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Il Mago supremo del Marvel Universe

Ragni e Mutanti



 "Il Doctor Strange del 1968 è un fumetto incredibile, il primo veramente moderno arrivato in Italia dagli USA."

Il Mago supremo del Marvel Universe

di Giorgio Lavagna

Un notevole esordio
La storia italiana del Dottor Strange comincia col vento in poppa. La sua prima apparizione risale all’aprile del 1970 in una serie comprimaria de L’Uomo Ragno 1. Insieme a Spider-Man, il Dottor Strange inaugura l’Era Marvel del fumetto nel nostro paese, rischiando di rubare la scena al titolare della testata. Luciano Secchi, direttore dell’Editoriale Corno, ha la buona idea di cominciare la pubblicazione delle avventure del Signore delle arti mistiche a partire da Doctor Strange 1, un fumetto uscito negli States nel 1968, saltando tutto il periodo di Strange Tales del 1963, cioè le storie realizzate da Stan Lee e Steve Ditko (guarda caso, lo stesso team creativo di Spider-Man). Il Doctor Strange del 1968 è un fumetto incredibile, il primo veramente moderno arrivato in Italia dagli USA. Confrontando la prima parte de L’Uomo Ragno 1, quella dedicata a Spider-Man, e la seconda, occupata dalle origini di Strange, sembra di visitare due mondi lontani. Nonostante le caratteristiche innovative, la prima storia, quella di Spider-Man, è pur sempre del 1962 e presenta una sceneggiatura schematica e convenzionale, con la classica gabbia a sei vignette per pagina che costituisce la logica evoluzione del formato strip nei comic book. Fra il 1963 e il 1968 la Marvel compie un balzo in avanti stilistico eccezionale e lo slogan di Stan Lee – "Excelsior!" funziona alla lettera. La sceneggiatura che ripropone le origini del Dottor Strange, scritta dal sofisticato Roy Thomas, è di una drammaticità sbalorditiva. In un paio di pagine vediamo un arrogante e orgoglioso bastardo che si serviva champagne in compagnia di una bellissima donna precipitare nell’inferno dei bassifondi come un barbone alcolizzato, il tutto in una vertiginosa sequenza di disegni dal taglio cinematografico, illustrate da un Dan Atkins in forma smagliante capace di mescolare efficacemente realismo, espressionismo e psichedelica. È il vero fumetto Marvel, servito ai lettori Italiani quasi in diretta (con un ritardo di nemmeno due anni) nel 1970, in un momento in cui da noi il tempo – con la TV in bianco e nero e due sole reti –  è pressoché fermo.

Il Maestro e l’allievo
Negli USA il Dottor Strange era nato nel 1963 insieme alla prima ondata della Marvel Age. Col suo arrivo, fu chiaro a tutti che nell’Universo Marvel non c’erano soltanto sogni d incubi scientifici, ma esisteva anche la magia. Inserendo il Mago supremo nel proprio universo, la Marvel inglobava tutta la tradizione horror di Weird Tales, la famosa rivista di letteratura fantastica fondata nel 1963 da J.C. Henneberger. Non a caso la testata della Marvel che ospitò la prima serie di avventure del mago si chiamava Strange Tales – che, come Weird Tales, significa "strane storie". All’inizio non c’era alcun mago: c’era un medico, un chirurgo, il dottor Stephen Strange, il quale rimase ferito in un incidente stradale che lui stesso provocò (era alla guida in stato di ebbrezza). Se la sua professione fosse stata un’altra, forse non si sarebbe nemmeno accorto degli strascichi dell’incidente. Ma Strange era un chirurgo e le ferite riportate gli avevano causato un lieve, persistente, inguaribile tremito alle mani. Il responso dei colleghi fu unanime: non avrebbe più potuto operare. In preda alla disperazione, Strange sprofondò nell’alcolismo e iniziò a frequentare le bettole del sottomondo dell’emarginazione. Ma fu proprio nei bassifondi che, tra i farfugliamenti degli ubriachi, gli giunse all’orecchio una voce che accese in lui un barlume di speranza: in Tibet un vecchio saggio, chiamato l’Antico, era in grado di compiere straordinari prodigi. Forse – pensò Strange – l’Antico avrebbe potuto guarire le sue mani. Dopo un difficoltoso viaggio, l’ex chirurgo arrivò finalmente alla porta del monastero che ospitava l’Antico. Costui era il Mago supremo in carica, Signore della magia e delle arti mistiche, possessore dei più potenti magici amuleti del nostro mondo: l’Occhio di Agamotto, La Cappa della Levitazione e lo Scettro di Watoomb. L’Antico accolse Strange, gli permise di abitare nel monastero, ma si rifiutò di guarire le sue mani. Infatti, Strange aveva meritato di perdere le sua abilità. Era sì un chirurgo straordinario, ma era anche un pessimo essere umano. Aveva consacrato il suo dono all’unico scopo di guadagnare soldi, operando soltanto chi poteva permettersi di pagarlo, rifiutando le cure a chi non aveva denaro a sufficienza. Quel denaro che Strange sperperava in una vita fatua e dissoluta. Strange era stato l’ultimo degli uomini, un medico che aveva osato infrangere il sacro Giuramento di Ippocrate. Ma il lungo cammino per giungere al monastero dell’Antico l’aveva cambiato, aveva rivelato in fondo alla sua anima indegna una scintilla di bontà che non era stata spenta. Fu grazie a quella che accettò la decisione dell’Antico e restò al monastero. Strange non divenne subito l’allievo dell’Antico. Il vecchio mago aveva già un apprendista che si stava preparando coscienziosamente a succedergli, un tal Barone Mordo. Ma l’allievo aveva un nome e un aspetto che, ahilui, lo predestinavano al peggiore dei ruoli: quello del villain assetato di potere. Strange si accorse che il Barone – constatando che l’Antico non aveva alcuna fretta di compiere il passo necessario alla successione, cioè morirestava progettando di dare al vecchio mago una spinta nella giusta direzione. Lottò quindi contro Mordo per salvare la vita del Maestro, il quale infine cacciò l’impaziente discepolo. Stephen divenne così suo nuovo allievo. Quando tempo dopo il Maestro morì, e Strange poté così diventare il nuovo Signore delle arti mistiche. Tornato a casa, il dottore fissò la propria residenza a Manhattan,  al numero 177° di Bleeker Street, nel Greenwich Village, che è ancor oggi il suo "Sancta Sanctorum". Qui custodisce, oltre ai tre potenti amuleti succitati, la Sfera di Agamotto, con la quale può sorvegliare le mistiche dimensioni ultraterrene, e il Libro di Vishanti, una raccolta di potenti incantesimi. Oltre a essere bizzarri, i poteri del Dottor Strange sono tali che può forse essere considerato il più potente fra gli eroi Marvel: si è infatti dimostrato capace persino di neutralizzare Hulk e Galactus!



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