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I Grandi Ragno-autori

JOHN BUSCEMA

Analizziamo la carriera del compianto “Big” John Buscema, disegnatore di THE Amazing Spider-Man 72/73, 76/81 e 84/85. J.B. nacque l’11 dicembre 1927 a Brooklyn, New York, da una famiglia italiana. Appassionato di pittura fin dall’infanzia, si diplomò al Pratt Institute of Arts. Ben presto si rese conto di quanto fosse difficile sfondare nell’arte e tentò la carta dei fumetti, non senza una certa frustrazione. Il suo primo lavoro nei comics fu svolto nel 1948 per l’Atlas/Timely (l’attuale Marvel): da allora fino al 1966 disegnò storie di tutti i generi (da quelle rosa a quelle di guerra, da quelle gialle a quelle di fantascienza) per case editrici come Orbit, Charlton, ACG, Hillman, Quality, Ace, St. John, Dell e Ziff-Davis. Per la Western Publishing in particolare disegnò il western Roy Rogers e alcuni adattamenti di film come Spartacus e Hercules. Disgustato dal mondo dei fumetti, che allora tendeva a sminuire il lavoro dei propri artisti facendoli apparire come semplici mestieranti, decise di dedicarsi completamente alla pubblicità. L’occasione del suo rientro si ripresentò nel 1966 quando venne richiamato dalla Marvel che, in pieno boom, necessitava di molti disegnatori per la sua gamma di albi sempre in espansione. Allettato da un lavoro che gli avrebbe permesso di passare più tempo con la famiglia, Buscema accettò l’offerta del direttore di allora, “tale” Stan Lee, cominciando a illustrare THE Incredible Hulk per poi passare l’anno dopo ad Avengers. Il suo stile era mutato rispetto al passato e la sua elegante struttura della tavola con quei personaggi dalle anatomie così accurate gli fece guadagnare il plauso dei lettori e della stessa redazione Marvel. Subito dopo i Vendicatori, nel 1968, fu il turno di Amazing, che Buscema avrebbe poi ridisegnato, per evidente scarsa simpatia, solo in occasione del secondo team-up con Superman (1981).
John BuscemaNel 1968, Stan Lee gli offrì di disegnare Silver Surfer, preferendolo a Jack Kirby con una mossa che irritò non poco The King e incrinò il rapporto di quest’ultimo con la Marvel. Buscema amò disegnare la sentinella degli spazi siderali perché, secondo le direttive di Lee, sarebbe dovuto essere simile nel carattere a Gesù, quindi lontano dall’ottica supereroica che iniziava ad apparirgli così ristretta. Pur non apprezzando il genere, Buscema continuò a disegnare con perizia Thor, Fantastic Four e Avengers in un stile grafico che, dato il passaggio di Kirby alla Dc Comics, era ormai divenuto il più rappresentativo della Casa delle Idee. La fama internazionale e le maggiori gratificazioni personali gli giunsero però nel 1973 con un personaggio letterario frutto della fertile mente di R.E. Howard, Conan, che sarebbe diventato il vero grande amore fumettistico di Big John. Le migliaia di tavole del Cimmero da lui realizzate parlano da sole: è sicuramente il personaggio con cui si è sentito più a suo agio e che gli ha permesso di sbrigliare appieno la sua fantasia in mondi e scenari davvero senza eguali nei comics. Altri personaggi slegati dal mondo dei supereroi che Buscema amò disegnare furono Tarzan (in una serie Marvel di 29 numeri uscita nel 1977/79), Kull il conquistatore (un eroe di Howard di cui realizzò alcune storie su Savage Sword of Conan), Thor (con varie pause nel periodo 1970/80), oltre a Weirdworld (una saga fantasy pubblicata su Marvel Fanfare). Negli anni immediatamente precedenti alla sua scomparsa, si è segnalato un suo crescente interesse per “il meno supereroe di tutti i supereroi”, ovvero Wolverine. Del feroce mutante il Nostro ha disegnato una ventina di storie e una graphic novel in cui si è potuto sbizzarrire ricreando bellissimi scenari stile avventura classica (per intenderci, L’Uomo Mascherato o Terry & i Pirati). Alcune curiosità: Buscema ha vinto uno Shazam Award nel 1975 e ha diretto una scuola di disegno; il personaggio Marvel più famoso da lui creato graficamente è la Visione dei Vendicatori; e proprio negli ultimi anni della carriera ha prestato per la prima volta le sue matite alla DC Comics, reinterpretando Superman su testi proprio di Stan Lee.

(Max Brighel da SPIDER-MAN COLLECTION 24/25)



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