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MARVEL HORROR!

di Giorgio lavagna

Le mutazioni del corpo sono l’ultima frontiera della paura. Nella mutazione genetica l’ignoto esplode dentro di noi e ci trasforma in qualcosa d’altro. La Mosca è l’altra faccia dell’Uomo Ragno.

I nostri cari mostri

H.P. Lovecraft, profeta dell’horror e iniziatore della fantascienza moderna, pensava che esistesse una paura fondamentale dalla quale discende ogni altra: la paura dell’ignoto. “Viviamo in un’isola di ignoranza circondata da un nero oceano sconosciuto”, ripeteva il “solitario” di Providence. Anche Stephen King, maestro indiscusso dell’horror moderno, si è spesso interrogato sulla natura intima di quello strano piacere che sanno darci storie del genere, sul perché temi sgradevoli sappiano offrirci emozioni impagabili. Nel 1981 Stephen King scrisse un lungo saggio, Danse Macabre, che analizza decine e decine di romanzi, storie brevi, film e sì, anche fumetti, alla ricerca delle radici della paura e del motivo per cui siamo così attratti dalla parte oscura. Mostri, fantasmi, vampiri, morti viventi e tutti gli orrori che gli scrittori del genere si sono inventati e si inventano per darci sgradevoli ma preziosi brividi, secondo King sono riconducibili a un numero limitato di archetipi, figure che incarnano le nostre paure più profonde. Da questo punto di vista il Lupo Mannaro, il signor Hide (da Lo strano caso del dottor Jeckyll e Mr. Hide di R.L. Stevenson) e il moderno Hannibal Lecter sarebbero aspetti di uno stesso principio fondamentale, la Bestia. Sempre secondo questo ragionamento, i pallidi vampiri, i morti viventi e l’implacabile Terminator apparterrebbero alla stessa famiglia dell’informe Blog: tutti aspetti della Cosa che non vuole morire, un altro degli archetipi individuati dal “re del terrore”. Un altro maestro del genere, Clive Barker, suggerisce invece che la sola fonte del terrore è il profondo dell’essere umano, la sconfinata malvagità di cui l’uomo è capace, e che i mostri, se esistessero, sarebbero forse da compiangere. Chi si appassiona alle storie horror, chi non resiste alla tentazione di precipitarsi al cinema (magari in giorni e orari inconsueti) per vedere, spesso in sale semivuote, l’ultimo film che promette emozioni forti, conosce bene ogni figura di quel variopinto mondo delle tenebre.

Brividi Marvel
Il fumetto horror vanta una grande e nobile tradizione, dagli anni Cinquanta fino a tempi più vicini a noi, con serie come Sandman, Swamp Thing, Hellblazer e Spawn, senza dimenticare i “rinforzi” che negli ultimi anni sono giunti dal Giappone, grande polo di irradiamento della cultura fumettistica. I fumetti di supereroi sono un genere molto particolare: benché nelle storie abbondino viaggi interstellari, mutazioni genetiche, tecnologie avanzatissime e tanti altri spunti presi dalla fantascienza, non sono fumetti di fantascienza; e per quanto vi si possano trovare vampiri, lupi mannari e perfino folli divinità malvagie in puro stile lovecraftiano, non sono fumetti horror. Al contempo però il genere supereroistico funziona come una spugna, prendendo e assimilando tutto ciò che letteratura e cinema mettono a disposizione. Negli anni la Marvel si è costruita un angolo oscuro dove demoni, mostri e revenant hanno stabilito una testa di ponte e, recentemente, ha operato un censimento dei personaggi horror del suo universo narrativo: ne è risultato un elenco di ben sessantotto characters in rigoroso ordine alfabetico, dalla “A” dell’Avversario alla “Z” di “Zombie”, alias Simon Garth. Fra questi, i più noti sono il Conte Dracula, ispirato al vampiro letterario creato da Bram Stocker; Blade, il vampiro diurno, ormai famoso in tutto il mondo grazie a tre ottimi film e a un fortunato serial televisivo; e Ghost, il motociclista dal teschio fiammeggiante che l’attore Nicholas Cage ha interpretato in un recentissimo film. Ma ce ne sono tanti altri che meriterebbero una menzione: Man-Thing, il mostro della palude della Marvel; Mephisto, il custode di una dimensione ultraterrena molto simile all’Inferno dantesco; Werewolf by Night, conosciuto in Italia come Licantropus; Daimon Hellstrom, il figlio di Satana. Su tutti, il Dottor Strange, “signore delle arti mistiche”, supremo mago del Marvel Universe che, infaticabile, vigila sui confini della dimensione terrena affinché gli orrori dell’aldilà non giungano mai a minacciarla. Ultimi arrivati nel Marvel Universe sono i Marvel Zombi, ispirati al mondo creato dal regista George A. Romero nell’arcinota quadrilogia dei morti viventi. I Marvel Zombi sono i supereroi Marvel zombificati, i quali, famelici di carne umana, hanno divorato in brevissimo tempo l’intera popolazione mondiale!

La Mosca e il Ragno
Un ricercatore americano, Seth Brundle, realizza uno dei sogni più arditi della fantascienza: il teletrasporto. Un’invenzione che cambierà il mondo, rendendo obsoleto ogni mezzo di trasporto. Assaporando la gloria, Brundle sperimenta su se stesso la propria scoperta, e il primo teletrasporto umano sembra essere coronato da un esaltante successo. Ma nei giorni seguenti nel corpo di Brundle cominciano a manifestarsi strani cambiamenti che stridono con la sensazione di perfetta forma fisica che prova: sulle mani compaiono dei piccoli uncini, sulla schiena dei grossi peli ipersensibili, mentre la sua forza fisica pare accresciuta. Ben presto lo scienziato deve ammettere che qualcosa è andato storto nell’esperimento. Entrando nella cabina del teletrasporto non aveva notato che una piccola mosca era entrata con lui. La macchina aveva “smontato” gli atomi di Brundle e della mosca e li aveva teletrasmessi all’altra cabina, che li aveva riassemblati fondendoli a livello genetico-molecolare. Il risultato è la Brundlemosca, un nuovo archetipo dell’horror. Questa era la trama de La Mosca, il film di David Cronenberg, uno dei maggiori talenti dell’horror moderno. Le mutazioni del corpo sono l’ultima frontiera della paura. Nella mutazione genetica l’ignoto esplode dentro di noi e ci trasforma in qualcosa d’altro. La Mosca è l’altra faccia dell’Uomo Ragno. Morso da un ragno radioattivo, Peter Parker viene trasformato in un superuomo, mentre Seth Brundle diventa un essere mostruoso. Come Spider-Man, la Brundlemosca può scalare i muri e camminare sul soffitto, ma al contrario di Peter, Seth non conserva una dimensione umana. In lui la trasformazione va avanti, la mosca tende a prendere il comando, fino alla tragico esito della mutazione finale: un caos genetico senza forma.

Morbius, il Vampiro Vivente
Premio Nobel per la biochimica, il dottor Michael Morbius scoprì di essere affetto da una malattia sconosciuta che stava dissolvendo le cellule del suo sangue e che lo avrebbe portato alla morte. Con l’aiuto dell’amico e collega Emil Nikos, preparò un siero estratto dalle cellule dei pipistrelli che avrebbe dovuto fermare la malattia. Ma durante il primo test del siero (effettuato, chissà perché, in mare aperto, a bordo di uno yacht) lo scienziato fu accidentalmente colpito da un fulmine e la combinazione fra lo shock elettrico e il siero lo trasformò in uno “pseudo vampiro”. Ora Morbius ha un’incontrollabile sete di sangue umano, ma non ha i punti deboli dei “veri” vampiri, quali l’aglio o le croci d’argento. Morbius aveva taciuto alla bella fidanzata non solo l’esito disastroso della cura, ma la stessa malattia. La ragazza fu quindi coinvolta nella dolorosa e complicata vicenda del “vampiro vivente”, che, nonostante l’orribile mutazione, era rimasto fondamentalmente una brava persona. Oltre a placare una sete torturante, quando ingerisce sangue umano Morbius acquista vari superpoteri: forza superumana, velocità e riflessi eccezionali, un fattore di guarigione simile a quello di Wolverine (anche se di grado inferiore). Per anni Morbius ha cercato una cura per la sua condizione, con risultati alterni. Come molti superumani del Marvel Universe, il suo destino è legato all’esito della Guerra Civile che ha diviso i supereroi fra i sostenitori dell’Atto di registrazione dei superumani (voluto da Iron Man) e i suoi oppositori (guidati da Capitan America).



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