C’È UN TOPO NEI PANINI
di Leo Ortolani
Tanti e tanti anni fa, quando non ero ancora un uomo burbero ma affascinante come il Dottor House, pieno di fanciullesca ingenuità come Heidi, vendevo giornalini di Rat-Man di poche pagine sui banchetti delle fiere del fumetto, ovunque esse fossero. Erano gli anni dell’autoproduzione, un’ottima vetrina per farsi notare dal pubblico e da eventuali editori interessati a pubblicare nuove leve del fumetto italiano. Ero, come si usa dire, un “autore esordiente”.
E cosa succedeva agli autori esordienti?
Alcuni venivano prelevati di notte dalle loro abitazioni, portati nei forum e costretti con la forza a leggere i commenti sui loro fumetti. A quel punto, i più, piangendo, promettevano che avrebbero smesso e di solito tutto finiva nel migliore dei modi, con un lavoro serio, come geologo o come drag queen durante la tombola parrocchiale.
Altri venivano avvicinati dall’EDITORIA.
Molti raccontano, a questo proposito, di una luce fortissima che li avvolgeva. Ogni strumento elettronico smetteva di funzionare e poi si ritrovavano i propri fumetti in edicola, ma senza un rene.
Io fui prelevato una notte e portato nei forum con la forza. Mi fecero un sacco di domande a cui non sapevo rispondere e mi schiaffeggiavano, deridendomi e deridendo il mio lavoro. Finché qualcuno si accorse che non ero l’autore dei Teletubbies e mi abbandonarono in un fosso. Senza un rene.
Ma siccome ero come Heidi, cioè ridevo a bocca aperta per cinque minuti per un nonnulla, il giorno dopo ero a vendere i miei giornalini alla fiera del fumetto di Lucca: “Giornaliniii!” gridavo: “Giornalini freschiii!”.
Mi si avvicinò una vecchina, curva curva, con una bella mela rossa in mano. Era Marco Marcello Lupoi, il direttore editoriale di Panini Comics (allora Marvel Italia), che, incuriosito dai miei giornalini, di cui gli avevano lungamente parlato Enrico Fornaroli, la più bella del reame, e Andrea Plazzi, il guardiacaccia, voleva comprarli con una mela.
“Ah! Ah! Ah!” risi io per cinque minuti a bocca spalancata.
“Sul serio” insistette Marco Marcello Lupoi: “Voglio comprare i tuoi giornalini con questa bella mela rossa!”.
“Evvivaaa!” dissi allora, gettando le braccine al vento!
Così, nel marzo del 1997 uscì in edicola e in fumetteria il primo numero di RAT-MAN COLLECTION, con quel “collection” a indicare che l’albo raccoglieva le prime avventure di Rat-Man già apparse nei precedenti due anni di autoproduzione, affiancate da una storia inedita realizzata apposta, dove il nostro eroe si confrontava con le icone dell’Universo Marvel americano.
Il primo numero toccò all’Uomo Ragno.
Quante pagine scritte e disegnate, da quel primo numero! Salutai per sempre il sogno di un lavoro serio, nonostante le proteste dei parrocchiani, e iniziarono a chiamarmi autore non esordiente o con altri nomi – che però ci sono dei bambini, non è il caso.
Oggi RAT-MAN COLLECTION si chiama RAT-MAN e compie dieci anni. E io desidero ringraziare la casa editrice Panini Comics, per avermi portato fino a questo punto e per avermi aiutato a realizzare un sogno. Quello dove mi scappa la pipì, ma non riesco a trovare un bagno, e quando lo trovo non ha la porta e continua a passare un sacco di gente.
Voglio sottolineare in particolar modo un merito, o se preferite una grande intuizione, che questa casa editrice ha avuto in tutti questi anni: mi ha lasciato lavorare. Mi ha lasciato libero di esprimere al meglio e senza censure le mie potenzialità, senza interferire con il lato artistico e creativo. Mai. Forse la migliore condizione lavorativa che un autore di fumetti possa desiderare.
Anche per questo sentimento di benevolenza nei suoi confronti, nel corso di questi dieci anni Rat-Man è stato addirittura libero di scorrazzare su altre riviste di Panini Comics, come WIZ o L’UOMO RAGNO, lasciando diverse tracce del suo passaggio in forma di copertine, pagine, vignette, pin up e altro ancora. Sempre a toccare argomenti che non sta bene, sempre a disturbare grandi personaggi del fumetto, con la sua vocetta sgraziata e inadatta a un cartone animato!
In occasione del decennale, su questo e sui prossimi numeri di RAT-MAN abbiamo pensato di condividere con voi i ricordi delle persone che allora come oggi avevano a cuore Rat-Man, e un po’ di tutto questo materiale praticamente inedito per la maggior parte dei nuovi lettori (che sono tanti). Un modo per ricordare la strada percorsa fino a questo punto e per augurare a tutti voi una buona continuazione, per arrivare là, dove nessun lettore è mai giunto prima.
Fino a quel gennaio 2014 in cui, numero più, numero meno, tutta la saga di Rat-Man si chiuderà in un finale pirotecnico, ricco di esaltanti colpi di scena come la celebrazione del matrimonio tra Brakko e Cinzia o il ritorno del Grande Ratzinga. Cose così. Forse non proprio così. L’unica cosa che posso assicurarvi è che l’entusiasmo che continuerò a mettere nelle mie storie sarà sempre quello di dieci anni fa. Anzi, adesso che mi guardo allo specchio, non è vero che somiglio al Dottor House. In realtà sembro sempre Heidi, però da vecchia, e questo mi porta a ridere a bocca spalancata per cinque minuti. Cosa che mi impedisce di truccarmi da drag queen e già la gente scalpita, che la tombola deve iniziare!
Buon anniversario a tutti!
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