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I Grandi Ragno-autori

Negli ultimi anni c’è la tendenza da parte delle case editrici americane di giungere a una sintesi soddisfacente fra la necessità vitale delle vendite e la ricerca della qualità.

Tocchi d’autore
di Marco Ricompensa

L’autorialità nel fumetto popolare

Uno dei rapporti con cui ogni espressione artistica deve fare i conti è quello fra una cultura “alta” e una più popolare. Pensiamo alla contrapposizione fra film di cassetta e cinematografia autoriale, o fra musica commerciale, “da classifica”, e alternativa, indie e spesso è proprio la fruibilità del mezzo d’espressione che definisce un genere (come nel caso della pop music). Il mondo del fumetto non fa eccezione. Prendiamo il mercato americano: da una parte abbiamo i comics, fumetti di supereroi di larga diffusione, capaci di influenzare la volubile industria cinematografica; dall’altra i “romanzi grafici”, le graphic novel, così battezzate da Will Eisner, uno dei più grandi autori di fumetti del secolo scorso, per proporle anche nel circuito librario tradizionale. Il dibattito sui pro e contro delle due modalità porterebbe in un cul-de-sac; qui possiamo semplicemente affermare che è quando questi due estremi non si incancreniscono, degenerando in una commercialità senza anima o in un’autorialità autoreferenziale, che abbiamo i prodotti migliori. Negli ultimi anni c’è la tendenza da parte delle case editrici americane di giungere a una sintesi soddisfacente fra la necessità vitale delle vendite e la ricerca della qualità, così da aprire i prodotti a una fetta di pubblico culturalmente restia ad avere a che fare con “i giornalini”. Nello scorso volume abbiamo parlato della spinta ad affidarsi agli “autori”, figlia del mercato degli anni Novanta. E proprio in quegli anni, per raggiungere questo obiettivo, si afferma la Vertigo, una linea della DC Comics completamente dedicata ai comics “per lettori maturi”, con personaggi ad hoc (pensiamo a John Constantine, protagonista anche di un film hollywoodiano) e serie distinte dall’universo “classico” (quello in cui si muovono Batman e Superman). Ciò ha creato quello che viene chiamato hype, un pregiudizio positivo di critica e pubblico, che eleva questi titoli a veri e propri cult. Allo stesso tempo la Vertigo è stata la prima a raccogliere cicli di storie in libri che potessero, come le blasonate graphic novel, aprirsi alle librerie non specializzate esclusivamente in fumetti e ai lettori che di solito non le frequentano. La stessa Marvel ha incluso questo tocco autoriale al suo universo. Ecco allora la linea Marvel Knights, con il rilancio di personaggi storici (magari un po’ appannati) affidato a nomi di spicco della “cultura alt(r)a”, come il regista di culto Kevin Smith o lo scrittore Reginald Hudling.

Intrappolati nella tela
Lo stesso discorso è stato fatto con Tangled Web, testata regolare di Spider-Man nella quale i maggiori talenti dei comics “alternativi” possono cimentarsi con la loro visione dell’universo dell’Uomo Ragno. Il taglio delle storie molto particolare (spesso Spider-Man non è che un personaggio di contorno, mentre i veri protagonisti sono i personaggi secondari) è stato ben recepito e l’esperimento si è rivelato un successo di critica (Trattamento di fine rapporto, che presentiamo a fine volume, è stata nominata come miglior storia breve nel premio Eisner del 2002) e di pubblico, tanto da aprire le porte delle più importanti e vendute testate della casa editrice a una nuova schiera di autori provenienti dal fumetto underground, inglobando di fatto l’autorialità nel cuore del fumetto popolare americano.

Un po’ di autori
Mike WieringoTerry Dodson inizia la sua carriera fumettistica nel 1992 su Teen Titans della DC. Passato alla casa editrice indipendente Malibu Comics, crea la serie Mantra, caratterizzandola con il suo tratto soffice e “curvaceo” nel disegnare le donne. Per la Marvel firma diverse serie “mutanti” prima di approdare su Generation X, dove resta per più di due anni. Quando inizia a occuparsi dell’Uomo Ragno è uno dei disegnatori più quotati del panorama fumettistico statunitense. Su Spidey si occupa prima della miniserie della Gatta Nera (presentata nel diciottesimo volume di questa collana), poi, in coppia con Mark Millar, della controversa serie Trouble e di Marvel Knights Spider-Man. Al momento sta rilanciando l’icona della DC Wonder Woman. Garth Ennis, nordirlandese, debutta sulla rivista inglese 2000 AD. Le sue sceneggiature per Judge Dredd lo fanno notare dalla casa editrice americana DC Comics, che nel 1991 gli affida Hellblazer della linea Vertigo. Il successo della serie con protagonista l’investigatore dell’occulto John Constantine prepara Ennis all’opera che l’ha reso celebre: insieme all’amico disegnatore Steve Dillon crea Preacher, saga incentrata su un predicatore che ha perso la fede in un Dio che ha abbandonato gli uomini. Passato alla Marvel, si occupa di due dei personaggi più oscuri della casa editrice, recentemente protagonisti di trasposizioni filmiche. Uno è il motociclista fantasma Ghost Rider, l’altro è il Punitore, violento giustiziere di cui dà una versione definitiva per l’etichetta Max, destinata a lettori maturi. La sua ultima creazione, The Boys, è a tal punto irriverente da segnare la rottura con la DC (ora la serie ha trovato un editore indipendente per proseguire la sua corsa). Al momento collabora con la Virgin Comics su Seven Brothers, ideata dal regista John Woo, e su Dan Dare, recupero di un famoso eroe della fantascienza inglese. Anche John McCrea proviene dall’Irlanda del Nord. E non è un caso che il sodalizio creativo fra lui ed Ennis duri da quasi vent’anni. Dopo una lunga gavetta, come molti fumettisti britannici, debutta su 2000 AD, dove incontra Ennis, insieme al quale inizia a lavorare su Troubled Souls. Segue quindi lo sceneggiatore dall’altra parte dell’Atlantico e approda su Demon della DC Comics, testata su cui due creano il killer prezzolato Hitman, che si aggiudicherà una serie tutta sua. La serie dura dal 1996 al 2001 e vince anche un premio Eisner. Conclusa quell’esperienza, McCrea continua a seguire Ennis nelle sue escursioni più iconosclaste (come la miniserie Dicks), collaborando con le migliori case editrici. Greg Rucka è uno scrittore californiano noto per una serie di romanzi incentrati sulla guardia del corpo Atticus Kodiak (nessuno dei quali tradotto in Italia). La sua creazione successiva, l’agente segreto inglese Tara Chance, protagonista di tre romanzi, approda sulla serie a fumetti indipendente Queen and Country. Il successo di critica e pubblico che ne segue gli apre le porte della Marvel, per la quale firma storie di Wolverine ed Elektra. È con la DC Comics che ha inizio la collaborazione più proficua. Rucka si occupa di Superman e Batman (con Gotham Central, la serie poliziesca dell’universo batmaniano, vince un premio Eisner e un Harvey) e diventa una delle colonne portanti della casa editrice. Eduardo Risso è nato nel 1959 a Leones, in Argentina. La sua carriera comincia nel 1981 con una serie di illustrazioni per il quotidiano La Nación. Di lì a poco ha inizio il sodalizio creativo con lo scrittore Carlos Trillo, dal quale nascono opere come Borderline e Chicanos, che hanno una diffusione internazionale. Il suo primo lavoro negli USA Risso lo firma per la Dark Horse: si tratta di due miniserie dedicate all’universo cinematografico di Alien. Nel 1998, con lo scrittore Brian Azzarello, inizia a lavorare su Jonny Double, miniserie per la linea Vertigo della DC Comics. Risso e Azzarello realizzano anche la serie 100 Bullets, un noir a tinte forti che fa incetta di premi (fra cui lo Yellow Kid a Lucca Comics), e la storia di Batman Città oscura (presentata lo scorso anno nella collana Dark Side de La Gazzetta dello sport). Per la Marvel, in coppia con Brian K. Vaughan, sta completando la miniserie in tre parti Logan.

Super Mark
Il percorso di Mark Millar, sceneggiatore, ha inizio come per molti altri autori scozzesi sulla rivista 2000AD. Notato dalla DC Comics, scrive i testi di Swamp Thing per la linea Vertigo. Nel 2000 approda su The Authority, una delle serie di supereroi più iconoclaste mai prodotte. Il suo ciclo gli fa guadagnare un seguito fedele di fan, molti premi e la censura della DC. Passato alla Marvel, si occupa dell’Universo Ultimate (una versione alternativa di quello classico) su Ultimate X-Men e soprattutto Ultimates (con la versione moderna dei Vendicatori), bissando il successo di The Authority. Divenuto uno scrittore di punta della Marvel, Millar firma due run di dodici episodi ciascuno di Spider-Man e Wolverine, prima di ideare Civil War, evento che ha ottenuto un successo clamoroso e ha scosso nelle fondamenta l’intero Universo Marvel (inscenando, fra l’altro, la rivelazione pubblica dell’Uomo Ragno della propria identità segreta). Millar continua a collaborare con la Marvel e si sta occupando anche di sceneggiature per il cinema. È produttore esecutivo di un film tratto da una sua creazione a fumetti: Wanted.



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