mimi…), ma anche di tutto ciò che Spider-Man è per i suoi lettori. Con un omaggio alla strip Calvin & Hobbes di Bill Watterson, i due autori britannici propongono così il loro terzo racconto con protagonista zio Ben, una storia che chiude non solo un poetico discorso iniziato nel 2000, ma anche una Ragno-collana, Spectacular Spider-Man.

Mille e una Ragno-collane
Dopo l’esordio su The Amazing Fantasy 15 dell’agosto 1962, l’Uomo Ragno fece il suo ritorno soltanto l’anno successivo su Amazing Spider-Man 1 del marzo 1963, quando l’editore si rese infine conto dei buoni risultati commerciali ottenuti grazie a quella prima apparizione del Tessiragnatele. Amazing Spider-Man è tutt’ora pubblicata e ha quasi raggiunto le 550 uscite, ma molte altre testate ragnesche hanno avuto vita più breve. In questo volume trovate un estratto di una delle più longeve, Spectacular Spider-Man (vol. 1) (ben 263 numeri dal dicembre 1976 al novembre 1988). La serieebbe anche una seconda stagione (il cosiddetto "volume 2") di 27 numeri, usciti dal settembre 2003 al giugno 2005: L’ultima chiamata è proprio il racconto finale della serie. Negli Stati Uniti, oltre ad Amazing, escono attualmente altre due collane regolari dedicate all’Arrampicamuri "tradizionale", Friendly Neighborhood Spider-Man e Sensational Spider-Man. Dal prossimo autunno tuttavia entrambe sospenderanno le pubblicazioni: in compenso, Amazing Spider-Man uscirà tre volte al mese. Da qualche anno si sono affiancate a queste serie Marvel Adventures: Spider-Man, Mary Jane Loves Spider-Man e Ultimate Spider-Man, che presentano una versione "riveduta e corretta" dell’Uomo Ragno, e sono dedicate ai lettori più giovani e a quelli che preferiscono non dover venire a patti con eventi e storie pubblicate negli anni Sessanta.

La vera origine di Spider-Man?
Ai microfoni della rivista Comics Feature, nel 1986, Stan Lee rivelò che il nome Spider-Man gli fu ispirato da "The Spider, Master of Men", un personaggio letterario delle riviste pulp della sua adolescenza. In varie interviste degli anni Ottanta e Novanta, Joe Simon e Jack Kirby hanno invece dichiarato che l’Uomo Ragno nasce da Spiderman (senza trattino) o Silver Spider, un personaggio (che non ha mai visto la luce) della Harvey Comics, creato originariamente nel 1953 da Jack Oleck, C.C. Beck e Sid Jacobson e che in seguito ispirò The Fly ("La Mosca"), proposto da Simon e Kirby nel 1959 attraverso la Archie Comics. Dal canto proprio, in un diario del 2001 apparso sulla rivista The Comics di Robin Snyder, Steve Ditko ricorda semplicemente che la prima copertina (poi scartata da lee) di Amazing Fantasy 15 era opera sua. Il riservato autore afferma inoltre che le prime tavole (da lui ridisegnate e riviste) firmate Lee/Kirby mostravano un eroe adolescente che si trasformava in Spider-Man grazie a un anello magico. A questo aggiungiamo che la grafica della prima tavola di Amazing Fantasy 15 è un’autocitazione della copertina del n. 7 di Out of This World (Charlton Comics, 1958), e che una sorta di prototipo di Peter Parker (nonché il primo mutante Marvel!) era apparso su Amazing Adult Fantasy 14 del luglio 1962, sempre per opera di Ditko e Lee. Sia quel che sia, anche grazie a Sam Raimi e ai suoi film, la creazione di Spider-Man è stata definitivamente attribuita a Stan Lee e Steve Ditko: qualunque altro discorso in merito è, come si suol dire, accademico.





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