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TUTTE PAZZE PER SPIDEY

di Giuseppe Guidi

Nuove fiamme per brevi e tormentati amori 1980-1981

L’avvento della Gatta Nera

Il terzo decennio dell’Uomo Ragno si apre con l’arrivo di Roger Stern, scrittore che segnerà il rilancio del personaggio dopo un periodo di crisi che aveva investito tutto il mondo del fumetto americano. Stern inizia la sua avventura valorizzando il personaggio della Gatta Nera, alias Felicia Hardy, una ladra che finirà per far coppia con Peter Parker nella vita e in battaglia. Quando Marv Wolfman abbandona The Amazing Spider-Man, lascia in eredità a Stern l’epilogo della storylinedell’esaurimento nervoso di Jonah Jameson. La trama di Wolfmanprevedeva che l’irascibile editore, schiavo del pernicioso controllo del chirurgo folle Jonas Harrow, uccidesse a sangue freddo la Gatta con un colpo di pistola. Ma Stern si rifiuta di seguire queste indicazioni salvando la bella Felicia – per fortuna nostra e del signor Parker! In effetti, la Hardy è tra le donne più attraenti e disinvolte che Peter abbia mai conosciuto. La sua infanzia è dominata dalla figura del padre, nei cui confronti alterna sentimenti di rancore e di ammirazione. Quando il padre finisce in carcere (e lei diventa lo zimbello degli amici) decide di ritirarsi in se stessa e di emularlo nella carriera criminale. Ben presto identifica nell'Uomo Ragno il compagno ideale di avventure… ma senza fare i conti col rigore morale di quest'ultimo, del tutto contrario alle sue trasgressioni. Solo di fronte alla promessa della Gatta di rigare dritto, Spidey accetta di far squadra con lei. Intanto, nella sfera lavorativa, Peter viene licenziato dall’editore Jameson, vittima dell’esaurimento nervoso di cui sopra. Il periodo di disoccupazione del nostro signor Parker sarà comunque di breve durata, in quanto troverà presto lavoro presso un altro quotidiano, il Daily Globe, al quale collaborerà per qualche mese prima di tornare dal “rinsavito” Jonah.

Beato tra le donne

Superato il trauma della morte di Gwen Stacy, Peter torna finalmente a sorridere all’universo femminile. Prima e durante il periodo della Gatta, ha il suo bel daffare con nuove e vecchie fiamme che gli movimentano non poco la vita. Mary Jane si è temporaneamente allontanata, ma ecco tornare Betty Brant, in rotta con il marito, Ned Leeds, e determinata a riconquistare Peter. Prima di Betty, era ricomparsa Liz Allen, bella e biondissima ex compagna di liceo, tesa (più che contesa) fra il nostro eroe e Flash Thompson (e più tardi sposa di Harry Osborn). Tra i flirt più o meno importanti dell’Arrampicamuri, come dimenticare la timida e complessata Debra Whitman o Cissy Ironwood, slavata stellina di una sola estate? Compagne di lavoro e, probabilmente, di focosi sogni mai realizzati, vanno ricordate la collega di dottorato Marcy Kane e la statuaria Glory Grant, bellezza nera alla Naomi Campbell, che il buon Peter ha aiutato a trovare lavoro al Daily Bugle. Fra le storie fugaci e non certo ufficiali, indimenticabile quella con la bella e triste Nancy Rushman (alias Natasha Romanova, la Vedova Nera) in un momento in cui lei aveva perso la memoria. Altrettanto ricco e intenso il breve intervallo con Shanna, la moglie di Ka-Zar. E ancora, l’amore platonico e unidirezionale provato per il nostro eroe da Jean DeWolff, tenente della polizia di New York. Ma la donna più importante di Peter resta lei, la vecchia cara zia May, che rappresenta l’intera famiglia del Tessiragnatele. I suoi consigli e il suo amore hanno sempre ispirato il nostro eroe. Nonostante i problemi di salute, May ha mantenuto un grande fascino e ne è prova il folto numero di corteggiatori e aspiranti sposi, tra i quali spicca un supercriminale, il Dottor Octopus, in cui solo lei ha saputo scorgere un lato nobile e romantico.

Le action figures di Spider-Man
Tra gli oggetti di culto del merchandising di Spidey spiccano le action figures, i celebri pupazzetti articolati. Dedicate praticamente a ogni personaggio dell’intrattenimento, le action figures conquistarono presto il pubblico di ogni età, generando una vera e propria mania collettiva. Le prime risalgono al 1964 e furono dedicate al soldato G.I. Joe della Hasbro. Fu poi il turno, nel 1966, di Captain Action della Ideal, una sorta di James Bond che poteva assumere svariate sembianze. La trovata geniale fu quella di dotarlo di maschere e travestimenti ispirati al mondo del fumetto e dell’avventura. Eccolo quindi trasformarsi in Flash Gordon o nel nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere. Ma la vera esplosione delle action figures avvenne nei primi anni Settanta con la Mego, una modesta ditta di giocattoli newyorkese che, grazie a felici intuizioni, si trasformò in un’azienda leader. La mossa vincente fu acquisire più licenze possibili per la produzione in esclusiva dei suoi prodotti. Nei cataloghi della Mego figuravano personaggi ispirati ai telefilm, al cinema e, ovviamente, ai fumetti di supereroi. Ottenute le licenze degli eroi Marvel e DC, nel 1972 la Mego lanciò la linea World’s Greatest Super-Heroes, che andò avanti fino al 1982. I personaggi erano alti 20 cm, con corpo in plastica, testa di gomma e costume in tessuto spandex. Spider-Man era presente con il costume standard e con il costume variant, oltre che nella versione Peter Parker. Nella linea figuravano anche i nemici Goblin e Lizard. In Italia i pupazzi furono importati dalla Bavarelli (1972-1975) e dalla Harbert (1977-1982).



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