Home

Prefazione al volume

Stan Lee, un mito dei nostri giorni

In memoria di Gil Kane

Dagli esordi ai giorni nostri

MML festeggia i 20 anni de L’UOMO RAGNO

Spider-Man: Blue



IO SONO L'UOMO RAGNO

Stan Lee, un mito dei nostri giorni

Stanley Martin Lieber nasce il 28 dicembre 1922, oltre un decennio prima dell'alba del fumetto americano. I suoi genitori, Jack e Celia Lieber, sono una coppia di immigrati romeni ebrei residenti a New York City, all'angolo tra la 98a strada e la West End Avenue. Il padre è sarto, la mamma casalinga. La Grande depressione lascia Jack senza lavoro e le difficoltà economiche spingono la famiglia a trasferirsi in un modesto appartamento nel Bronx. Quando Stan ha otto anni, nasce Larry, suo fratello, con il quale troverà modo di collaborare nel mondo del fumetto. L'infanzia di Stan è difficile. I soldi scarseggiano e i genitori litigano in continuazione. Jack è severo ed esigente con i figli, mentre la madre è premurosa e permissiva. Il ragazzo cerca rifugio nei pulp (riviste di racconti popolari dal basso costo), nei libri e nel cinema. Si innamora della prosa di William Shakespeare. La sua passione per il Grande Bardo riaffiorerà negli anni 60, nelle speculazioni filosofiche di Silver Surfer e nei dialoghi elisabettiani di Thor.
Vista la precaria economia familiare, Stan inizia a fare lavori part-time durante il liceo. I suoi interessi e le sue attività sono infinite. Vulcanico ed estroverso, assume la carica di direttore pubblicitario della rivista letteraria della scuola. Un giorno, nella redazione della rivista, si arrampica su una scala per scrivere sul soffitto: " Stan Lee è Dio". È la prima volta in cui usa il suo pseudonimo. Nel 1939 si diploma con l'aspirazione di diventare uno scrittore. Robbie Solomon, fratello della madre, ha un'idea: portarlo a lavorare con lui alla casa editrice Timely Publications, tanto più che il proprietario Martin Goodman è un parente. Una mattina del 1940 Stan si presenta negli uffici Timely del McGraw-Hill Building sulla West 42nd Street. La Timely pubblica fumetti, tra cui una testata molto promettente, Captain America Comics, che arriverà a vendere un milione di copie al mese. I suoi autori, Joe Simon e Jack Kirby, rispettivamente editor e art director della casa editrice, hanno bisogno di un assistente, una sorta di fattorino tuttofare, magari in grado di scrivere qualche piccolo testo. La paga è di otto dollari alla settimana. Non è molto, ma è un inizio. Stanley Lieber si distingue subito per la sua sicurezza e ambizione. Dopo una decina di giorni di rodaggio, consegna il primo racconto a Joe Simon, una storia in prosa da pubblicare su Captain America Comics 3 del maggio 1941. Il titolo è Captain America Foils the Traitor's Revenge ("Capitan America sventa la vendetta del traditore"), a firma Stan Lee. "Chi è Stan Lee?", gli chiede Simon. "Mi cambio il nome per motivi giornalistici", la replica del giovane. In realtà, il Sorridente voleva serbare il suo vero nome per qualcosa di più prestigioso: all'epoca, infatti, un autore di comics era considerato uno scrittore di infimo ordine. La sua prima storia a fumetti vede la luce su Capitan America Comics 5 dell'agosto 1941. Dopo il licenziamento di Simon & Kirby, Goodman nomina Lee direttore editoriale della struttura. Stan rivestirà quella carica per oltre tre decadi. Lee coordina alacremente il lavoro del Bullpen e scrive Captain America Comics, ispirandosi a scrittori più esperti di lui, quali Charles Biro (autore del misconosciuto Daredevil della Golden Age) e Bill Finger (Batman). Il 9 novembre 1942 viene arruolato e destinato al genio militare dell'esercito, ossia i Signal Corps. Resta in patria e scrive manuali d'addestramento e poster informativi per i soldati. Stan torna a casa il 29 settembre 1945 e riassume la vecchia carica. Nell'autunno del 1947 conosce Joan Boocock, modella inglese, e la sposa non appena lei si separa dal marito. Intanto, il lavoro alla Timely procede a gonfie vele e i fumetti vendono che è un piacere. Nel suo ruolo di responsabile dei comic book e di scrittore, Lee è attentissimo a rispettare le scadenze e a mantenere una produzione impressionante di storie. Nell'aprile del 1950 nasce la figlia, Celia. Lee è al settimo cielo, la sua vita è agiata e i guadagni sono alti; inoltre, il lavoro regala belle soddisfazioni, come quella di poter lavorare a diretto contatto con uno studio (il cosiddetto Bullpen) di artisti di prim'ordine, alle dirette dipendenze della Timely Comics.
Nei primi anni 50 si scatena un'ondata persecutoria contro il fumetto da parte delle varie associazioni dei genitori. Una campagna moralizzatrice che vede il suo apice nella pubblicazione del saggio The Seduction of Innocent (1954) da parte dello psichiatra Fredric Wertham, in cui vengono messi all'indice il crudo realismo e la violenza presenti nei comics del Dopoguerra. Il fumetto viene considerato una disgrazia nazionale: l'odio cieco e irrazionale che investe "l'arte sequenziale" porta addirittura a organizzare dei roghi pubblici in cui vengono bruciati migliaia di albi. Questo induce gli editori di comics a creare una sorta di codice di autoregolamentazione interno: nasce quindi il Comics Code Authority, con il compito di eliminare la violenza e l'immoralità dalle storie a fumetti. Le vendite calano vistosamente e la crisi investe anche la casa editrice di Lee, ora chiamata Atlas, dal nome del distributore interno. Nel novembre del 1956, spinto dalla disperazione, Goodman chiude la Atlas e stipula un contratto con il distributore interno della rivale DC Comics, che limita a otto il numero di testate mensili. Il lavoro è ridotto al minimo, quasi tutti i freelance vengono allontanati, la divisione fumetti viene trasferita in un piccolo ufficio di Madison Avenue e Lee si ritrova in uno spazio minuscolo assistito solo da una segretaria. I fasti della Timely sono un vago ricordo. Il desiderio di mollare tutto è forte. Ma il vento sta per cambiare.
Alla fine degli anni 50 la DC Comics decide di rimodernare i suoi personaggi liberandoli da quell'aria seriosa che li aveva caratterizzati fino ad allora. Da buon editore, Goodman fiuta la pista giusta e decide di tentare nuovamente la carta dei supereroi. All'inizio del 1961 Lee viene convocato da Goodman e riceve l'ordine di creare nuovi eroi. Stan ha intanto raccolto attorno a sé artisti di qualità per confezionare le poche testate disponibili, i cui generi spaziano dalla fantascienza al western, dal bellico al rosa. Imitando la politica editoriale della EC Comics, il Sorridente decide di dare più libertà creativa ai disegnatori, rendendoli partecipi della creazione della storia, dei personaggi e, nel nostro caso, di un intero trend. Per sua fortuna, sfrutta al meglio la disponibilità di due mostri sacri del fumetto americano, Jack Kirby e Steve Ditko, dalle personalità dirompenti: le differenze, i valori comuni e la sinergia creativa di questi tre uomini danno vita a una delle più grandi rivoluzioni che il fumetto abbia mai conosciuto. Il primo albo dell'era Marvel è datato novembre 1961: Fantastici Four 1. Gli autori sono Stan Lee e Jack Kirby. È l'inizio di una nuova era.
Le ragioni per cui la Marvel diventa un punto di riferimento per gli appassionati di comics degli anni 60 sono molteplici e varie. Tra le più importanti, la maggiore libertà creativa concessa agli artisti, la fusione di più generi nelle storie, quali il romance, l'umoristico, l'avventuroso e il fantasy, i dialoghi freschi e frizzanti di Stan Lee e il suo modo di rapportarsi con i lettori, sempre con toni amichevoli e confidenziali. Stan dà del tu al lettore e lo rende complice dei suoi intrighi narrativi. Inoltre, conia espressioni a effetto che derivano in gran parte dal gergo militare acquisito durante il suo periodo di leva: True Believers ("veri credenti"), Face Front (una specie di opposto di "dietrofront"), 'Nuff Said ("altro non occorre dire"), Excelsior (il saluto dello stato di New York). I lettori rispondono con entusiasmo e ripagano le simpatiche e accattivanti lusinghe di Lee acquistando gli albi e creando club e fanzine sul mondo Marvel. Lee inizia a girare l'America tenendo discorsi e conferenze nei college per confrontarsi con i fan. Dopo i Fantastici Quattro, Lee, Kirby e Ditko danno vita a una serie di eroi destinata a illuminare il firmamento dei comics. Il successo della nuova formula viene subito replicato e sfruttato a dovere. Tra il 1962 e il 1965 vedono la luce Ant-Man, Hulk, l'Uomo Ragno, Thor, Iron-Man, il Dottor Strange, gli X-Men, i Vendicatori, Daredevil (insieme a Bill Everett) e Nick Fury. Sono anche rilanciate due vecchie glorie della Golden Age: Capitan America e Sub-Mariner.
Nel 1968 Martin Goodman vende la Marvel alla Cadence Industries (ex Perfect Film and Chemical Corporation). Nel 1972 Stan viene nominato editore (publisher) della Marvel. Le sue funzioni vertono soprattutto sull'espansione dei personaggi in altri settori mediatici. Uno dei primi incarichi di Lee in veste di editore è quello di fronteggiare la crisi di vendite dei primi anni 70. Adottando una strategia che fu cara a Goodman, Stan inonda il mercato di nuove testate, per avere maggiore spazio e visibilità nelle edicole. Sull'onda del discreto successo delle riviste Warren, Creepy e Vampirella, il Sorridente decide di puntare anche sulle riviste in bianco e nero come la sfortunata Spectacular Spider-Man Magazine. Negli anni 70 Lee rilascia centinaia di interviste a quotidiani, riviste, programmi TV e fanzine. Diventa l'uomo immagine della Marvel nel mondo. Sul fronte fumettistico si lancia nelle strip dell'Uomo Ragno e Hulk, crea Says Who!, una rivista di satira politica di scarso successo, e torna a collaborare con Jack Kirby per una graphic novel dedicata a Silver Surfer. Stan medita ancora di approdare a Hollywood per inserirsi nel cinema e nella TV grazie ai personaggi Marvel e a sue produzioni. La Cadence, ben disposta a vendere le licenze dei suoi personaggi, decide di essere presente sul suolo californiano, patria dello spettacolo, e Lee è la scelta più ovvia. Stan sforna centinaia di progetti per il teatro e il cinema sui personaggi Marvel, ma nessuno gli dà ascolto. Le grandi produzioni cinematografiche odierne, da Spider-Man a X-Men, da Hulk a Daredevil, sono dovute soprattutto ad Avi Arad, ex dirigente Toy Biz che ha aiutato la Marvel a uscire dalla bancarotta del 1996.
Stan continua tuttora la sua attività di uomo-immagine Marvel, avendo firmato un contratto vitalizio di un milione di dollari annui con la Casa delle Idee nel novembre 1998. Nel 1999 crea una società Internet, la Stan Lee Media, che gli riserverà grandi dispiaceri. Nel 2002 ritenta la carta dello spettacolo con la Pow!
Entertainment, e si lega alla Komikwerks.com per vendere fumetti online. Oltre che in tutti i kolossal Marvel, ha recitato in Generazione X (1995) di Kevin Smith, il quale lo ha anche intervistato nel documentario Stan Lee's Mutants, Monsters and Marvels (2002), diretto da Scott Zakarin.

Giuseppe Guidi



Acquista L’UOMO RAGNO nel nostro Shop Online


Vai...

PANINI COMICS SITES

Paninicomics.it
Paninicomics.com
Panini.it
Paninigroup.com