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VIAGGIO NEL FANTASTICO

di Giorgio Lavagna

I Fantastici Quattro e la Marvel Comics rivoluzionarono il fumetto americano. Nei primi anni di Fantastic Four fu creato l'impianto essenziale su cui poggia il mondo dei supereroi Marvel, le assi del palcoscenico che in seguito hanno accolto centinaia di personaggi.

Un anno di meraviglie
L’uscita del primo numero della serie a fumetti Fantastic Four, nel novembre del 1961, segnò l’inizio di una nuova era per l’industria americana dei comics. Nulla succede per caso e questo vale, moltiplicato per mille, quando si cerca di interpretare il fumetto americano in relazione agli avvenimenti del mondo reale. Il 12 aprile 1961, sei mesi prima di Fantastic Four 1, l’Unione Sovietica aveva annunciato il successo del primo volo orbitale umano, compiuto da Yuri Gagarin a bordo della Vostok-1. Si trattò di un evento significativo da molti (e contraddittori) punti di vista. La missione di Gagarin, a quattro anni dal lancio del satellite sovietico Sputnik (che segnò ufficialmente l’inizio della cosiddetta “era spaziale”), sanciva la superiorità tecnologica dell’URSS sul blocco occidentale e in America generò un’ondata di terrore. Il successivo 5 maggio gli Stati Uniti fecero la loro mossa, lanciando il cosmonauta Alan Sheppard a bordo della capsula Mercury Freedom 7. Quello di Sheppard fu in realtà un volo suborbitale, ma dal punto di vista propagandistico rappresentò una boccata d’ossigeno per un’America profondamente scossa e umiliata. Pochi giorni dopo il presidente Kennedy annunciò il varo del Progetto Apollo per uno sbarco sulla Luna. Ma proprio durante i colloqui bilaterali per la crisi di Berlino Est Gherman Titov compì a bordo della Vostok-2 ben sedici orbite terrestri. Per festeggiare il primo vero e proprio volo orbitale il popolo americano dovette aspettare l’impresa di John Glenn, il 20 febbraio 1962. I sovietici fecero pesare sul piano politico-strategico i loro successi scientifici, dando inizio alla costruzione del Muro di Berlino e trasferendo missili nucleari a Cuba, rischiando di far precipitare la Guerra Fredda in un confronto militare devastante; intanto dall’altra parte del mondo stavano maturando le condizioni che avrebbero portato alla guerra del Vietnam. Anche se lo Sputnik aveva dimostrato a chiunque che con la possibilità di lanciare in orbita ordigni nucleari il potere politico disponeva, per la prima volta nella storia dell’umanità, dei mezzi tecnici per operare la distruzione totale del pianeta, il volo di Gagarin apriva prospettive diverse. Un uomo era uscito “fuori dal mondo” e le prime immagini dell’astronauta diffuse delle agenzie di stampa e dalla televisione mostravano il volto di un uomo sereno, dallo sguardo mansueto, innocente. Un uomo che non avrebbe mai schiacciato il pulsante rosso dell’olocausto nucleare. Negli occhi del primo cosmonauta alcuni ebbero la visione di un futuro meraviglioso, un mondo del domani in cui l’umanità avrebbe costruito città sulla Luna, su Marte e oltre, un futuro di robot e di autostrade a mille corsie. Con Fantastici Quattro Stan Lee e Jack Kirby si rivolsero a quelle persone che videro oltre la minaccia comunista e il terrore nucleare, ai sognatori di un sogno che, col senno di poi, sappiamo era destinato a non avverarsi mai.

Il sogno e l’incubo
Sempre nel 1961 il fisico Murray Gell-Mann elaborò la teoria dei quark, T.H. Maiman e A. Javan (contemporaneamente ai russi N.G. Basov e A.M. Prochorov) realizzarono il primo laser, l’inventore statunitense J. Engelberger costruì Unimate 1, il primo robot industriale. Nonostante la Guerra Fredda e il fatto che le due superpotenze stessero sviluppando arsenali nucleari capaci di portare l’umanità all’estinzione nel giro di poche ore, c’era un senso di ottimismo riguardo al futuro –  sempre che, non mancavano di avvertire gli scienziati, le potenze militari rinunciassero a un malaugurato “scambio nucleare” che, anche se non fosse stato fatale per la specie, avrebbe senza dubbio scatenato sulla Terra ogni sorta di “orrore scientifico”. Esempi di quanto oscuro potesse essere il volto sbagliato della scienza non tardarono ad arrivare. Il 15 marzo 1961 scoppiò lo scandalo del Taliomede, un farmaco largamente usato in tutto il mondo dalle donne per combattere la “nausea da gravidanza”. Quando fu provato che il farmaco aveva un effetto teratogeno (causava la focomelia, cioè la nascita di bambini senza braccia e senza gambe) e fu messo al bando in tutti i paesi del mondo, erano già nati più di diecimila focomelici. A causa dei molti aborti terapeutici che seguirono lo scandalo, fra il novembre e il dicembre 1961 nel mondo vennero alla luce pochissimi bambini.

Scienza e fantascienza
Il panorama fantascientifico era rigoglioso, anche se la cultura ufficiale era parca di riconoscimenti nei confronti dei numerosi autori. Al cinema uscivano Atlantide, continente perduto di George Pal, Il pianeta fantasma di William Marshall, Stazione Spaziale K9 di un giovane Francis Ford Coppola, Il leggendario X-15 di Richard Donner, Assedio alla Terra di John Kirsh. Erano titoli di contenuto prevalentemente avventuroso nei quali dominava il tema dell’esplorazione scientifica e in cui gli eroi erano bizzarre figure di scienziati avventurieri. Questo mentre la letteratura fantascientifica esprimeva tematiche che sarebbero poi diventate di grande attualità e di generale interesse nel corso del decennio e in quello successivo. Fra i romanzi più importanti sono da segnalare Straniero in terra straniera (Stranger in a Strange Land) di Robert A. Heinlein, che divenne più tardi una sorta di “bibbia alternativa” fra i giovani delle università americane, e Un amore a Siddo di Philip J. Farmer. Due opere controverse e anticipatrici, rivolte a un pubblico adulto, per le quali venne coniata la definizione “sex science fiction”. La situazione era dunque quella tipica di un momento di transizione, in cui da un lato ancora dominavano le tematiche d’evasione (venate di propaganda anticomunista) degli anni Cinquanta, dall’altro si rafforzava un’apertura all’impegno, ad argomenti scomodi se non di netta rottura con il passato.

 

La più grande rivista a fumetti del mondo
Questo il clima in cui i Fantastic Four e la Marvel Comics rivoluzionarono il fumetto americano. Nei primi anni di Fantastic Four fu creato l'impianto essenziale su cui si poggia il mondo dei supereroi Marvel, le assi del palcoscenico che in seguito hanno accolto centinaia di personaggi. I Fantastici Quattro furono i primi esploratori dell'universo a fumetti più famoso di tutti i tempi, coloro che ne rivelarono per primi i segreti, che aprirono la strada. L’idea di base dei Fantastici Quattro era piuttosto semplice: le avventure di quattro scienziati curiosi e un po’ avventati, niente di più e niente di meno che la riproposizione di Challengers of  the Unknown, una discreta serie classicamente anni Cinquanta che Jack Kirby aveva disegnato per la DC Comics. Eppure l’attenzione di Stan Lee per i fermenti che animavano la cultura popolare e il suo straordinario fiuto, che lo teneva in sintonia con lo spirito del tempo, fecero dei Fantastici Quattro qualcosa di totalmente nuovo. Anche se non fosse vero che con questa serie furono poste le basi della continuità e del Marvel Universe, Fantastic Four sarebbe ugualmente importante. Nella prima storia vediamo questo gruppo disomogeneo di persone (un uomo maturo, un giovane, un adulto e una ragazza) impadronirsi di un’astronave e guidarla oltre le fasce di Van Allen, dove l’equipaggio fu esposto a una doccia di “raggi cosmici”. Una volta tornati sulla Terra, i quattro scoprirono di aver subito fantastiche trasformazioni. Ispirati agli elementi della fisica classica (aria, fuoco, terra e acqua), i poteri emergenti crearono immediatamente una situazione di forte tensione, con Ben Grimm – l’unico del gruppo a non essere legato agli altri da rapporti di parentela (Sue e Johnny Storm erano fratelli; la stessa Sue avrebbe presto sposato Reed Richards, il leader del gruppo) – che venne trasformato in un essere roccioso dotato di una forza enorme, un mostro frustrato e infuriato per la trasformazione. Simili tensioni sarebbero poi diventate la regola nelle serie create da Stan Lee, nella cui visione rivoluzionaria del ruolo del supereroe tutto doveva essere potenziato, amplificato. E anche le passioni più umane dovevano diventare super.

I FANTASTICI QUATTRO E L’UOMO RAGNO
Reed Richards, alias Mister Fantastic. Ha il potere di alterare il suo corpo come se fosse fatto di un materiale elastico ed è un genio scientifico. Nella similitudine con i quattro elementi, rappresenta l’acqua. Benjiamin Grimm, astronauta, è la Cosa. Dotato di una forza sovrumana (unita a un aspetto mostruoso) rappresenta la terra. Sue Storm, la Donna Invisibile. Ha acquisito il potere dell’invisibilità e la capacità di proiettare un potente campo di forza. Rappresenta l’aria. Johnny Storm, giovinastro di belle speranze, può incendiarsi a piacere. È la Torcia Umana e rappresenta il fuoco. Il suo potere gli consente anche di volare. Spider-Man, l’Uomo Ragno, è Peter Parker, un giovane di talento che, durante un esperimento ai tempi del liceo, fu morso da un ragno contaminato dalle radiazioni. Da allora ha guadagnato poteri superumani, che usa per difendere i deboli e combattere il crimine. L’Uomo Ragno arriva nel Marvel Universe nel 1963, quando, grazie alle scoperte degli avventurosi Fantastici Quattro, questo è già popolato da mostri e supercriminali. Spider-Man è però il primo vero supereroe della Marvel. I Fantastici Quattro sono più eroi della scienza che veri e propri vigilante mascherati. Non hanno identità segrete e non hanno nemmeno veri e propri costumi, se non delle uniformi di un tessuto speciale (fatto di “molecole instabili”) capace di resistere alle sollecitazioni imposte dai loro poteri. Inoltre la società li accetta, è ben disposta nei loro confronti, mentre l’Uomo Ragno è considerato una minaccia. Quello fra l’Uomo Ragno e i Fantastici Quattro è un incontro ricco di incognite. Che cosa succederà? Il favoloso Quartetto catturerà Spider-Man e lo consegnerà alla polizia? Oppure l’Uomo Ragno diventerà un membro dei… Fantastici Cinque?

DUE FILM E… MEZZO!
La moda dei supereroi che negli anni Duemila sta travolgendo Hollywood ha toccato anche i Fantastici Quattro, che si sono fatti perdonare una falsa partenza: un film prodotto nel 1994 da un Roger Corman alla fine di una grande carriera nei B-movies. Quella pellicola è ancora oggi ricordata dai fan per la povertà degli effetti speciali. Solo dieci anni fa la computer grafica era troppo costosa per una produzione minore e solo kolossal come Jurassic Park potevano permettersi qualche sequenza realizzata in CGI (computer graphics imaging). La grande occasione per il Quartetto arriva nel 2005, anno in cui viene realizzato Fantastic Four, il film diretto da Tim Story con Ioan Gruffudd (nei panni di Reed Richards/Mr. Fantastic), Jessica Alba (Susan Storm/La Donna Invisibile), Chris Evans (Johnny Storm/La Torcia Umana) e Michael Chiklis (Ben Grimm/La Cosa). Il ruolo di Victor Von Doom, l’arcinemico di Reed Richards, è affidato a Julian McMahon, il celebre Christian Troy del serial Nip/Tuck. Lo stesso cast viene confermato per il sequel del 2007, Fantastic Four: Rise of the Silver Surfer, che con Spider-Man 3 è un appuntamento obbligato per gli appassionati del genere.



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