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Prefazione al volume

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In memoria di Gil Kane

Dagli esordi ai giorni nostri

MML festeggia i 20 anni de L’UOMO RAGNO

Spider-Man: Blue



IO SONO L'UOMO RAGNO

Spider-Man: Blue

di Cristiano Grassi

Ritorno al passato

La maxiserie Spider-Man: Blue è una celebrazione del passato glorioso di Spider-Man, del momento temporale della sua ultraquarantennale carriera che più è entrato nei cuori dei lettori di tutto il mondo. Parliamo della lunga serie di storie realizzate per la testata principe dell’Arrampicamuri – The Amazing Spider-Man – dai mitici Stan Lee e John Romita Sr., e in particolare del primo anno della loro gestione in coppia, rievocato dagli autori Jeph Loeb e Tim Sale. Passato il periodo iniziale delle origini e delle prime ingenue avventure di un giovanissimo Peter Parker al liceo sotto l’egida dell’autore Steve Ditko, si passa al più eccitante momento universitario, con le prime importanti relazioni sentimentali, la compagnia degli amici e supercriminali sempre più agguerriti. Tutto questo è simbolicamente filtrato attraverso la più grande storia d’amore vissuta da Peter, quella con Gwen Stacy. La chiave narrativa del racconto è rappresentata da un Peter Parker particolarmente bluesy, triste, perché nel giorno di San Valentino gli è riaffiorato il ricordo della sua amata Gwen, morta anni prima nel corso di una drammatica battaglia contro Goblin. Oggi Peter è felicemente sposato con la rossa Mary Jane, ma il suo spirito (come quello dei fan) sarà per sempre turbato dal pensiero che era Gwen la sua anima gemella e che MJ non sia che un ottimo rimpiazzo.

Memorie imperfette

Loeb non si è limitato a riscrivere le storie originali semplicemente cambiando qualche dialogo o poco più, ma ne ha modificato lo svolgimento narrativo, dividendo la sua storia in sei capitoli scanditi dal titolo di famose canzoni dell’epoca. In pratica ha compiuto una ret-con, ha cioè “rettificato la continuità” del passato sovrapponendovene una nuova. Potremmo dire che “la continuity buona scaccia quella cattiva”, se non si mancasse di rispetto a quelle storie eccezionali. Eppure, quella delle modifiche all’opus delle storie del passato degli eroi Marvel è un’operazione all’ordine del giorno nei comic book: serve agli autori odierni per poter raccontare ciò che vogliono senza troppi intralci e alla casa editrice per svecchiare e tenere sempre freschi supereroi con parecchi decenni di vita sulle spalle. In particolare, Loeb cambia l’ordine cronologico dei combattimenti tra Spider-Man, Kraven il Cacciatore e i due Avvoltoi, unendo poi il tutto in un rutilante giorno di San Valentino culminato in una serata d’addio in onore dell’amico/nemico Flash Thompson, che lascia i compagni per unirsi all’esercito (originariamente partiva per una destinazione precisa, il Vietnam). Una serata indimenticabile perché – così volle il destino – Gwen conquistò il cuore di Peter proprio in quell’occasione, riuscendo a strapparlo alla amica e rivale Mary Jane.

La bionda

Come l’eterno adolescente americano dei fumetti di nome Archie non sa decidersi tra la biondissima Betty e la corvina Veronica, così il nostro Peter deve prendere una decisione tra l’angelica Gwen e l’esplosiva Mary Jane. La bionda figlia del capitano Stacy rappresenta la scelta più responsabile, dunque era inevitabile che il buon Peter fosse attratto anzitutto da lei. MJ, invece, è troppo scatenata, spensierata e soprattutto indipendente per attirare un Peter atavicamente “bravo ragazzo” e con tanto di giacca e cravatta. La versione che Loeb dipinge di Gwen in Blue è leggermente diversa da quella ritratta da Lee e Romita negli anni Sessanta. Dimenticata la personalità gelida e permalosa che Steve Ditko le aveva appiccicato addosso in quei pochi episodi in cui era apparsa, la “nuova” Gwen in caccia di Peter è inizialmente vivace e frizzante, per poi tramutarsi in una sorta di borghesuccia casa e chiesa subito dopo averlo conquistato. Mentre prima dispensava sorrisi a profusione, ora la lacrima le scende facile e sempre per futili motivi. Serate in discoteca o a spasso a folleggiare nella Grande Mela? Molto meglio una cenetta romantica con Peter nello squallido appartamentino dove lo spiantato eroe abita! Puntuale come le tasse, arriva la richiesta (leggi l’ordine) di lasciare la professione di fotografo per il Daily Bugle per paura che questo possa mettere in pericolo il giovane Parker. Gwen addirittura lascia Peter e gli stessi Stati Uniti per stabilirsi brevemente a Londra perché il povero ragazzo non le aveva ancora proposto di sposarla! Verrebbe da dire che è stata una fortuna che la morte ce l’abbia tolta dai fumetti prima che chiedesse a Peter di fare un figlio… Dal canto suo, Loeb la ricrea più sicura di sé, più donna, più seduttrice, sempre con il controllo della situazione e ben conscia di essere lei la prediletta di Peter. È solo questione di tempo e lo sa bene… come lo sa Mary Jane.

La rossa

Mary Jane percorre lo stesso sentiero di Gwen, ma a ritroso. La ragazza dagli splendidi capelli lunghi e rossi vuole fin troppo essere l’animatrice della festa, la ragazza scatenata e un po’ fuori di testa che non pensa ad altro che a divertirsi. Già questo le basterebbe per essere percepita come una “poco di buono”, ma, non contenta, vi aggiunge un comportamento freddo e calcolatore quando si mette con l’imbalsamato Harry Osborn (la cui improbabile pettinatura, ereditata dal padre, rimane uno dei misteri irrisolti della storia dei comics) per poter stare comunque vicino a Peter. Compreso che questa strategia è fallimentare, MJ di punto in bianco lascerà il ricco figlio di papà, spingendolo alla depressione, infine sfociata nell’abuso di droghe! Eppure, nella fatidica scelta su chi dovesse cadere la ghigliottina nella serie per rinnovarne le vendite e l’attenzione dei lettori, MJ viene risparmiata, mentre Gwen ci lascia le penne, scatenando una raffica di proteste e insulti alla redazione Marvel (e a Stan Lee in particolare) da parte dei fan. In fondo, a John Romita Sr., ideatore del look di MJ, la rossa tutto pepe era sempre stata più simpatica, e pure quel vecchio volpone di Stan Lee (che rivedeva in Gwen le fattezze di sua moglie) si era accorto che Mary Jane era decisamente più interessante della rivale.

La rossa

Come si accennava all’inizio, le storie presenti di Spider-Man lo vedono ormai da parecchi anni marito fedele di MJ. Il periodo universitario è un ricordo sbiadito da affidare a un vecchio registratore analogico e le responsabilità sono aumentate, con gli impegni di professore di Scienze e l’appartenenza al prestigioso gruppo dei Nuovi Vendicatori a fianco di eroi del calibro di Capitan America e Iron Man. La stessa rossa godereccia di qualche anno prima si è trasformata in una pacata e matura mogliettina, che sfodera gli artigli solo quando la fascinosa Gatta Nera si concede un po’ troppe confidenze con il marito. Pure la sua storia precedente è stata “reinterpretata”, spiegando che l’irrequietezza e l’irresponsabilità delle origini erano dovute a un burrascoso passato caratterizzato da un padre violento. In pratica, per Mary Jane l’unica possibilità di sposare Peter era quella di trasformarsi in una Gwen Stacy dai capelli rossi. Non è blue tutto questo? "Now, we might have been meant for each other, to be or not to be, let our hearts discover… Let’s fall in love!"

Povera, piccola Gwen…

Uno strano destino ha unito fin dall’inizio Gwen Stacy a Goblin, il suo assassino. Come nel caso di Norman Osborn, anche Gwen era stata inizialmente dipinta da Steve Ditko in un modo, per poi essere completamente modificata da John Romita. Una vera e propria ice queen, una regina di ghiaccio conscia della propria avvenenza e soddisfatta del suo codazzo di ammiratori. Lei è attratta da Peter, ma le cose tra loro non decollano a causa di vari equivoci; così diventa sempre più fredda e sprezzante. La “cura Romita” la addolcisce, la render davvero bella e vestita “alla moda”, cosicché nel giro di poco tempo i due piccioncini fanno finalmente coppia fissa. Peter e Gwen si amano, ma la loro relazione va avanti tra alti e bassi, fra gelosie e gli inevitabili ostacoli provocati dalla doppia vita di Peter. Quando la coppia sembra avere raggiunto una sua maturità, ecco la morte inaspettata di Gwen. Fa seguito una vera e propria ondata di hate mail da parte dei lettori, che esprimono in ogni modo alla redazione Marvel la loro rabbia per la fine atroce della dolce biondina. È una ferita che si è riaperta da poco a causa della controversa saga Peccati del padre, che ha rivelato alcuni scheletri dell’armadio della Stacy. E così la figura ormai mitizzata di Gwen è stata macchiata dalla colpa incancellabile di essersi volontariamente concessa fisicamente a Norman Osborn poco prima della morte, attirata dal suo carisma, e di aver alla luce due gemelli. E come suprema beffa, di fronte a questo fattaccio, Peter rivela alla moglie Mary Jane che lui e Gwen, invece, non avevano mai "consumato". Povera, piccola Gwen…

La premiata coppia

Nel mondo dei fumetti Jeph Loeb e Tim Sale formano uno dei team artistici più felici degli ultimi anni. Se il loro capolavoro rimane la prima storia realizzata insieme (la maxiserie Challengers of the Unknown della DC Comics), i due hanno poi trovato il successo con una serie di progetti speciali dedicati a Batman come The Long Halloween e Dark Victory, entrati prepotentemente nel ristretto numero di storie predilette dai fan del Cavaliere Oscuro. La collaborazione con la DC continua con altre due pregevoli miniserie, Superman: for All Seasons e Catwoman: When in Rome. Successivamente la coppia presta i suoi talenti alla Marvel, per la quale realizza, oltre a Spider-Man: Blue, altre due miniserie intitolate a colori: Daredevil: Yellow e Hulk: Gray. Naturalmente i due autori hanno anche lavorato con altri collaboratori. Loeb ha scritto la saga Hush per la serie Batman disegnata da Jim Lee, nonché parecchi episodi di Superman/Batman, prima di tornare alla Marvel. Al momento è al lavoro su Wolverine e sull’attesa Ultimates 3. Sale ha da poco terminato di disegnare una saga del “Man of Steel” in coppia con Darwyn Cooke per il lancio della testata Superman Confidential. I due autori torneranno prima o poi a ricostituire uno coppia vincente… dal momento che solo insieme sono riusciti a vincere il prestigioso Eisner Award.



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