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IL ’68 DI SPIDER-MAN


Sul finire degli anni 60 le responsabilità come art director della Marvel distoglievano spesso John Romita dai suoi incarichi mensili. Alla costante ricerca di disegnatori che potessero sostituirlo in caso fosse oberato di lavoro, Stan Lee chiese a Ross Andru di realizzargli un’aracno-storia standard da utilizzare al momento giusto. Casualmente (?) proprio questo cartoonist sarebbe diventato nel 1973 il disegnatore titolare di Amazing SPIDER-MAN (a partire dal n. 125). Nato a Cleveland, Ohio, il 15 giugno 1927, Andru meditò inizialmente di lavorare nel campo dei cartoni animati, per poi focalizzarsi sui fumetti e frequentare dei corsi alla School of Visual Arts: il suo primo incarico importante fu quello di disegnatore delle tavole domenicali delle strip di Tarzan (di Burne Hogarth), a partire dal 1948. Tre anni dopo passò ai comics veri e propri, iniziando una partnership con l’inchiostratore Mike Esposito, che finì poi per chinare quasi tutti i suoi lavori a partire da Mister Universe e Mister Mystery, collane da loro stessi create per la casa editrice Media Publications. Andru divenne un nome di rilievo grazie alla DC Comics, per cui cocreò il Sergente Rock per Our Army at War, contribuendo ad altre testate di guerra come Our Fighting Forces e Star Spangled War Stories. Presso la concorrente per antonomasia della Marvel, disegnò anche supereroi classici come Batman, Superman, Flash e Wonder Woman. Migrò alla Casa delle Idee nel 1972, dove diventò uno degli artisti di culto del decennio. Oltre che su AMAZING SPIDER-MAN (nel periodo 1973/78), le matite di Andru deliziarono i fan su FANTASTIC FOUR, SHANNA THE SHE-DEVIL, X-MEN e sull’adattamento a fumetti di Doc Savage, personaggio della letteratura pulp. Nel 1979 l’autore fece ritorno alla DC Comics in veste di coordinatore editoriale, per poi rimettersi al tavolo di disegno l’anno dopo su serie come Jonah Hex, Vigilante e Blue Beetle. Poco prima di spegnersi, il 9 settembre 1993, tornò un’ultima volta a far squadra con Mike Esposito sulla collana Zen Intergalactic Ninja della Archie Comics.
Apparentemente Il riprovevole rompicapo del Mago, racconto pregno di misticismo e occultismo ambientato in parte a New Orleans, sarebbe dovuto apparire su THE AMAZING SPIDER-MAN nel 1967/68 dopo che John Romita si slogò il polso, ma il veloce recupero del titolare della collana spinse Stan Lee ad accantonare la storia e a tenerla buona un’altra occasione. Quando poi si rese conto che le trame stavano rapidamente evolvendosi, e che quindi l’episodio era diventato obsoleto, il “Sorridente” decise comunque di pubblicarlo sulla collana antologica Marvel Super-Heroes nel maggio 1968. Partita nel febbraio 1966 con il titolo FANTASY MASTERPIECES, per poi cambiarlo appunto in MARVEL SUPER-HEROES a partire dal n. 12 (dicembre 1967), questa serie servì innanzitutto a Lee per proporre ristampe ad hoc di racconti particolarmente significativi della Golden Age: tra questi, alcuni cicli di Capitan America, di Sub-Mariner e dell’originale Torcia Umana originariamente pubblicati negli anni 40/50 e prodotti dai rispettivi creatori (Jack Kirby, Bill Everett e Carl Burgos). In coincidenza con il cambiamento di titolo, le ristampe iniziarono a essere affiancate a racconti inediti e proprio su MARVEL SUPER-HEROES 12 apparve l’origine del primo Capitan Marvel (o Mar-Vell), un soldato degli alieni Kree che fu per parecchi anni il protettore dell’universo – finché non morì di una malattia terminale in una leggendaria graphic novel di Jim Starlin. Tra gli altri inediti della testata, quasi tutti pubblicati in Italia dall’Editoriale Corno nei primi anni 70, segnalo le storie di Ka-Zar (la versione marvelliana di Tarzan), del Dr. Destino, del Cavaliere Nero e soprattutto l’origine dei Guardiani della galassia, un gruppo di giustizieri del XXXI secolo immaginato da Gene “il Decano” Colan e da Arnold Drake, talentuoso sceneggiatore spentosi il 13 marzo scorso. Con il n. 21 MARVEL SUPER-HEROES ritornò alla programmazione delle sole ristampe, per poi chiudere nel settembre 1972 con la trentaduesima uscita. Successivamente fu resuscitata in varie occasioni e nella sua terza incarnazione (15 numeri usciti dal maggio 1990 all’ottobre 1993) ospitò soltanto racconti inediti. Dal punto di vista della continuity Il riprovevole rompicapo del Mago non ha una collocazione ben precisa: volendo, possiamo comunque posizionarlo subito dopo La tela e la fiamma (SPIDER-MAN COLLECTION 14).
–MB

Marvel Super-Heroes (vol. 1) 14, maggio 1968

CREDITS
Soggetto, sceneggiatura & supervisione: Stan Lee
Soggetto & matite: Ross Andru
Chine: Bill Everett
Colori: Wil Glass & All Thumbs Creative
Direzione: Martin Goodman
Lettering: Fabio Ciacci & Ester Colombarini
Traduzioni: Riccardo Vinci & Cristina Riminucci

Come dicevo qualche numero addietro, gli AMAZING SPIDER-MAN usciti tra la fine del 1968 e l’inizio del 1969 corrispondono alla prima vera esplorazione della realtà americana compiuta da Lee & Romita all’interno della serie: d’altra parte, svolgendosi in un contesto universitario realistico, essa doveva riflettere la difficile situazione dell’epoca. Nel tentativo di essere più obiettivi possibile, gli autori riuscirono felicemente nel delicato compito di fondere in modo convincente due temi davvero complessi quali le dimostrazioni studentesche del 1968 e il conflitto bianchi/neri sfociato nel cosiddetto Black Panther Party. Fondato ufficialmente nel 1966 da Huey Newton e da Bobby Seale in risposta alla dilagante brutalità della polizia nei confronti delle comunità afroamericane e latine negli USA, il “Partito delle pantere nere” rifiutava le istanze non violente e integrazioniste di Martin Luther King, ritenute inefficaci e colluse con le strutture di potere dei bianchi, teorizzando l’autodifesa come principale strumento di lotta. La sua attenzione, dalla questione della brutalità della polizia, si allargò poi fino a comprendere il problema dell’autodeterminazione degli afroamericani, ossia il diritto di controllare il dipartimento di polizia, le scuole, gli alloggi e l’economia delle loro comunità, oltre a quello di essere esentati dal servizio militare.
Fra tutti questi temi d’attualità, Lee & Romita inseriscono il ritorno del boss criminale Kingpin dopo la sconfitta inflittagli dal Tessiragnatele (su SPIDER-MAN COLLECTION 17), nonché l’inizio della saga dell’antica tavoletta – che ci accompagnerà fino ad agosto in un entusiasmante crescendo d’azione. Grazie alle sue dieci parti, è decisamente la prima storia ad ampio respiro di THE AMAZING SPIDER-MAN e, secondo la critica, corrisponde al periodo migliore di Lee & Romita. In particolare, l’idea dell’antica tavoletta fu ispirata agli autori dalla stele di Rosetta, ritrovata nel 1798 dall’esercito di Napoleone Bonaparte durante la campagna d’Egitto, che fu mirata a colpire duramente una nazione nemica, ma anche a scoprire e studiare i resti delle antiche civiltà che abitavano quelle terre. Fra gli oggetti raccolti durante la spedizione napoleonica spiccò un blocco di basalto nero su cui era incisa una dedica al faraone Tolomeo V Epifane (196 a.C.) in tre differenti linguaggi: geroglifici, antico egiziano demotico e greco. Poiché il greco era conosciuto, questa stele – ritrovata presso la città di Rosetta sul Nilo – fu una chiave decisiva per l’interpretazione dei geroglifici da parte del geniale linguista Jean François Champollion. Nell’introduzione all’ottavo volume dei MARVEL MASTERWORKS dedicato ad AMAZING SPIDER-MAN, John Romita stesso rivela che la saga dell’antica tavoletta non fu programmata e orchestrata in anticipo, ma si sviluppò mese dopo mese nelle brevi sessioni che lui e Stan Lee riuscivano a ritagliarsi nella caotica redazione Marvel (il cosiddetto “bullpen”). “Nelle nostre sessioni cercavamo di stendere la trama per un numero alla volta, ma era un miracolo se riuscivamo ad andare avanti per un’ora consecutiva senza interruzioni” scrive Romita: “Il nostro obiettivo era quello di completare una storia in un mese. Scioccamente, non registravo le nostre sessioni (sarebbe stato troppo intelligente…) affidandomi alla memoria quando tornavo al tavolo di lavoro. In quei meeting cercavamo di non fare troppo, e questo era solo un bene”.
Sullo sfondo della protesta degli studenti universitari in Crisi al campus merita di essere notato il rapporto padre/figlio che lega Joe e Randolph “Randy” Robertson: un rapporto descritto con grande sensibilità attraverso i dialoghi di uno Stan Lee al massimo della forma. Infine, in Missione: schiacciare Kingpin viene per la prima volta menzionata l’affascinante moglie dello Zar del crimine di New York, Vanessa, che giocherà un ruolo a dir poco fondamentale nelle storie successive, contribuendo a rendere più sfaccettata la personalità dello stesso Kingpin.

AMAZING SPIDER-MAN 68/70, GENNAIO/FEBBRAIO 1969

CREDITS
Soggetto, sceneggiatura & supervisione: Stan Lee
Soggetto, matite & copertine: John Romita Sr.
Chine: Jim Mooney
Colori: Wil Glass & All Thumbs Creative
Direzione: Martin Goodman
Lettering: Fabio Ciacci & Ester Colombarini
Traduzione: Giuseppe Guidi, Riccardo Vinci & Cristina Riminucci

Da SPIDER-MAN COLLECTION 23



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