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Le creature letterarie di Mary Shelley e Robert Louis Stevenson vennero fuse in un solo personaggio… l’incredibile Hulk.

Davide e Golia

di Massimiliano Brighel

Un mostro in fuga
Non è facile tenere il passo con Hulk, figuriamoci affrontarlo in uno scontro diretto. Spider-Man se ne accorse subito, agli esordi della sua carriera come giustiziere, incappando nel Golia Verde durante una fuga. Inseguito da Goblin e dai suoi scagnozzi (i Duri, ossia Fancy Dan, Montana e il Bue), giunse in una caverna segreta dove Hulk si nascondeva dall’esercito – e dall’umanità, che da sempre lo perseguita. D’altronde, chi non perseguiterebbe un gigante verde (o grigio, a seconda del momento) alto due metri e dieci e pesante quasi mezzo quintale? Conta poco il fatto che, fondamentalmente, Hulk è da sempre un eroe (avendo salvato la Terra in innumerevoli occasioni): è mostruoso, minaccioso, litigioso e qualsiasi altro aggettivo negativo in “oso” vi venga in mente. Comunque, Spidey è riuscito sempre a evitare di farsi troppo male negli scontri con Hulk e, in un caso, è addirittura riuscito a sconfiggerlo. Devil, per esempio, non c’è riuscito, finendo anzi in ospedale dopo uno scontro con lui.

L’origine di Hulk
Navigando nel mare magnum di film, telefilm, cartoni animati, fumetti e videogame risulta difficile per il lettore non appassionato capire chi sia in realtà l’Hulk di questo volume; soprattutto, perché a volte sia stupido e altre intelligentissimo, passando peraltro dal grigio al verde smeraldo. Tanto per cominciare, è bene chiarire che Hulk è uno dei figli di Stan Lee & Jack Kirby e fu creato nel lontano 1962. Secondo quanto ha scritto in alcuni memoriali, Lee ha sempre avuto un debole per Frankenstein, una creatura incompresa, priva dei concetti di bene e male, dotata di una forza prodigiosa che utilizza senza criterio anche per difendersi. All’idea di Frankenstein, lo scrittore accostò anche quello del Dr. Jekyll, che si trasforma in Mister Hyde grazie a un filtro prodigioso. Le creature letterarie di Mary Shelley e Robert Louis Stevenson vennero fuse in un solo personaggio il cui nome significa letteralmente “carcassa massiccia” o, in senso figurato, “omaccione” e “persona goffa”: l’incredibile Hulk. Sin dalle prime storie, Lee & Kirby (creatore grafico della serie e cosoggettista) misero subito in chiaro che il loro era un supereroe, seppure incompreso e odiato per la sua mostruosità. Il primo racconto datato agosto 1962 inizia infatti con un atto di eroismo di uno scienziato atomico, il dottor Bruce Banner, che, per salvare un giovane, Rick Jones, incautamente arrivato nella zona del test della bomba a raggi gamma, finisce per sperimentare l’esplosione su di sé. Dopo aver messo in salvo il ragazzo, Banner viene investito dai raggi gamma perché il suo collega Igor (una spia russa infiltrata nella base americana) non ferma il countdown del test nucleare. Miracolosamente sopravvive, ma al calare del sole si trasforma per la prima volta nella mostro grigio (!) Hulk e inizia a fare a pezzi tutto ciò che trova sul suo cammino semplicemente perché spaventato. All’alba, dopo aver fermato la spia comunista impedendogli di mandare in URSS i progetti della bomba gamma, il gigante riprende le sembianze di Banner, già conscio che, al prossimo tramonto, riprenderà le fattezze dell’incontrollabile mostro. Quando questo accade, si trova a dover fronteggiare un’altra minaccia comunista: un essere nato come lui dalle radiazioni chiamato Gargoyle. È solo dopo qualche tempo che Hulk cambia colore passando dal grigio al verde smeraldo, in una trasformazione poi diventata più frequente nel corso degli anni e dovuta alla psiche malata di Bruce Banner. A causa di maltrattamenti subiti dal padre, nella mente dello scienziato albergano infatti più personalità, incurabili persino con la psicoterapia, che si manifestano appunto nella varie forme di Hulk. Se inizialmente Banner si trasformava al calare del sole nell’oscura personificazione della rabbia a lungo repressa, in seguito cominciò a farlo soprattutto in momenti di forte stress. E più Hulk si arrabbia, più diventa potente: questo a prescindere dal colore e dalla personalità assunti!

Nemico involontario…
Spidey fu fortunato a uscire incolume dal suo primo scontro con l’incredibile Hulk, salvandosi per un pelo da una situazione poi diventata ricorrente: si sarebbe infatti ritrovato spesso nemico involontario di un gigante che in termini di forza bruta lo supera decisamente. Dopo essere stato spinto da Goblin ad affrontarlo (vedi Spider-Man vol. 2), il Tessiragnatele fece un secondo round con il Golia Verde a causa dei Vendicatori, che gli chiesero di catturarlo come prova di ammissione nel supergruppo. Ancora una volta l’Uomo Ragno riuscì a fronteggiarlo senza farsi male; addirittura, gli mollò un pugno facendolo barcollare. Se è vero che dimostrò ancora una volta di non essere un peso piuma, non poté tuttavia tenerlo prigioniero con la ragnatela, quindi fallì il test (vedi Spider-Man vol. 16). Nelle battaglie successive, quasi tutte mostrate nelle pagine che andrete a leggere, l’Uomo Ragno avrebbe considerato il pareggio con Hulk una grande vittoria. L’eccezione più importante si verificò quando Peter Parker diventò un “recettore dell’Uni-Potere”, la speciale energia in grado di dotare chiunque di particolari abilità sovrumane. L’Uni-Potere è una manifestazione della Forza Enigma, un’energia extradimensionale che nasce dal regno subatomico chiamato Microverso e si manifesta solo in momenti di grave crisi, conferendo a una persona i poteri, il costume e la sapienza di Capitan Universo. Per sapere come andò a finire, leggete Il gioco di Shaw, in appendice a questo volume.

Ragno-Hulk?
In una delle sue avventure più curiose, Spider-Man stesso venne trasformato in una ragnesca versione di Hulk. Tutto cominciò con lo scienziato Ricardo Jones, morto dopo aver usato il suo assorbitore di energia biocinetica per usurpare temporaneamente il potere della Cosa dei Fantastici Quattro. Anni dopo il fratello di Ricardo, Armand, ricreò il congegno e tentò di rubare il potere di Hulk, attirando l’attenzione di Spider-Man. Armand restò poi ucciso nella battaglia che vide le energie del Golia Verde trasferite accidentalmente nel Tessiragnatele. Poco tempo dopo, in momenti di stress e collera, l’Uomo Ragno cominciò a trasformarsi in un mostro simile a Hulk. Dopo svariate avventure, riuscì a rintracciare i ragazzi che avevano successivamente rubato l’assorbitore e lo usò per invertire il processo, ritornando alla normalità.

Scontri spettacolari
Questo volume contiene due dei più spettacolari scontri tra il Ragno e Hulk mai pubblicati dalla Marvel: per l’esattezza, si tratta di quelli disegnati dai leggendari John Romita Sr. e Michael “Mike” Golden. Se il primo è un idolo dei Ragno-fan (avete potuto ammirarne le tavole in gran parte dei nostri volumi), il secondo è meno noto al grande pubblico, pur essendo una tra le maggiori influenze dei disegnatori americani degli ultimi vent’anni. In particolare, il suo lavoro su The ’Nam, testata Marvel dedicata a storie di soldati nel conflitto del Vietnam, resta tra i migliori mai realizzati nel filone bellico a fumetti.

Hulk a fumetti
Le più recenti avventure di Pelleverde sono pubblicate in Italia su Devil & Hulk, periodico dove appaiono anche le gesta del Diavolo Rosso. Nelle storie attuali Hulk viene esiliato nello spazio da un gruppo di superuomini (il Professor X, Mr. Fantastic, Namor il Sub-Mariner, Dottor Strange e Freccia Nera degli Inumani) intenzionati a punirlo per tutti i disastri commessi nei momenti di ira incontrollabile e a impedirgli di nuocere a se stesso e agli altri. Lo shuttle in cui è imprigionato giunge sul pianeta Sakaar, dove viene ridotto in schiavitù e condotto nella Grande Arena per lottare come gladiatore. È qui che, sopravvivendo ai vari scontri, inizia a far squadra con guerrieri provenienti da vari pianeti, i quali, ben presto, decidono di opporsi all’Imperatore di Sakaar. Il gruppo diventa noto sul pianeta come “Esercito di Hulk”. Il Golia Verde non potrà però restare troppo a lungo lontano dalla Terra, dove nel frattempo una Guerra Civile scatenata da due opposte fazioni di supereroi ha cambiato alleanze e schieramenti, e il suo ritorno innescherà un conflitto mondiale: “World War Hulk”. Proprio questo sarà il titolo di uno dei grandi eventi Marvel del 2008. I disegni della miniserie portante saranno di John Romita Jr. (che abbiamo visto all’opera, fra l’altro, su Spider-Man vol. 9: Tornando a casa). Il Tessiragnatele sarà della partita e, dopo i drammatici eventi narrati di Civil War, indosserà il suo costume nero.

Il secondo film di Hulk
Dopo l’insoddisfacente risultato al botteghino del lungometraggio firmato da Ang “Brokeback Mountain” Lee nel 2003, gli Universal Studios hanno deciso di mettere in cantiere un nuovo film che, apparentemente, non avrà nulla a che fare col precedente. The Incredible Hulk, questo il titolo previsto, uscirà nei cinema il 13 giugno 2008, sarà girato da un regista di culto, Louis Leterrier (già autore di Danny the Dog e Transporter: Extreme) e vanterà un cast notevole: nel doppio ruolo di Hulk/Bruce Banner troveremo Edward Norton (The Illusionist, La 25a ora), qui impegnato anche come cosceneggiatore, mentre la sua amata Betty Ross avrà il volto di Liv Tyler (Il Signore degli anelli, Armageddon). Nel cast ci sono anche il premio Oscar William “Brivido caldo” Hurt nella parte del generale “Thunderbolt” Ross, papà di Betty e nemico giurato di Hulk, e il mitico Tim Roth (La leggenda del pianista sull’oceano, Le iene), che si trasformerà nell’orribile Abominio, alias Emil Blonsky. The Incredible Hulk ha inizio nelle regioni settentrionali della Mongolia, dove il Gigante di giada è catturato dal governo russo. Prima di riuscire a liberarsi, viene sottoposto a innumerevoli esperimenti e il suo DNA è usato per creare proprio Abominio. Questa creatura è successivamente utilizzata per recuperare Hulk e impedirgli di far sapere al governo americano, e quindi al generale Ross, degli esperimenti illegali russi. Il Golia Verde sarà costretto a fronteggiare anche un altro nemico, il Capo. Tim Blake Nelson (Syriana, The Darwn Awards) ne interpreta l’alter ego: Samuel Sterns.



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