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2001


L’entusiasmante storia della Marvel Comics: 2001 -
Fuochi di inizio millennio
di Giuseppe Guidi

11 settembre 2001
“Certe cose sono oltre le parole. Oltre la comprensione. Oltre il perdono.” Con questa frase sofferta si apre The Amazing Spider-Man (vol. 2) 36, l’albo dell’Uomo Ragno consacrato alla tragedia dell’11 settembre 2001. Il mondo dell’intrattenimento, supereroi compresi, aveva già affrontato calamità di grande portata: dalla Grande Depressione alla Seconda Guerra Mondiale, dalla Guerra Fredda alla minaccia nucleare. Ma come porsi davanti a un evento come l’11 settembre? Il trailer d’esordio del primo Spider-Man della Sony Pictures, con lo spettacolare colpo d’occhio finale sulle Twin Towers, viene immediatamente ritirato dalla circolazione (per diventare di colpo una delle clip più ricercate su Internet). La CNN smette perfino di riproporre le immagini degli aerei che si schiantano sulle Torri. I supereroi vivono un momento di grande difficoltà. Il patriottismo è un tema ormai datato e i giustizieri mascherati mostrano un volto sempre più ambiguo, cinico e violento. Il nichilismo anni Ottanta ostentato nelle opere di Frank Miller (The Dark Knight Returns, Sin City) e Alan Moore (Watchmen) dilaga senza freni tra gli avventurieri in calzamaglia e mal si sposa con l’opprimente senso di orrore e pericolo che attanaglia il mondo in quei giorni. Giustamente, il fumetto celebra con volumi e albi speciali i veri protagonisti della vicenda: i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Uno dei pochi supereroi ad aver mantenuto una parvenza tradizionale e classica è Spider-Man, newyorkese doc, perfettamente integrato nella cultura e nel tessuto sociale della Grande Mela. Non a caso è lui il primo tra i suoi pari a rievocare la tragedia in una storia travagliata, scritta da Joe Michael Straczynski e disegnata da John Romita Jr. Un altro eroe che risponde da par suo alla minaccia terroristica è Capitan America, la sentinella della libertà, in un suggestivo ciclo curato da John Ney Reiber e John Cassaday.

L’epoca dei grandi eventi
Nel 2000 Joe Quesada, già coordinatore della linea Marvel Knights, succede a Bob Harras nella carica di editor-in-chief della casa editrice. La sua promozione coincide con il varo della linea Ultimate, un universo parallelo alla continuity Marvel che consente alla casa editrice di ridisegnare e aggiornare i propri personaggi, presentandoli “ex novo” a un pubblico poco avvezzo al fumetto ma entusiasta delle nuove produzioni cinematografiche. Il 2004 segna l’inizio dell’era dei grandi eventi annuali, archi narrativi ad ampio respiro che coinvolgono la quasi totalità dell’Universo Marvel. La novità rispetto al passato è l’evolversi di una trama che lega tutti questi eventi tra loro, nel rispetto di una sequenzialità narrativa semplice ed essenziale. Ad aprire la strada è Vendicatori divisi (Avengers Disassembled), seguita nel 2005 da House of M. Il 2006 segna il trionfo planetario di Civil War, che mette in scena una guerra civile fra supereroi scaturita da una legge che impone a chiunque possieda superpoteri di registrarsi presso il governo. Civil War ha strascichi drammatici, che culminano nella morte “kennediana” di Capitan America (nelle edicole in questi giorni). Tra le ultime produzioni spiccano anche Planet Hulk, che porta a World War Hulk, e la saga cosmica Annihilation.

Marvel Movies

Il nuovo millennio dona alla Marvel il tanto atteso successo hollywoodiano dei suoi supereroi. Fin dagli anni Settanta la Casa delle Idee, con produzioni televisive più o meno riuscite (Hulk, Spider-Man), aveva cercato insistentemente di proporre le sue stelle in un circuito di intrattenimento di massa quale il cinema, così com’era riuscito alla rivale DC Comics con Superman e Batman. Dopo un film a basso costo sul Punitore (1989), un tentativo fallito con i Fantastici Quattro (1994) e un’imbarazzante pellicola su Capitan America (1990, apparsa nel solo circuito home video), la Marvel comincia a mietere successi, complice le sempre più raffinate tecniche di computer grafica. Si apre con Blade, con protagonista l’omonimo cacciatore di vampiri (1998; 131 milioni di dollari di incasso), e si prosegue con X-Men (2000; 296 milioni); il solo rimpianto, in questo caso, è quello di aver fissato con la Fox un prezzo prestabilito, senza tener conto delle percentuali sugli incassi: un errore che non verrà ripetuto per le produzioni successive. Il trionfo, di critica e al botteghino (822 milioni), arriva nel 2002 con Spider-Man, diretto da Sam Raimi, che ha saputo trasferire nel film lo spirito del fumetto dell’Arrampicamuri, accontentando sia i fan che il pubblico generalista. Le pellicole Marvel si susseguono quindi a ritmo frenetico – Blade II, X-Men 2 e 3, Spider-Man 2 e 3 (il terzo film sfiora i 900 milioni di incasso), Fantastici Quattro 1 e 2, Daredevil, Hulk, The Punisher, Elektra, Ghost Rider, e per il 2009 sono attesi Iron Man e Hulk 2 – nella consapevolezza di crescere una nuova generazione di lettori che resterà per sempre fedele al Marvel Universe.



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