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GATTA NERA, RAGNO BIANCO

di Marco Ricompensa

Gatti d’appartamento

In Hudson Hawk, un esilarante e surreale Bruce Willis compie furti mirabolanti mentre canta Swinging on a Star per sincronizzarsi con il suo complice, Danny Aiello. Hudson Hawk è il più grande ladro acrobata del mondo, un cat burglar. Una parola che rende benissimo un furto con scasso (burglary) compiuto in modo felino, con l’agilità e la destrezza proprie di un gatto (cat). È con la stessa leggerezza che nel luglio del 1979, sulle pagine di Amazing Spider-Man, fa la sua comparsa in un’aderente tuta di pelle nera con vezzosi inserti di pelliccia la figura sinuosa di Felicia Hardy, la Gatta Nera. Con agilità e destrezza olimpioniche (è la stessa Gatta che si paragona a Nadia Comăneci, nella prima storia di questo volume), condensate in un corpo esplosivo, penetra facilmente all’interno del comando di polizia di New York sottraendo alcuni documenti necessari alla scarcerazione del padre, anche lui ladro acrobata. In seguito scopriremo che la Gatta preferisce attirare sui suoi nemici una massiccia dose di sfortuna, piuttosto che tirare fuori gli artigli. Come la saggezza popolare insegna, non si attraversa il cammino di una gatta nera.

Pedigree d’autore
Creata da Marv Wolfman nella doppia avventura che presentiamo in questo volume, la Gatta Nera compare in un punto nodale della saga di Spider-Man. Alla fine degli anni Settanta il mondo del fumetto statunitense vive un periodo di stanca. La stessa testata dedicata a Spider-Man è ben lontana dai fasti di Stan Lee e John Romita. Ma l’inizio degli anni Ottanta coincide con un piccolo rinascimento ragnesco. Il merito è soprattutto dello sceneggiatore Roger Stern, che riporta l’emozione nelle pagine delle testate di Spider-Man. Quando inizia a lavorare su Amazing, la gestione creativa precedente aveva pianificato l’omicidio di Felicia Hardy. Invece di sbarazzarsene, Stern s’impunta e ne fa una pietra angolare della cosmogonia ragnesca: la Gatta Nera diventa amante di Spider-Man e compagna delle sue avventure.
La figura di Spider-Man è di per se stessa individuale. L’ammenda personale che Peter Parker deve fare indossandone il costume è un fatto privato, innescato dal senso di colpa per la morte dello zio Ben causata dalla sua primigenia passività. Sulla carta Peter e Felicia non possono essere più antitetici. Da una parte un eroe puro, conscio della sua responsabilità verso la società. Dall’altra l’istinto animale, alimentato dagli insegnamenti di “cattivi maestri” in famiglia. Sulla carta, dicevamo: perché Peter è ferinamente attratto dalla Gatta sin dal loro primo incontro. I suoi occhi magnetici lo stregano da subito. Tutto ciò determina un cambio di prospettiva nelle avventure di Spider-Man. In primo luogo, la testata acquisisce un comprimario che aumenta esponenzialmente le possibilità narrative. In secondo luogo, la scenografia delle storie, adattandosi al personaggio di Felicia, si fa più oscura, come il sottobosco criminale di New York dove i due indagano. Entrambe le novità sono meriti della Gatta.

Passione animale
Ovviamente, l’idillio non può durare. All’inizio Spider-Man si sente immediatamente spinto verso la Gatta Nera, e la sua passione è più che ricambiata. Anzi, l’attrazione della Gatta precede l’incontro con Spider-Man, alimentata dall’immagine chiaroscura – che ai suoi occhi li accomuna – che di lui dà stampa. Spider-Man è un eroe la cui dimensione privata differisce completamente dall’immagine pubblica, che è quella di impostore e malandrino dipinta sulle colonne del Daily Bugle da Jonah J. Jameson.
Una volta che Felicia ha giurato di abbandonare la via del crimine, rimane fra i due una passione tanto reale quanto corrisposta. Anche se nel cuore di Peter permane il dubbio che Felicia si sia infatuata solo della maschera di Spider-Man, sarebbe troppo semplice appiattire tutto all’attrazione fisica. Nel corso degli anni – anche dopo che la loro relazione si è formalmente conclusa – Felicia Hardy è stata un punto di riferimento nella vita di Peter Parker. Felicia è una delle prime persone a cui il nostro eroe ha confessato la sua identità segreta, e lei è sempre accorsa in aiuto a Peter (per esempio nella riconquista dei poteri sottrattigli dal Camaleonte) nei momenti più difficili. La Gatta Nera e Spider-Man hanno condiviso un lungo percorso, sviluppando un rapporto personale – soprattutto per il fatto di essere due eroi mascherati – che Mary Jane e Peter non potranno mai avere in comune.

Nove vite
Personaggio dalle molte sfaccettature e difficile da tradurre in storie, la Gatta Nera rappresenta il contraltare alla moralità monolitica dell’Uomo Ragno. Prendiamo per esempio il terzo episodio di La malvagità degli uomini, la seconda miniserie che presentiamo in questo volume, scritta del regista Kevin Smith. Il confronto fra l’approccio di Spider-Man e quello della Gatta al “mestiere” di supereroe è emblematico. Per Peter Parker, un vigilante è un’altra faccia della giustizia istituzionale, per affrontare casi in cui la polizia non è sufficiente. Per Felicia Hardy il costume della Gatta Nera è la maschera della giustizia privata, immediata, subitanea, istintiva come i sensi acuti di un felino flessuoso.

Kevin Smith

È il 1994 quando un piccolo film indipendente, interamente girato in bianco e nero, viene accolto entusiasticamente al Sundance Film Festival. Clerks è la storia di Dante e Randall e della loro lotta per la sopravvivenza giornaliera come commessi. Il film è scritto, diretto e realizzato con meno di 30.000 dollari dall’esordiente Kevin Smith, e si guadagna diversi premi diventando un cult movie planetario. Clerks mette in risalto la straordinaria abilità di scrittura di Smith, capace di costruire un film ricchissimo di dialoghi e ambientato in una sola location senza cadute nel ritmo del racconto. Celebri sono diventate le discussioni oziose, ironiche e argute fra i protagonisti del film su fumetti, Guerre Stellari e sesso. Il successo di Clerks ha aperto a Kevin Smith le porte di Hollywood, anche se i suoi lavori successivi (Generazione X, In cerca di Amy, Dogma, Jay & Silent Bob… fermate Hollywood! e Jersey Girl) hanno avuto alterne fortune. Forte del suo status di regista cult, si è cimentato nella sua altra grande passione, il fumetto, prima raccontando le storie di Jay e Silent Bob non contenute nei film, poi risollevando le sorti di una storica testata Marvel che versava in cattive acque: Devil. Incapace di rispettare le scadenze editoriali a causa dei suoi molteplici impegni cinematografici (e per pigrizia confessa), gli ultimi suoi lavori nel campo dei fumetti sono stati la miniserie di Spider-Man La malvagità degli uomini (completata in sei anni…) e una dedicata Devil che non ha ancora visto la fine. Nel 2006 è uscito Clerks II, sequel del suo fortunato debutto.



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