Home

1932-1961

1962-1963

1963-1965

1966-1969

1970-1975

1976-1980

1981-1987

1988-1993

1994-2000

2001


L’entusiasmante storia della Marvel Comics: 1963-1965
Real Life Comics
di Giuseppe Guidi

Eroi… di quartiere
Uno degli elementi chiave del successo dei fumetti Marvel è la marcata presenza del realismo nelle storie dei supereroi. Riferimenti politici e sociali sono sempre presenti nelle sceneggiature di Stan Lee, coadiuvato alle trame dal vulcanico Jack Kirby, più portato al fantastico, e dal dogmatico Steve Ditko, razionalista fino all’eccesso e fautore del realismo nei comic books. Ricordiamo che la quasi totalità degli eroi Marvel vive e opera a New York, una città reale, sede della casa editrice e luogo di frequenti incontri e scontri tra le varie star in costume. La skyline cittadina, l’architettura e l’urbanistica della metropoli fanno da sfondo attivo alle vicende dei protagonisti, e gli edifici, le strade, gli incroci, i locali, i singoli vicoli sono facilmente riconoscibili da chi vive nella Grande Mela, quasi a creare un senso di appartenenza con la serie. L’eroe che più di tutti esprime una familiarità di quartiere, un rapporto di privilegio e vicinanza con l’uomo della strada, è Spider-Man. Il timido e complessato Peter Parker viene morso da un ragno radioattivo durante una dimostrazione scientifica e acquisisce la forza e l’abilità di un aracnide proporzionata a un uomo. Inoltre, possiede la facoltà di aderire alle superfici e uno straordinario senso premonitore che lo avvisa di ogni potenziale minaccia. Il ragazzo è afflitto da problemi e angosce. È orfano e suo zio Ben è stato ucciso da un rapinatore per una sua leggerezza. La zia May è anziana e di salute cagionevole. I soldi sono pochi e lui, oltre a studiare, deve trovarsi un lavoro part time da fotografo per sbarcare il lunario. I rapporti con i coetanei e con le ragazze sono disastrosi e la sua vita sociale è pressoché nulla. Nelle sue storie, curate inizialmente da Lee & Ditko, abbondano i riferimenti ai grandi eventi sociali e di cronaca che scuotono il mondo. Dai fermenti studenteschi alle battaglie per i diritti civili, dalla guerra del Vietnam al fenomeno della droga, dalla corruzione politica al tema dell’inquinamento. Steve Ditko vuole che Peter Parker resti ancorato alla realtà del cittadino comune e ne fa un cavallo di battaglia, fino all’abbandono nella primavera del 1966 per contrasti con l’editore Martin Goodman. Lee, inizialmente restio, recepisce il messaggio e continua con questa politica anche negli anni successivi, al fianco del disegnatore John Romita. Perfino nel mitologico Thor, il dio del Tuono norvegese, i problemi del quotidiano sono all’ordine del giorno. Qui tiene banco il dissidio tra il giovane dio, infatuato dalle sirene terrestri, e il padre Odino, contrario alle distrazioni del figlio. Non bisogna dimenticare che in quegli anni i conflitti generazionali (comuni a gran parte dei lettori di comics), sempre più aspri e insanabili, si diffondono a macchia d’olio in tutto il mondo occidentale.

Volti nuovi e facce conosciute
La Silver Age del fumetto Marvel (epoca di grande rilancio dei supereroi che fa seguito alla Golden Age, l’età dorata dei comics, vissuta durante la Seconda Guerra Mondiale) prosegue con l’esordio di Iron Man (Tales of Suspense 39, 03/1963), a cura di Stan Lee, Jack Kirby e Don Heck. L’Uomo di Ferro è il geniale Tony Stark, straordinario inventore di armi strategiche per il Pentagono, facoltoso industriale, nonché playboy impenitente, ispirato alla figura del miliardario Howard Hughes, l’“Aviatore”. Da buon eroe Marvel, anche il suo destino non è dei migliori, nonostante il suo patrimonio. Tony è costretto a vivere con una corazza transistorizzata sul petto per via di un incidente di cui fu vittima nella giungla coreana, quando delle schegge di granata gli si impiantarono vicino al cuore. La sua unica salvezza è, appunto, un’armatura elettronica di sua costruzione (con l’ausilio del fisico orientale Ho Yinsen) che funge da cuore artificiale. Le sue storie, inizialmente intrise di propaganda anticomunista, raggiungono un ottimo standard con l’avvento del “Decano” Gene Colan, autore di tavole di ampio respiro e ricche di atmosfera. Altro personaggio storico della “Casa delle Idee” (definizione data alla Marvel da Stan Lee) è il Dottor Strange (Strange Tales 110, 07/1963), “signore delle arti mistiche” e “mago supremo” dell’Universo Marvel. Ideato da Ditko sulla base di un altro stregone Marvel apparso nel 1961, il Dottor Droom, Stephen Strange è un abile chirurgo, cinico e presuntuoso, che perde la facoltà di operare a seguito di un incidente. Si dedica quindi allo studio della magia fino a diventarne il più degno rappresentante. Le sue tavole, ricche di mondi e dimensioni dalle geometrie impossibili, fanno da preludio alla rivoluzione psichedelica di fine decennio. La prima metà degli anni Sessanta si chiude con la nascita di altri due eroi e il ritorno di due vecchie glorie del passato. Devil (Daredevil 1, 04/1964), l’“Uomo senza paura”, è un’invenzione di Stan Lee e Bill Everett (creatore del principe Namor), passato poi nelle mani del grande Wally Wood. Il “Diavolo Rosso” è Matt Murdock, giovane avvocato cieco dotato di sensi potenziati e di un affinatissimo senso radar per via di un tragico e sventurato incidente con un camion che trasportava materiale radioattivo. L’altra novità è Nick Fury (Strange Tales 135, 08/1965), leader dello S.H.I.E.L.D., agenzia di spionaggio e antiterrorismo creata nei primi anni Sessanta dalle Nazioni Unite. Il suo esordio nel moderno Marvel Universe si deve a Stan Lee e Jack Kirby, la stessa coppia che gli aveva dedicato un’altra serie un paio di anni prima (Sgt. Fury and His Howling Commandos, 05/1963), ambientata però nella Seconda Guerra Mondiale. Sempre dalla Guerra tornano due personaggi intramontabili: Capitan America (Avengers 4, 03/1964), simbolo del Sogno Americano, reintrodotto da Lee e Kirby, e Sub-Mariner (Tales To Astonish 70, 07/1965), il principe Namor di Atlantide, creato da Bill Everett negli anni Quaranta e riproposto da Lee e Colan nelle vesti di nemico dell’umanità.
3- continua

L’avvento dei supergruppi

Dopo i Fantastici Quattro, team di supereroi e famiglia, Stan Lee e Jack Kirby danno vita ai due più grandi supergruppi dell’Universo Marvel: i potenti Vendicatori e gli incredibili X-Men. Ispirati alla Justice League of America della DC Comics, i Vendicatori (Avengers 1, 09/1963) vedono nella loro prima formazione alcuni degli eroi più popolari della Casa delle Idee: Thor, Iron Man, Ant-Man, Wasp e Hulk (che verrà presto sostituito da Capitan America). Gli X-Men (X-Men 1, 09/1963) sono un bizzarro team di mutanti (persone dotate di poteri straordinari per un fattore X presente sin dalla nascita nel loro DNA) guidato da un professore costretto su una sedia a rotelle, Charles Xavier. La loro prima formazione è composta da Ciclope, Uomo Ghiaccio, Bestia, Angelo e Marvel Girl. Gli X-Men sono una rilettura della poco celebre Doom Patrol della DC comics e a partire dalla fine degli anni Settanta le loro vicende raggiungono una grande popolarità.



Acquista L’UOMO RAGNO nel nostro Shop Online


Vai...

PANINI COMICS SITES

Paninicomics.it
Paninicomics.com
Panini.it
Paninigroup.com