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L’entusiasmante storia della Marvel Comics: 1981-1987
Il “rinascimento americano”
di Giuseppe Guidi

Direct market
Una svolta fondamentale per il fumetto americano dei primi anni Ottanta è l’affermazione definitiva del direct market, con negozi che vendono esclusivamente fumetti. L’idea risale circa alla metà degli anni Settanta, quando un imprenditore appassionato di fumetti, Phil Seuling, vede nelle vecchie rivendite di fumetti usati il luogo ideale per venderne anche di nuovi. Cosicché sensibilizza gli editori a rifornire questi negozi su tutto il territorio nazionale, praticando forti sconti in cambio di un 100% di venduto (viene eliminata la resa). Lo stesso Seuling diventa uno dei distributori della catena di negozi esistenti per abbreviare i tempi di invio del materiale. Tutto questo in un momento di grande crisi delle edicole e dei luoghi tradizionali in cui i fumetti venivano esposti. I grandi centri commerciali che prendono il posto dei negozi al dettaglio non sono interessati alla vendita dei fumetti e quindi il circuito commerciale si restringe sempre di più. Molti dei prodotti delle case editrici non giungono nemmeno nei negozi. Questo crea ripercussioni anche nei rapporti con gli autori, che chiedono maggiori garanzie per il loro futuro a editori impossibilitati ad ampliare i propri orizzonti. Il mercato diretto è l’ancora di salvezza del fumetto americano! Tra il 1981 e il 1982 il 50% della produzione Marvel viene venduto nelle fumetterie, con prospettive di crescita sempre maggiori. Tanti altri negozi non tardano ad aprire, mentre nuovi editori indipendenti si affacciano sul mercato con la sicurezza di poter vendere le loro proposte. In casa Marvel fioccano nuove testate e iniziative. Dopo una fase dominata da titoli con eroi di stampo classico, quali The Defenders (1972), Invaders (1975), The Champions (1975) e Nova (1976), si passa a testate con personaggi oscuri e dannati, divorati da conflitti interiori. È il caso di Moon Knight (1980), Wolverine (1982), Cloak and Dagger (1983) e The Punisher (1986). Discreto successo riscuotono le collane dedicate ai personaggi dei giocattoli (Rom, Micronauts, Shogun Warriors, Transformers e G.I. Joe), mentre continua la mania mutante al grido di “morte e disperazione” con il lancio di Dazzler (1981, solo per le fumetterie), X-Factor (1986) e New Mutants (1983), quest’ultima preceduta da una graphic novel, nuovo veicolo visivo costituito da volumi in grande formato e carta patinata, atto a valorizzare pienamente le qualità dei singoli autori.

I grandi cicli
Gli anni Ottanta di casa Marvel sono caratterizzati da uno spettacolare fiorire di grandi cicli di storie che investono le principali testate a fumetti. Ricordiamo brevemente Fantastic Four di John Byrne (autore noto per rielaborare in chiave moderna le qualità vincenti dei vari personaggi), Daredevil di Frank Miller (con lui nasce un movimento di autori che punta a demolire il supereroe per rivitalizzarlo nel corso del processo), Captain America di J.M. DeMatteis & Mike Zeck, X-Men di Chris Claremont & Paul Smith, Spider-Man di Roger Stern & John Romita Jr., Thor di Walter Simonson, Iron Man di David Michelinie, Bob Layton & Romita Jr. Tra i grandi successi di vendite, da segnalare la maxiserie Secret Wars (dodici numeri, 1984) e il suo seguito, Secret Wars II, con l’innovativa struttura del megacrossover (incrocio narrativo con tutte le altre testate Marvel).



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