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IL GIOCO DELLE MINISERIE

Le miniserie si rivelarono una scelta vincente e vengono tuttora utilizzate con buoni risultati...


Miniserie ragnesche
A partire dal 1990, e per quasi cinque anni consecutivi, i fumetti Marvel conobbero un vero e proprio boom delle vendite, conseguente al successo di due particolarissimi numeri 1, rispettivamente illustrati dai "mitici" Todd McFarlane e Jim Lee: Spider-Man e X-Men. Di entrambi, grazie alla geniale strategia di marketing delle variant cover (ossia "diverse copertine" per lo stesso fumetto), la Marvel vendette qualcosa come dieci milioni di copie, scatenando una corsa speculativa agli albi e un’inondazione di nuove collane, spesso non all’altezza delle succitate. Visto che la richiesta di nuove pubblicazioni del Ragno era forte, la Casa delle Idee decise per la prima volta di affiancare ai quattro mensili dedicati all’Arrampicamuri miniserie in tre/sei uscite. Per la cronaca, la prima miniserie in quattro numeri, uscita dal maggio all’agosto 1991, si intitolò Deadly Foes of Spider-Man ("I letali nemici dell’Uomo Ragno) e nonostante la qualità non certo stellare fu un successo a livello di vendite. Le miniserie, fino a quel momento mai sfruttate con gli eroi già protagonisti di una o più serie mensili, si rivelarono una scelta vincente e vengono tuttora utilizzate con buoni risultati. Tra l’altro, oggi che i comic book in USA sono stampati in duecento/duecentocinquantamila copie, le mini vengono subito ripubblicate in volume prendendo la denominazione di graphic novel, ossia di "romanzo a fumetti". Proprio due tra le migliori miniserie mai prodotte su Spider-Man sono il piatto forte di questo volume. Analizziamole nel dettaglio.

 

Delitto e destino
Primo grosso tentativo di Lee Weeks come autore completo, Delitto e destino è il sequel di un classico dell’Uomo Ragno del 1970 da poco ristampato sul nostro Spider-Man – Le storie indimenticabili 11: La morte del capitano Stacy. In poche parole, durante uno scontro sui tetti di New York, Spidey riesce a immobilizzare i tentacoli del Dottor Octopus con un nuovo tipo di fluido per le ragnatele, rendendoli incontrollabili. Mulinando le braccia metalliche all’impazzata, Ock colpisce un camino che frana sulla strada. Per salvare un bambino in pericolo, il capitano in pensione George Stacy, padre dell’allora fidanzata di Peter, finisce sotto le macerie. Spirando, rivela all’Uomo Ragno di essere a conoscenza della sua identità segreta e gli chiede di aver cura di Gwendolyne. Esattamente a trent’anni di distanza dalla morte di Stacy, Weeks decide di riaprire il dossier, ponendosi delle domande a cui non era mai stata data risposta. Per quale motivo Peter aspettò tanto tempo per parlare con la sua ragazza, Gwendolyne Stacy, dopo la morte del padre di lei? Dov’era finito il Dr. Octopus dopo il delitto del capitano Stacy? E come riuscì Peter a recuperare credibilità come studente del professor Warren? Le risposte giungono in una trilogia dai toni noir, narrata non soltanto dal punto di vista dell’Uomo Ragno, ma anche da quello del malvagio Dr. Octopus.

 

La linea della vita
Se Delitto e destino è un sequel che si inserisce temporalmente subito dopo la storia originale, La linea della vita invece prende spunto dal passato per costruire qualcosa di nuovo: in pratica è un esperimento simile a quello che fece Jack Nicholson nel 1990 dirigendo il seguito del Chinatown di Roman Polanski – uscito ben ventisei anni prima. La storia originale è La saga della tavoletta d’argilla (1969, recentemente ristampata su Spider-Man Collection 23/25), da molti considerata una delle più belle storie ragnesche prodotte da Stan Lee, John Buscema & John Romita Senior. Realizzata con grande rispetto per la tradizione dallo scrittore italo-americano Fabian Nicieza (Cable & Deadpool, Thunderbolts) e dal disegnatore Steve Rude, Spider-Man: Lifeline (2001)cerca di farci dimenticare tutte le vicissitudini trascorse da Peter sin dai tempi dell’università… eccettuata la morte di Gwendolyne Stacy, della quale gli autori sono grandissimi fan. Molto interessante anche la scelta dei cattivi: al consigliori Caesar Cicero, al molto poco picciotto Marko e a Lizard (già presenti nel racconto originale) vengono infatti affiancati il mafioso Testa di Martello e due criminali di serie B come Boomerang e l’Anguilla, entrambi con un look realizzato apposta per l’occasione. "La miniserie Spider-Man Lifeline si ispira alla versione del personaggio realizzata da John Romita Senior" mi ha rivelato nel 2001 Rude nel corso di un’intervista: "Fu un vero spasso disegnare l’Arrampicamuri e mi ricordo che disegnavo le tavole a tempo di record. Io e Fabian Nicieza discutemmo insieme la trama: volevamo che fosse una storia divertente e piacevole per i lettori di tutte le età. Detti anche un contributo narrativo affinché la storia avesse un finale più lieto di quello prospettato dal soggetto originale".

 

Quattro corti d’autore
In appendice a questo volume trovate quattro racconti brevi realizzati nel 2004/06 da altrettante superstar della matita: Sean Chen, Jim Cheung, Ryan Sook e David Finch. Si tratta di estratti dalla terza stagione di Spider-Man Unlimited, collana bimestrale che per tre anni ha offerto una versione più intellettuale e autoriale dell’Uomo Ragno, utilizzando un pool di sceneggiatori emergenti e disegnatori di fama. Più che per gli eventi narrati, comunque relativi alle storie più recenti della soap opera ragnesca, gli episodi si distinguono per il diverso approccio stilistico al Tessiragnatele.
Riguardo i cartoonist, proprio recentemente Sean Chen (classe 1968) ha avuto modo di disegnare una fascinosa Ragno-trilogia della collana The Sensational Spider-Man. Nel suo curriculum troviamo inoltre la maxiserie X-Men: The End, apocalittica visione del futuro dei mutanti, e brillanti cicli di Iron Man, Wolverine, Elektra e Nova.
Attualmente al lavoro sulla miniserie New Avengers: Illuminati dedicata a una cabala di supereroi, il trentanovenne Jim Cheung è diventato una superstar nel 2005 dopo anni di gavetta su testate marvelliane come X-Force e Maverick, nonché su Scion, della defunta casa editrice CrossGen. La serie che lo ha fatto notare dal grande pubblico è stata Young Avengers, sia perché scritta dallo sceneggiatore televisivo Allan Heinberg (The O.C., Gray’s Anatomy), sia perché narrava le avventure di un nuovissimo ed entusiasmante gruppo di superadolescenti.
Il trentenne Ryan Sook è nel campo dei fumetti da una decina d’anni. Ha collaborato con DC Comics (Superman: The Man of Tomorrow, Hawkman), Dark Horse (Buffy the Vampire Slayer, Star Wars: Rebellion) e Marvel, dove le sue gotiche matite hanno impreziosito serie come Giant-Size Hulk, X-Factor e Ultimates Annual.
David Finch, trentenne pure lui, è uno dei miti della Marvel attuale. È esploso però all’Image Comics disegnando Cyberforce, Ascension e Aphrodite X. Ora vincolato da un contratto di esclusiva con la Casa delle Idee, è stato essenziale nel restituire popolarità a un giustiziere dimenticato come Moon Knight e a trasformare New Avengers in una delle testate più vendute negli USA.

Massimiliano Brighel

 

Steve Rude
Nato a Madison, Wisconsin, il 31 dicembre 1956, Steve "The Dude" Rude frequentò diverse scuole d’arte e tecniche prima di debuttare nel mondo dei comics nel 1982, creando in coppia con l’amico Mike Baron la space opera Nexus. Pur avendo sofferto il cambio di varie case editrici, le avventure di questo fantascientifico personaggio continuano oggi sotto il marchio Dark Comics, ed è da anni in lavorazione una sua serie a cartoni animati curata dallo stesso Rude. In attesa di un serio finanziatore di questa impresa, il bravissimo disegnatore si è però cimentato anche con altri personaggi, con una particolare predilezione per quelli su cui si posò la mano del suo autore preferito: Jack "The King" Kirby. Per la DC Comics ha disegnato sia Mr. Miracle che Superman (quest’ultimo nella pregevole miniserie World’s Finest), mentre solo di recente ha iniziato a iniziato a occuparsi dei supereroi Marvel passati attraverso Kirby, illustrando Hulk Vs. Superman, X-Men: Children of the Atom, il nostro Spider-Man: Lifeline (che è anche un omaggio a Johnny Romita padre), Thor: Godstorm e Captain America: What Price Glory. Steve vive a Peoria, Arizona, con la moglie Jaynelle e il "baby Rude" Brandon. Vincitore del Russ Manning Newcomer Award nel 1983 e di due Eisner Award, Rude sta portando anche avanti le storie di un suo supereroe: The Moth. Una curiosità: la sua passione per i cartoni di Hanna & Barbera lo ha spinto a disegnare uno speciale su uno dei loro maggiori eroi: Space Ghost!

 

Lee Weeks
Il disegnatore di Delitto e destino è nato nel 1962 nella cittadina di Hallowell, nel Maine. Prese la decisione di diventare un cartoonist dopo un terribile incidente automobilistico. Risvegliatosi in terapia intensiva dopo essere scampato alla morte, racconta di aver chiesto come prima cosa una matita al padre, rendendosi poco dopo conto che il suo più grande sogno era trasformare il suo hobby nella propria professione. Dopo aver frequentato la Joe Kubert Art School, riuscì a vendere un racconto vagamente ispirato al suo incidente alla Eclipse Comics (poi pubblicato nell’antologico Tales of Terror), grazie alla collaborazione dell’amico scrittore Tom Field. Nel 1986 arrivò il suo primo contratto alla Marvel, che gli offrì inizialmente di disegnare le storie di Remo "Destroyer" Williams, oltre ad alcuni racconti brevi apparsi su collane come Solo Avengers e Dr. Strange. I fan e la critica lo notarono grazie a un ciclo di Daredevil culminato nella (temporanea) caduta dello "zar del crimine" Kingpin: storie noir da brivido che gli spalancarono le porte del mondo del fumetto. In seguito legato a filo doppio con l’Uomo Ragno grazie a vari racconti come Death and Destiny (dove si esibisce anche come sceneggiatore), Weeks è di nuovo al lavoro su Daredevil e ben presto si dedicherà a Captain Marvel, serie dedicata a un giustiziere protettore dell’universo. Sposato con Tish, conosciuta poco dopo l’incidente, Lee ha due figlie, Alysha e Vaughn.

 



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